giovedì 13 settembre 2018

Disagio da dipendenze e psichico

Oggi in Commissione Welfare del Comune di Milano si è parlato di dipendenze (faccio parte del tavolo sulle dipendenze del Comune) e degli interventi sul disagio e sulla malattia mentale. Una commissione che ha messo in luce le molte attività che il Comune di Milano porta avanti per ridurre quanto più possibile il danno dell’uso degli stupefacenti e quanto è possibile fare per assistere, aiutare, guarire le persone con disagio mentale. Vengono alla mente, però, alcune considerazioni: la prima è che alcuni autorevoli esponenti del mondo clinico e dell’assistenza, del terzo settore, da anni lanciavano segnali di allarme rispetto al fatto che il tema delle dipendenze delle sostanze non si è mai chiuso ma, anzi, si è esasperato.

A qualcuno, anche a livello istituzionale, soprattutto da parte di chi deve salvaguardare la salute pubblica, non è parso vero di immaginare che il fenomeno si fosse ridotto perché non vi erano più decessi eclatanti e di grande numero per overdose nelle strade. Invece il tema del disagio non è diminuito. Sono diminuiti, per alcuni anni, le morti evidenti per droga, ma non le morti. Perché ad esempio l’uso di cocaina rende, nel tempo, il fisico più debole e le morti conseguenti non sono necessariamente ascrivibili agli stupefacenti. Per esempio l’acquisto di farmaci e sostanze sui Internet o sul dark web. Per esempio con l’abuso di farmaci e di alcool. L’uso è continuato con anfetamine, metanfetamine, con il terribile e mortale Fentanyl, una sostanza sintetica 100 volte più potente della morfina.

Per non parlare della dipendenza dal gioco patologico…Allora, che fare? Nient’altro che la vecchia e mai obsoleta ricetta: quella della prevenzione a partire dalla scuola dopo si deve intervenire in maniera massiccia per spiegare, educare, rendere possibile, ai giovani, che cosa significa affidare la propria vita ad una sostanza. Bisogna investire sulle scuole e sull’educazione, perché questa è la chiave su cui innestare tutto il resto. Il cervello umano è una macchina molto delicata e le sostanze che lo abitano sono fortemente stimolate da alcune sostanze che, dalla notte dei tempi, “trasforma” peggiorandola e distruggendola, la vita delle persone. Dando, inoltre, linfa “mortale” alle organizzazioni criminali che infestano ogni angolo del mondo. Sulla malattia mentale, in alcuni casi conseguente di uso di sostanze, in particolare allucinogeni, siamo ancor indietro rispetto all’attenzione verso le persone in situazioni di sofferenza, con famiglie lasciate spesso da sole.

Ad esempio le realtà denominate UOMPIA, che si occupano di disagio psichiatrico nell’età evolutiva e adolescenziale, fino ai 18 anni, non versano certo nelle migliori condizioni tanto che spesso per ottenere una prima visita passano mesi se non anni e le situazioni di disagio psichico o psichiatrico, se non preso in tempo, conduce ad un percorso aspro, doloroso, spesso senza ritorno o guarigione. E, spesso, se la psichiatria pubblica fa fatica quella privata, con costi esosi se non esorbitanti di visite e terapie, non è né vincente, né risolutiva e, credo, che chi ha vissuto situazioni che hanno visto in una famiglia la presenza di disagio psichico o psichiatrico, non possa mai essere lasciato solo…Per questo il cammino è, purtroppo, ancora molto lungo…


mercoledì 12 settembre 2018

Musica e cinema per divertirsi, incontrarsi, riflettere, crescere…


A Baggio la cultura continua a bussare alla porta di tutti coloro che ritengono importante incontrarsi, ascoltare musica, fare musica, discutere di temi importanti, creare relazioni, diffondere buone pratiche. E così anche quest’anno, grazie alla collaborazione con Spazio Teatro 89 che continua a supportare il progetto di “Siam Venuti a Cantar Baggio”, per la settima volta (o forse l’ottava…), la rassegna musicale legata a questo progetto supportata, come nelle altre occasioni, da rete Baggio sarà dedicata al Maestro Franco Battiato. La scelta, ardita ma entusiasmante, vuole essere un atto d’affetto nei confronti del grande artista siciliano che a Milano ha creato la sua carriera artistica e che Baggio, in gioventù, ha frequentato in quanto il batterista che suonava con lui a cavallo fra gli anni ’60 e ’70, Franco Bianchi, abitava in Via Mar Nero 6 e nel teatro parrocchiale di San Giovanni Bosco, in via Mar Nero 10, Bianchi suonò per l’ultima volta con Battiato. Era il Marzo del 1973 e stava per uscire il suo album “Sulle corde di Aries”, uno degli album più interessanti della nuova musica italiana.

