lunedì 18 novembre 2019

Qual è la situazione del Termovalorizzatore di Via Silla, a Figino?



Per anni mi sono occupato della questione del Termovalorizzatore …di via Silla (lavorando nell’azienda che lo ha costruito, qualcosa posso dire di capirne…), supportando il lavoro del benemerito comitato locale che ha seguito, dal primo momento, questo delicato intervento con le giuste osservazioni, critiche e suggerimenti. L’impianto è oggettivamente di buona qualità e la sua presenza sul territorio cittadino garantisce una sicurezza nello smaltimento dei rifiuti cittadini (ed extra città) che hanno evitato a Milano problemi ben noti in altre città…Ogni tanto, però, è bene provvedere a qualche aggiornamento e fare qualche domanda all’amministrazione comunale. In questa fase, attraverso una interrogazione specifica su vari punti possiamo segnalare quanto segue:

1.     l’impianto è in possesso di una Dichiarazione Integrata Ambientale che è valida fino al Febbraio del 2032.
2.     la potenza generata dal termovalorizzatore è di 64 Mega Watt elettrici (una centrale di dimensioni interessanti) e di 140 Mega Watt termici che vengono immessi nella rete cittadina del teleriscaldamento consentendo un importante risparmio energetico in termini di combustibile e, inoltre, la riduzione della presenza di OC2 nell’atmosfera cittadina
3.     attualmente non è solo Milano a conferire rifiuti all’impianto ma anche altre città e Province circostanti tanto che la percentuale di rifiuti provenienti da fuori città è del 22% della quantità totale. Ovviamente il servizio è a pagamento in favore di A2A Ambiente.
4.     vari gli interventi di miglioramento dell’impianto avvenuti tra il 2016 e il 2018 tra i quali si segnalano gli adeguamenti delle caldaie; l’ampliamento e il potenziamento delle linee di trattamento dei fumi con il potenziamento dei sistemi di filtrazione, del sistema di abbattimento degli ossidi di azoto ed ammodernamento del sistema di dosaggio dei reagenti chimici; è stata installata una nuova unità di turbo generazione per migliorare la quantità di vapore prodotto; si è ottenuto il miglioramento del ciclo termico acqua-vapore; sono stati adeguati i sistemi di controllo e di regolazione dell’impianto.
5.     sono costantemente monitorati i valori di cadmio, tallo, diossine e furani presenti nei fumi. Questi valori non devono superare la soglia di 0,05 mg/Nm3 per i primi due elementi e di 0,1 mg/Nm3 per i secondi. nel 2018 i valori medi registrati (da ente certificatore terzo) sono stati di 0,0014 mg/Nm3 e 0,0011 mg/Nm3.
6.     il funzionamento dell’impianto si attesta in circa 8.000 ore l’anno con fermi di manutenzione, per ciascuna linea, di 30 giorni all’anno.

Questo impianto nacque a seguito di quella che venne definita emergenza ambientale alla fine degli anni ’90 e che vide la nostra città in grave difficoltà rispetto all’incremento dei consumi di materiale umido e dei rifiuti solidi urbani in generale. Fu un grande investimento non solo economico ma, anche, di strategia industriale visto il ritorno economico per il proprietario e gestore (A2A, in quota parte di proprietà del Comune di Milano) dato dai ricavi per la produzione di energia elettrica e termica, oltre che per avere contribuito a rendere Milano la prima città d’Italia per la raccolta del rifiuto umido e per la buona separazione dei rifiuti in generale. L’impianto è entrato in funzione nel 2001 e, come tutti gli impianti, non è eterno. Certamente una costante e buona manutenzione, renderà possibile il suo utilizzo per almeno un paio di decenni ma, prima o poi, si dovrà immaginare e programmare la sua sostituzione con un impianto più moderno, non necessariamente più grande se vi sarà un ulteriore cambio di mentalità nella produzione di rifiuti…Per ora è fondamentale che la manutenzione e l’aggiornamento dell’impianto continui ad essere a costante e qualificato.

Prolungamento M1 da Bisceglie a Quartiere degli Olmi: ora è realtà.




