venerdì 10 gennaio 2020

Auguri Miss Baez...


Spesso sbaglio le date e non mi sono accorto che ieri è stato il 79° compleanno della grande Joan Baez. Inutile rinverdirne i fasti: chi ha la mia età ne ha ascoltato gli album, ha fatto il tifo per lei quando si è messa a combattere le sue pacifiche “guerre giuste”. Ha saputo essere se stessa nel tempo senza mai abbassare la guardia né scendere a compromessi. Ha cantato nei teatri più prestigiosi e nei luoghi più impensabili. Negli anni sessante è stata al fianco del Reverendo Martin Luther King in tante manifestazioni in cui il pericolo era imminente ed evidente così come alla marcia su Washington, Il 23 Agosto del 1963, dove il Reverendo, davanti al Memoriale di Lincoln, pronunciò il celebre discorso “I have a dream”. Subì i bombardamenti USA su Hanoi nel Natale del 1972. 

La Baez è stata soprannominata in tanti modi che ne hanno fotografato un momento della sua carriera. Mai altera sul palco, ma sempre sorridente, ha saputo incarnare ideali di non violenza e bellezza, di libertà e solidarietà, di bellezza ed arte, di ribellione “gentile” e consapevolezza dei diritti delle minoranze: sempre e ovunque. Non è mai stata dalla parte “dei vincitori” ed ha sempre cercato di trasmettere, con la musica e le canzoni, tracce di tradizione impastate con la modernità mantenendo una coerenza artistica non scontata. La sua carriera discografica inizia nel 1959 e, per ora, si ferma al 2018 e visualizzando le copertine dei suoi album e scorrendo gli elenchi delle canzoni viene spontaneo ringraziarla per tanta bellezza e per avere dato segnali di positività in tempi storici certamente entusiasmanti ma, spesso, tetri e pericolosi. Al di là dei tanti soprannomi, quello che ci piace sottolineare di questa grande artista è che ogni volta che la si ascolta si ritorna improvvisamente giovani nello spirito allontanando lo sguardo dalla ruggine e cercando lo sfavillio dei diamanti…