Il programma della rassegna è il seguente:

- Titolo: Siam venuti a cantar Ba...ttiato
- Luogo: Spazio Teatro 89, Via Fratelli Zoia, 89
- orario: 20.45
- ingresso: 5 euro
- 5 Ottobre 2018 : A-Material Band;
- 19 Ottobre 2018 : Carlo & Paola; Missibilli Club Band; OraMala;
- 26 Ottobre 2018 : Dandelion; The Flight – Project 1; La fabbrica delle note;

Gli stili musicali che interpreteranno i brani scritti da Battiato saranno dei più vari (jazz, musica stile celtica, punk rock, canzone popolare, pop e progressive) a riprova che questo grande artista, nell’atto di comporre le sue opere, è riuscito ad immergersi in tanti stili musicali da rendere possibile la riproposizione dei suoi brani con differenti letture e capacità interpretative. E’ una grande sfida quella richiesta ai musicisti ma, certamente, l’affronteranno con coraggio e rispetto artistico perché su Battiato…non si scherza…

Passando dalla musica al cinema non si poteva tralasciare la figura di Ermanno Olmi, il grande poeta popolare che ci ha fatto osservare lo scorrere della vita e la sua poesia attraverso l’obbiettivo di una macchina da presa e che ha saputo mantenersi sempre come un outsider che viveva ed osservava il mondo del cinema in maniera distaccata, essenziale, “alta”…Il cineforum rientra nelle attività promosse in quartiere da Rete Baggio ed è giunto alla quarta edizione. Nelle precedenti si era mantenuto un tema comune a tutti i film mentre per questa edizione il tema è “Ermanno Olmi e la poesia della vita”. Tutti i film inizieranno alle ore 20.45, saranno ad ingresso libero e verranno proiettati in luoghi differenti e non solo nell’area di Baggio, come da elenco che segue. Per questa edizione, inoltre, vi è il supporto all’organizzazione da parte dell’Associazione Amici Cascina Linterno. Infatti in Cascina Linterno (Via Fratelli Zoia, 194) verrà ospitata la presentazione del cineforum con un incontro pubblico che si terrà il giorno 29 Settembre, alle ore 17.30. All’incontro saranno presenti Lamberto Caimi, direttore della fotografia che ha lavorato con Olmi e Tullio Barbato, importante firma del giornalismo milanese, nonché scrittore e cofondatore di Radio meneghina, che ha conosciuto e frequentato il regista bergamasco. A seguire l’elenco dei film programmati, le date ed i luoghi che li ospiteranno:         

12 Ottobre 2018:  L'albero degli zoccoli (1978) - Lo sguardo nel passato – Cascina Linterno, via Fratelli Zoia, 194

9 Novembre 2018: Il segreto del bosco vecchio (1993) - Lo stupore per la natura – Parrocchia Santa Marcellina, Piazza Don Saturnino Villa, 1; Muggiano, 

14  Dicembre 2018: Torneranno i prati (2014) - riflessione sulla guerra – Parrocchia San Materno, Via Fratelli Zanzottera, 30; Figino,

25 Gennaio 2019: Vedete, sono uno di voi (2017)  - riflessione sulla morte e sulla fede  – Parrocchia San Giovanni Bosco, Via Mar Nero, 10;

22 Febbraio 2019: Terra Madre (2009) – le ragioni per salvare il nostro mondo – Cascina Linterno, Via Fratelli Zoia, 194;

22 Marzo 2019: Milano '83 (1983) - la città com'era, com'è... – Parrocchia Sant’Anselmo, Via Manaresi, 13;

12 Aprile 2019: Centochiodi (2007) – La possibilità di cambiare vita  – Parrocchia Madonna della Divina Provvidenza, Via Arpino, 11, Quinto Romano, 12 Aprile 2019 

Si tratta certamente di un programma impegnativo ma le immagini e le riflessioni del grande poeta del cinema continuano a farci riflettere e possono aiutarci a leggere con maggiore accortezza il segno dei tempi che cambiano…

Piazza D’Armi – Sviluppo dell’area


Negli scorsi anni, e mesi, si sono accavallate varie notizie in merito alla situazione/destinazione della grande piazza d’armi di Baggio, un tempo utilizzata dall’Esercito per le esercitazioni militari. Da molti anni questo luogo non è più in uso ai militari, anche se la proprietà rimane dello Stato che, tramite Cassa Depositi e Prestiti, ha incaricato la società statale Invimit SGR, che si occupa di sviluppi immobiliari, per mettere al miglior reddito l’area in questione che, è bene ricordare, è cosi costituita nelle sue superfici:

La superficie totale è di 450.000 metri quadrati così suddivisi:
1        63.000 mq, di magazzini posti tra la Via Olivieri e la Via Generale della Rovere. Recentemente liberate dall’occupazione abusiva, queste palazzine saranno a breve abbattute.
2        9.000 mq. Sono rappresentati dalla sede stradale di Via Generale della Rovere.
3        Altri 30.000 mq. di superficie sono rappresentati da altri magazzini, posti nell’area nord dell’area.
4        Il campo sportivo gestito dall’associazione Visconti calcio occupano 14.000 mq.
5        Dallo spazio che si affaccia su via Domokos, vi è la presenza di circa 55.000 mq. occupati da orti (alcuni abusivi).
6        L’area più vasta è di 279.000 ed è l’area a verde “selvatico”.