In molti, magari, avranno pensato che si trattata di una classica boutade elettorale oppure di una semplice trovata per dare visibilità all’amministrazione comunale, a un assessore oppure a un singolo consigliere comunale. Invece, in tempi assolutamente non sospetti, avevo assicurato (e spiegato) anche sulle pagine del nostro mensile, che la M1 sarebbe stata prolungata fino a Baggio, ovviamente non laddove ciascuno avrebbe voluto che arrivasse, ma negli ambiti consentiti dalla tipologia di percorso e per raggiungere un adeguato bacino di utenza dei vari insediamenti residenziali. Come si potrà osservare dalla piantina allegata al PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) votato dal Consiglio Comunale, si evidenziano tre fermate in prosecuzione del percorso dal capolinea di Bisceglie. Queste fermate sono al momento denominate come Parri, Gozzoli, Olmi e sono state inserite negli ambiti segnalati dalla piantina in virtù dei più vicini (ma non solo) agglomerati residenziali da servire che sommariamente si indicano a seguito:

1.     Le vie Bagarotti, Cividale del Friuli, Lucca e Viterbo (parte finale), Prato, Valsesia per la fermata Parri;
2.     Le vie Valsesia, Gozzoli, Bagarotti e le vie limitrofe che si affacciano sulla via Bagarotti per la fermata Gozzoli (che vedrà gli accessi/uscite nei pressi dell’ufficio postale e/o del parcheggio antistante);
3.     Il quartiere degli Olmi ed il borgo di Muggiano per la fermata Olmi (che vedrà gli accessi/uscite nei pressi dell’area sportiva AICS) con sottostante area di manovra e deposito dei mezzi;

Queste indicazioni sono al momento plausibili e saranno meglio vagliate i vari passaggi nel progetto definitivo (ed esecutivo) che ora, dopo il benestare da parte del Ministero dei Trasporti, verrà puntualmente redatto dai progettisti di Metropolitana Milanese. Ovviamente il percorso verrà anche definito in considerazione sia della tipologia di terreno da attraversare, che dal posizionamento delle fermate e dalla distanza tra loro (il taglio medio della distanza è 800-1000 metri per fermata).  Il benestare ricevuto dal Ministero, tramite la Ministra Paola De Micheli (che ha anche assegnato 50 milioni di euro ad ATM come contributo alla messa in opera della flotta elettrica che andrà a sostituire tutti i mezzi di superficie entro il 2030) è corredato dal finanziamento di una quota, 60% secondo legge, dell’importo necessario per l’esecuzione dell’opera (350 milioni di euro) che ammonta a 210 milioni di euro. La parte mancante (140 milioni di euro) sarà a carico del Comune di Milano che li ha già inseriti nel vigente Piano delle Opere Pubbliche. Questa è la fotografia, reale, della situazione al di là di ogni possibile diversa versione, anche interessata, dei fatti. Di questo tema, come noto, se ne parlava da tempo, ma mai come in questi anni l’argomento è stato fortemente portato all’attenzione dell’amministrazione comunale e dei suoi organi decisionali. Si è lavorato con discrezione e senza particolare enfasi, ma con determinazione e costanza affinchè l’amministrazione comunale potesse comprendere l’importanza di quest’opera a servizio di un quartiere importante come Baggio che ora sarà ulteriormente supportato nella scelta del trasporto pubblico rispetto a quello privato. Lo stesso è stato fatto dall’amministrazione comunale nei confronti degli organismi ministeriali. E tutto questo per raggiungere l’obbiettivo di incidere in termini di funzionalità del trasporto pubblico locale e per ridurre quanto più possibile la congestione del traffico cittadino ed il relativo inquinamento. Tutto bene quindi…? Si, certamente, però l’opera quando si farà…? 

La domanda è importante e cerchiamo di trasferire una risposta attendibile. Attualmente, come noto, sono ancora in corso le attività per la costruzione della M4 ed avendo le talpe escavatrici impegnate in quest’opera, non è pensabile impegnarsi in due differenti cantieri di scavo e costruzione di un nuovo percorso. Pertanto, presumendo che le opere per la M4 saranno completamente terminate entro il 2022, si presume che l’opera di prolungamento possa iniziare nel 2023 e terminare, entro il 2027. Ora, quindi, dopo la notizia positiva, parte il percorso del progetto definitivo (prima) ed esecutivo (dopo), con la volontà di operare presto e bene in un percorso il cui primo passo, è bene ricordarlo, è stato l’inserimento dei fondi del patto per Milano, sottoscritto tra l’allora Presidente del Consiglio, Matteo Renzi ed il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Quei fondi, specificatamente allocati per il progetto preliminare dell’opera, hanno consentito di predisporre quanto necessario per presentare la richiesta di finanziamento al Ministero dei trasporti e di includere nel PUMS quest’opera considerandola come un ulteriore tassello dello sviluppo della rete di trasporto pubblico dei Milano. Un passo importante che ha dato vita al prosieguo del percorso. E lo sguardo non si ferma perché, è bene ricordarlo, c’è anche la linea M5 da far proseguire verso piazza Sant’Elena, Quarto Cagnino, Quinto Romano e Settimo Milanese. In questo caso si tratta di un’operazione forse più complessa trattandosi del prolungamento di un’opera in project financing, cioè con la partecipazione dei privati sia ai costi che hai ricavi, ma sono certo che ci arriveremo. 