lunedì 30 dicembre 2019

Stadio Meazza, aggiornamenti


In questi messi abbiamo scritto in varie occasioni dell’ipotesi della costruzione di un nuovo stadio di calcio a fianco del Meazza che, secondo le squadre, dovrebbe essere abbattuto. Oltre al nuovo stadio si prevedono, inoltre, sempre secondo il progetto delle squadre, insediamenti di un centro commerciale, un albergo, uffici ed altre funzioni (oltre a verde pubblico). E’ bene però ricordare che lo stadio Meazza e tutta l’area che vi sta attorno è di proprietà pubblica (Comune di Milano) e come tale deve essere gestita. Quindi in favore della città e non nel palese interesse delle squadre di calcio cittadine. Partendo da questo assunto è pertanto opportuno segnalare che:
  1. Lo stadio, secondo Agenzia del Territorio, ha un valore di circa 100 milioni di euro (valore immobiliare + brand);
  2. l'abbattimento dello stadio necessiterebbe (al di là della tipologia di traffico per lo smaltimento dei materiali che verrebbe messo in campo) di circa 50 milioni di euro. Chi li versa al Comune?;
  3. Attualmente e fino al 2030, come da convenzione, il Comune introita 10 milione di euro suddivisi in 5 cash e 5 di interventi di manutenzione. In 10 anni sono 100 milioni;
  4. Fatto questo semplice computo l'amministrazione deve tener conto che girano numeri per circa 250 milioni. Di questo importo, ovviamente, non si può non tenerne conto altrimenti non saremmo seri amministratori; 
  5. Non esistono, almeno nella maggior parte dei consiglieri comunali, particolari ostatività rispetto al nuovo stadio che, certamente, sarebbe un valore per la città ma, nel contempo, come amministratori, dovremmo essere chiamati, almeno secondo le attuali intenzioni delle squadre, a dare il via libera ad un progetto che chiede 99 anni di concessione, il versamento al Comune di un canone a partire dal 32° anno dalla concessione ed il raddoppio degli indici di edificabilità come oggi sanciti dal PGT approvato ad Ottobre 2019; 
  6. Unitamente a quanto sopra dobbiamo rilevare che il Comune di Milano non ha   ricevuto un piano finanziario completo, chiaro ed esaustivo rispetto alle risorse che saranno messe a disposizione per il progetto che, ricordiamo, insisterebbe su un'area pubblica che ha un valore economico e un indice di edificabilità deliberato dal PGT; 
Nel frattempo, in attesa di vedere un progetto esaustivo da parte delle squadre (quanto ad oggi osservato è un rendering con una serie di indicazioni generiche) rispetto al nuovo stadio, per quanto concerne il “vecchio” Meazza, il Politecnico ha ritenuto che la sua riqualificazione sia troppo onerosa e non raggiungerebbe gli standard oggi richiesti dall’UEFA per le competizioni internazionali. Il costo della riqualificazione è stato comunque stimato in circa 530 milioni di euro. Giusto per sentire diversi pareri sul tema, nelle scorse settimane la Commissione sport, insieme ad urbanistica e demanio, ha audito (insieme ad alcuni tecnici che si sono occupati professionalmente dello stadio Meazza) due professionisti (Architetto Mascheroni ed Ing. Aceti) che, hanno proposto due progetti di riqualificazione dello stadio. Con il primo progetto si immagina di eliminare il terzo anello e le torri di sostegno, creare una nuova copertura ed infossare il campo da gioco creando una sorta di anello zero. L’altezza dello stadio andrebbe a diminuire limitando, così, l’impatto del paesaggio. Nella parte superiore dello stadio, privo del terzo anello andrebbero a costituirsi spazi di ristoro e quant’altro necessario ed utile ad una più ampia fruizione dello spettacolo sportivo. In totale il numero di posti passerebbe da 76 mila e quasi 62 mila. Il secondo progetto, invece, mantiene le torri di sostegno della copertura ma ugualmente elimina il terzo anello per utilizzare il relativo spazio a servizi di ristorazione, commerciali, sportivi. Il numero di spettatori rimarrebbe, anche in questa versione di progetto, intorno ai 60 mila. Per entrambi i progetti non sono state consegnate cifre con l’indicazione dell’importo complessivo per la riqualificazione dello stadio ma, da quanto si è potuto capire, la cifra, in entrambi i casi dovrebbe aggirarsi sui 250 milioni di euro. Per entrambe le soluzioni previste le attività di demolizione e ripristini non bloccherebbe le partite e le squadre potrebbero continuare a giocare al Meazza tutte le stagioni. E’ opportuno, però, chiarire che quanto proposto dai professionisti citati è da considerarsi come una sorta di  esercizio didattico (un progetto è qualcosa di certamente più complesso) ma, comunque, rende un orizzonte di possibilità in precedenza escluse rispetto alla riqualificazione dello stadio Meazza. E’ inoltre necessario ricordare che sullo stadio deve ancora pronunciarsi la Soprintendenza la quale potrebbe ritenere l’edificio dello stadio un elemento architettonico di particolare pregio storico e culturale per la sua centralità nella cultura popolare di massa e non consentirne l’abbattimento. 