Recentemente, alla fine di Giugno, è andato deserto il bando che Invimit SGR aveva emesso per ricevere, da soggetti pubblici o privati, un’offerta per l’acquisto delle aree per poterla sviluppare e metterla al miglior reddito possibile (residenziale o meno). Vi era una forte attesa per l’eventuale partecipazione al bando da parte dell’Inter, tramite, Suning, che avrebbe posto il suo interesse allo sviluppo di una parte dell’area per sviluppare un centro sportivo per la squadra dell’Inter, unitamente ad altre funzioni connesse al calcio. Al bando, però, non si è presentato nessun soggetto e questo ha rimesso in gioco l’area. Va fatta una considerazione su questa assenza che, sotto certi aspetti è stata sorprendente in quanto l’area è ben centrata e con infrastrutture a contorno e, a rigor di logica, ci si sarebbe attesi importanti partecipanti. Ma così non è stato ed ora si ritorna al punto di partenza…

Questo a dimostrazione che il quadrante dell’Ovest, con le varie iniziative edilizie degli anni scorsi (terminate o da iniziare) ha perso un po’ di appeal per il residenziale o, semplicemente, gli operatori (a parte l’Inter che al momento rimane ad Appiano Gentile) hanno ritenuto che altre zone della città (vedi le aree degli scali ferroviari) potrebbero essere più interessanti per sviluppi residenziali. Prima di proseguire nel ragionamento è importante ricordare che il Comune di Milano non è proprietario del terreno ma ha indicato, nel PGT, anno 2012, la superficie che è possibile rendere (non è un obbligo…) edificabile. Oltre la metà dell’area, è bene sottolinearlo, è già destinata a verde pubblico. Se vogliamo conoscere quanto sia la superficie su cui è possibile edificare, basta prendere la superfice totale (450.000) e moltiplicare il valore per 0,35 che è l’indice di edificabilità assegnato a quel territorio. Da questo calcolo si ottiene il valore di 157.000 mq. Sommando le varie superfici della precedente lista, è possibile giungere alla superficie complessiva edificabile di circa 135.000 mq. Rimarrebbero inalterate le funzioni del centro sportivo Visconti e l’area oggi utilizzata come orti, con opportune bonifiche in quanto l’area in questione viene anche utilizzata in maniera non ortodossa…

La parte non sviluppata dal punto di vista edificatorio potrebbe essere utilizzata, secondo lo strumento della perequazione urbanistica, in altra area cittadina di pari qualità. Altre componenti delle superfici sarebbero utilizzate per le connessioni interne e per le connessioni con il centro sportivo Kennedy ed il vicino parco delle cave. Rimarrebbe, come detto, una parte importante di territorio a disposizione per l’edificazione di un parco pubblico della superficie di quasi 300 mila metri quadrati di superficie, che è appunto superiore del 50% all’area complessiva e che è quanto stabilito da apposito emendamento al PGT (presentato da chi scrive) a salvaguardia del territorio. Immaginando che questo intervento possa essere fattibile, ci si rende ben conto di quanto il territorio interessato possa essere trasformato per la concreta realizzazione di un parco pubblico di pregio e in continuità con il margine est del parco delle cave. Una trasformazione che dovrà essere, in seguito, gestita nel migliore dei modi considerando il parco non come una sorta di grande giardino condominiale bensì come un luogo di naturalità. Inoltre sarà da considerarsi l’inclusione nell’area di funzioni pubbliche che dovranno proposte in funzione sia dei bisogni del territorio che magari, come supporto delle funzioni già esistenti. L’area, al momento, è comunque priva di “pretendenti” e si dovranno attendere le future decisioni di Invimit SGR per capire quale sarà il suo destino (almeno per quanto riguarda la parte non destinata a parco). A breve, inoltre, partiranno le attività di demolizione dei magazzini militari che, nei mesi scorsi, sono stati sgomberati dalle decine di occupanti abusivi che lì dimoravano. Rimane in chi scrive il desiderio che, come proposto già anni fa, l’area possa ospitare un luogo denominato Città della Pace

Un luogo emblematico perché sarebbe insediato all’interno di un’area utilizzata per decenni per “l’allenamento alla guerra”. Un luogo in cui poter creare una biblioteca della pace, dove sviluppare le tematiche sulla non violenza, dove poter creare un luogo inter religioso e laico al contempo perché se il tema centrale è la Pace non possono essere plausibili né possibili divisioni di sorta. Un luogo in cui ospitare incontri internazionali sulla pace e sulla cultura del rispetto delle differenze. Un luogo che possa essere elemento di unione/comunione per le persone di buona volontà. Un luogo che possa essere edificato anche grazie allo scomputo oneri derivanti dalle future eventuali edificazioni, sulla falsariga di quanto avvenuto per l’edificazione della Casa della Memoria sorta al quartiere Isola. Questa ipotesi potrebbe dare vita a un’Utopia possibile che si svilupperebbe all’interno di un territorio ricco di associazioni e fermento intellettuale proprio riferito a questo tema. Con la consapevolezza della difficoltà del tema ma, in fondo, non della sua impossibilità…Basta averne la volontà…