sabato 16 novembre 2019

La gabbia dorata...

La visione del film “La gabbia dorata”, proposta da Rete Baggio e Amici Cascina Linterno, avvenuta ieri sera nel contesto del progetto Rete Baggio 2019/2020, ha lasciato in molti dei presenti, se non tutti, un sentimento di forte disagio. Disagio e tristezza nel seguire la storia di un sogno di tre ragazzi (e milioni di altri “pellegrini”) che cercano scampo alla miseria ed alla violenza, lasciando il proprio Paese (in questo caso il Guatemala) alla ricerca di un luogo migliore in cui vivere e sperare per il futuro. E’ l’avventura di tre ragazzi che cercano un sogno, un luogo “dorato” in cui abbandonare il passato ed i ricordi, per vivere nel futuro. La storia dirà che non sarà così per tutti e nel corso del viaggio tante saranno le peripezie e le situazioni di dolore, di paura, di umiliazione a cui questi saranno sottoposti. E’ una storia dura, raccontata, però, senza insistere sulle situazioni più violente e lasciando molto all’immaginazione. E’ una storia in cui l’uomo si avventa su altri uomini trattandoli come merce. Tutto va bene purchè sia un’opportunità utile a ricavare dei benefici. E’ una storia attraversata dalla speranza e dal dolore, dalla disperazione e, insieme, dalla speranza. Un film da vedere per capire, in maniera semplice e diretta, senza filtri, cosa significhi avere il desiderio di affrancarsi dalla miseria rischiando la vita e la propria dignità comprendendo che l’ingiustizia, paradossalmente, è il motore che fa girare il mondo. 

Ovviamente in maniera distorta, immorale, ingiusta. E quella parole “Ma sono forse io il custode di mio fratello…’” risuonano sempre ed ancora alle nostre orecchie…Così, oggi, passando per la Galleria Vittorio Emanuele di Milano ci si accorge che il “clima” sta cambiando e che ci si sta avvicinando al Natale e questo non può non far pensare anche alle disperazioni di casa nostra. Senza attraversare mari o deserti, non è infrequente osservare chi dorme per strada (pure il Comune avendo disponibilità per tutti…) a causa di chissà quale situazione personale arrivata ad interrompere una vita magari “ordinaria”. Si pensa alle persone sole, a chi ha perso il lavoro e non sa come fare per pagare il mutuo oppure l’affitto, le bollette…Si pensa a chi non fa visite mediche perché è sommerso da problemi economici. Si pensa a quei genitori che soffrono perché sanno di non essere nelle condizioni di poter pagare gli studi universitari ai figli. Si pensa alle famiglie lacerate da dissapori ed ai figli sballottati tra un rancore e l’altro...Ascolti le notizie e ti accorgi del disastro ambientale di Venezia (e non solo), del disastro sociale (ed ambientale) di Taranto, dei femminicidi costanti e ti chiedi che cosa potresti fare…Ti chiedi perché gli strumenti della politica sono così deboli ed incapaci di incidere nella vita di ciascuno in senso positivo. Ti chiedi perché i problemi rimangono insoluti per decenni quando, pure, le possibilità e le modalità di risoluzione sarebbe note da tempo. Perché…? 

Forse la risposta, come cantava nel freddo newyorkese di un'altra epoca un “minuscolo gigante” venuto dal freddo Minnesota, soffia nel vento. Forse la risposta, come predicava un profeta nato in terra di Palestina, è dentro di noi. Ma nessuno, ancora è riuscito probabilmente né a coglierla né a farla sua. E a tutti noi non rimane che lottare per non soccombere all’ingiustizia che guida, da sempre, il percorso della Storia…