Pertanto questo potrebbe significare la possibilità della presenza di due stadi o del solo Meazza, rigenerato, senza il nuovo stadio. Queste due ipotesi sono rigettate dalle squadre oltre che da ampia parte dei residenti i residenti a seconda dell’ipotesi che potrebbe essere scelta. La terza ipotesi consistente nella costruzione del nuovo stadio ed abbattimento del Meazza dovrebbe trovare soluzione rispetto a come il Comune di Milano dovrebbe e da chi essere rimborsato rispetto alla sua perdita di un bene che, al momento, consente l’introito di un reddito certo (come indicato nei punti da 1 a 6 sopra indicati). La matassa è complessa ma in primis chi non deve perderci è certamente il Comune di Milano e coloro che saranno chiamati a decidere le sorti di un bene pubblico. Il percorso è ancora lungo ma, ci si permetta una considerazione: per avere gli stessi ricavi Rimane, per chiudere una considerazione: se oggi gli incassi per la vendita di biglietti ed abbonamenti sono di un certo valore, nel momento in cui si andrà a ridurre la capienza dei posti il prezzo dei biglietti e degli abbonamenti non potrà essere lo stesso e solo per rimanere sullo stesso livello dovrà prevedersi un incremento. Non ci saranno più gli incassi come Inter-Barcellona quindi vista la prevista riduzione della capienza? No, certamente no perché aumenteranno in proporzione i biglietti rendendo sempre più evidente che lo sport popolare per eccellenza, per essere visto dal vivo e non in TV, sarà sempre più rivolto alle fasce “non-popolari” degli appassionati. Insomma, potremmo dire che potrebbe arrivare il giorno che andare allo stadio diventerà una sorta di status symbol…? Chissà…          

Prolungamento M5


La città di Milano è dotata, al momento, di un sistema di linee di trasporto sotterraneo che, attualmente, vede il percorso kilometrico pari al numero di 101. Questo fa di Milano città all’avanguardia nel trasporto pubblico locale ed una delle più attrezzate in Europa.
Entro al massimo due anni saranno operative anche le stazioni della linea M4 che collegherà l’aeroporto di Linate all’area sud ovest della città, zona San Cristoforo per altri 16 km. Altre previsioni di miglioramento del sistema di trasporto pubblico locale sotterraneo sono previste considerando il prolungamento della linea M1 fino al quartiere di Baggio e quello della linea M5 fino a Monza. Con tali interventi la città sarà praticamente collegata in ognuno dei suoi punti cardinali e/o, comunque, con tutte le realtà logistiche fondamentali sia al buon funzionamento della città stessa che per contrastare l’inquinamento atmosferico causato dai mezzi di trasporto privati dei cittadini milanesi e da parte di coloro che arrivano a Milano, quotidianamente per lavoro o per quant’altre attività.

Esistono, da tempo, ipotesi di prolungamento della linea metropolitana M5 fino a Settimo Milanese che, ovviamente, rafforzerebbe l’asse viario nord-est/sud-ovest della città con immaginabili ritorni positivi sulla qualità dell’aria e della vita dei cittadini dei quartieri interessati da questo prolungamento (Quarto Cagnino, Quinto Romano, Figino). Su questo tema il Comune la Regione Lombardia hanno commissionato a MM un progetto di fattibilità tecnica ed economica per verificare la possibilità di concretizzare questa ipotesi di prolungamento della M5 verso Nord e verso Ovest. Il progetto è stato elaborato e consegnato ai committenti nel 2017 e nel 2018. Con questo documento progettuale si è poi chiusa la Convenzione sottoscritta nell’Ottobre scorso con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. In partica “quel” MIT che ha dato il suo assenso (e finanziamenti) per il prolungamento della linea M1 verso Baggio. In particolare è bene osservare che per quanto concerne la parte inerente il prolungamento verso Ovest (Sant’Elena, Quinto Romano, Figino, Settimo Milanese) il piano di fattibilità economica e finanziaria potrebbe essere consegnato al MIT entro la primavera del 2021. Dal momento in cui questo progetto verrà approvato sarà necessario passare al vaglio dei finanziamenti necessari per il completamento dell’opera che, nel caso dovesse ricalcare lo schema precedente, potrebbe essere coadiuvata da finanziamento privato (project financing).

Come è possibile comprendere i tempi di esecuzione delle opere di prolungamento non saranno immediati ma il progetto è ben presente nelle intenzioni e nei programmi dell’amministrazione comunale che attraverso questo prolungamento andrà a raggiungere importanti ambiti residenziali della città unendo sempre più (e quanto più possibile) le aree cosiddette periferiche della città con quelle centrali nella dinamica di ridurre gli spostamenti con l’auto e garantendo un servizio di trasporto pubblico quanto più efficace ed efficiente.