lunedì 22 aprile 2013

Baggio che sorride (anche quando ci sarebbe da piangere...)

Abbiamo letto del grave fatto di sangue avvenuto qualche settimana fa in Val D’Intelvi e del disagio e delle preoccupazione che tale evento ha provocato nel quartiere. E non poteva essere altrimenti in quanto situazione di tale violenza non possono lasciare indifferenti. Saranno ora gli inquirenti, le Forze dell’Ordine a cercare di stabilire e chiarire le motivazioni di quanto accaduto nell’Agenzia Immobiliare dove si è verificata l’aggressione ed assicurare i colpevoli alla giustizia. Quando accadono tali eventi è ovviamente normale, giusto ed opportuno che la stampa ne parli e metta a conoscenza i cittadini degli eventi., informando e cercando di dare, se possibile, il proprio contributo alla definizione degli eventi. Altra cosa, però, è il descrivere e scrivere di un quartiere in maniera non corretta paventando situazioni che appartengono più alla fantasia che alla realtà. Eventi come l’aggressione accaduta a Baggio ne accadono in tutti i quartieri cittadini e, considerando la città di Milano e l’enorme numero di persone che oggi giorno, tra residenti e pendolari la vivono, possiamo considerare Milano come una città tutto sommato tranquilla.
Spesso la memoria fa brutti scherzi e ci si dimentica dei circa 150 (!) omicidi all’anno che si perpetravano a Milano a cavallo tra gli anni ’70 ed ’80; anni in cui il traffico di eroina, oltre ad innescare la criminalità spicciola (furti in appartamenti, scippi, rapine, aggressioni, etc.), generava guerre tra bande che finivano spesso in omicidi o vere e proprie stragi come quella del ristorante “La Strega” a Moncucco nella quale il 3 novembre del 1979 vennero assassinate ben 8 persone…senza dimenticarci dello stillicidio di aggressioni, ferimenti ed omicidi causati dal terrorismo di destra e di sinistra (una data su tutte: l’agguato di Via Schievano dell’8 gennaio del 1980 vennero uccisi tre agenti della Polizia di Stato. Come si può vedere ben undici omicidi nel giro di due mesi…Altri tempi, altri numeri macabri. Fortunatamente la situazione non è più la stessa ed oggi queste situazioni non sembrano essere presenti all’orizzonte. Certamente esiste una criminalità predatoria, esistono delle situazioni oggettive di grave negatività dettate dalla microcriminalità che quasi sempre si accanisce contro le persone più deboli ed esiste la grande criminalità organizzata che, certamente, gestisce grandi opportunità di affari, sia illeciti che leciti dati dal riciclaggio. Su queste realtà e situazioni bisogna, questo è chiaro, vigilare con attenzione, perseveranza, decisione. Se questa è la realtà altro è, invece, mettere stigmi di varia natura sulle periferie e, per l’evento accaduto in quartiere, su Baggio in particolare. Questo è un quartiere sano e per chi scrive, essendoci anche nato e tutt’ora residente, è un quartiere da valorizzare e da porre sempre all’attenzione della realtà cittadina sia per la sua storia (abbiamo avuto anche un Papa, AlessandroII°, nato come Anselmo da Baggio e 156º papa della Chiesa cattolica…) che per il tessuto sano della sua realtà dato dalle molte associazioni che sono presenti sul suo territorio che per le attività delle Parrocchie ed Oratori che si spendono per l’educazione dei giovani. Lungi il pensiero di voler nascondere le negatività che pur sono presenti in ogni tessuto sociale urbanizzato ma è necessario dire, con forza e decisione, che Baggio non si riconosce come una periferia piena di problemi e di violenza ma, grazie alle sue risorse (mi vengono in mente, tra i tanti, i servizi di assistenza e soccorso dato dalla Croce Verde Baggio, il lavoro di sostegno e cura amorevole diffusi da “Il Gabbiano – noi come gli altri”, l’assistenza competente ed accorta del Centro Vincenziano e delle varie Caritas Parrocchiali). Come gridò, per altre ragioni, l’allora Presidente Oscar Luigi Scalfaro, anch’io dico “Non ci sto” a rendere di Baggio uno stereotipo di negatività a causa di un evento, pur certamente di estrema gravità, sul quale la stampa ha però “ricamato” in maniera strumentale. Anche nel nostro quartiere non mancano i problemi, l’abbiamo detto, lo ribadiamo e li vediamo. Problemi che la crisi che stiamo vivendo ha acuito in maniera pesante; problemi ai quali è necessario dare risposta in maniera seria e responsabile senza fingere di non capire la gravità dei tempi che stiamo vivendo ma, insieme, senza aggravarli colpendo il morale e l’autostima di chi a Baggio ci vive ed è contento di ciò. Piuttosto che ciascuno di noi si prenda il proprio “pezzetto” di responsabilità e si impegni, nel quotidiano, nel contribuire a rendere la vita del nostro quartiere, della nostra città, del nostro Paese, più ricca, più bella, più appassionante, più giusta, più a misura d’uomo, più…tutto…

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