venerdì 3 gennaio 2014

2014...un altro passo verso l'infinito...?

E’ passato molto tempo da uno degli ultimi post. E’ volato l’autunno e sta passando l’inverno. Milano ha visto la presenza di Dylan a novembre. Una presenza importante perchè Dylan rappresenta l’arte, rappresenta un moto di rigenerazione  sia per coloro che lo conoscono da sempre che le giovani generazioni. Milano, però, vede e vive, spesso subisce, tanti problemi acuiti n maniera drastica dalla situazione complessiva del nostro Paese.
In Consiglio Comunale abbiamo vissuto una sorta di psicodramma per l’approvazione del bilancio, prima, e dell’assestamento di bilancio subito dopo. Giornate e nottate spese a discutere del nulla, con l’opposizione in atteggiamento non costruttivo ma ostruzionistico fino a rasentare il danno per la città. Certo, i problemi sono davvero molti e, forse, non tutto ciò che viene proposto e messo in atto dal governo cittadino è il meglio ma, con la situazione che la città subisce dai tagli del governo, certamente è il massimo possibile. Se opposizione significa collaborare per migliorare le porte sono aperte, se invece serve a distruggere che senso ha e quale vantaggio c’è per la città, per i suoi cittadini…? Noi ci troviamo in un momento davvero epocale in cui tutto può accadere, sia esso buono oppure cattivo. La morte di Nelson Mandela ci ha fatto comprendere che, a livello politico, al mondo non abbiamo un leader di quelle “dimensioni” empatiche e la lotta nella sua famiglia per spartirsi la sua eredità, politica, di immagine ed economica, è l’immagine dell’Africa dagli anni ’60 vittima di se stessa e dei propri insaziabili leader tribali. L’unico grande leader oggi presente nello scenario mondiale è un gesuita, di umili origini, diventato Papa, anzi trasformatosi da Jorge Mario in Francesco. Un leader che sta dimostrando il valore dell’umiltà coniugata alla grande capacità di visione. Speriamo che abbia vita lunga e che, soprattutto, venga davvero ascoltato non solo per ciò che interessa ma anche per le cose scomode che affronta. Tornando a Milano è innegabile l’importanza che l’evento di EXPO riveste per la città. Certamente per il tema ma, anche, per la possibilità di attrarre verso la città capitali e turisti, dando quello slancio che è necessario per ripartire o, almeno, per ridare fiducia a mondi sempre più sottomessi alla crisi ed alle sue paure. Nell’evento si incontra anche il percorso/scontro delle vie d’acque. Opera monumentale all’inizio (il canale navigabile da 290 milioni di euro) ad opera rappresentativa, ora, con intenzioni di sostegno all’irrigazione dell’area agricola del sud Milano (costo di 42 milioni di euro) con conseguente riqualificazione della Darsena che attende il suo compimento da decenni. E’ giusto farla…? Per molti no, per altri si…Il percorso scelto è quello migliore? Per alcuni si per altri no…la querelle è molto interessante ma i tempi per il no sono trascorsi da mesi e non è possibile tornare indietro. Forse si può migliorare il tracciato ed a ciò si sta lavorando per verificare l’eventuale miglioramento tenendo sempre presente che, in caso di variazioni di tracciato, l’obbiettivo è quello di non aumentare i costi né allungare i tempi….Altro tema scottante in città è il disastro di ALER che rischia di trascinare nei peggiori incubi tutto il settore delle case popolari del Comune (oggi si dice ERP, Edilizia Residenziale Pubblica). Una realtà, questa di ALER, gestita dalla Regione che oggi scopre di essere in deficit di cifre ancora non definite (si passa dagli 82 ai 345 milioni di euro). A ciò si aggiunga la questione delle case occupate oppure di quelle sfitte. Una situazione vergognosa e non più sostenibile perché troppa gente non ha casa e non è tollerabile che ve ne siano alcune vuote da anni ed in condizioni ottimali per essere assegnate. Un flash su Baggio dove abbiamo “celebrato” la ricorrenza del 50° dalla sua apertura e per questa occasione ho scritto un testo che ha voluto raccontare, con gli occhi di una famiglia immigrata dal sud, la storia del Paese e le sue trasformazioni. Un testo che se non verrà pubblicato in maniera ufficiale, verrà trasferito su questo blog. Prossimamente, a Spazio Teatro 89, partirà una rassegna di tre serate, 18 gennaio e primo e 15 febbraio, dove alcuni musicisti/artisti di Baggio proporranno il loro talento. Un modo, questo, di ricordare che la periferia è centro di se stessa e, quindi, della città intera. Confidiamo in un buon passa parola affinchè il lavoro di tanti venga a trovare una piccola soddisfazione. E’ un anno nuovo, è l’anno che, cinquant’anni fa, vide i Beatles andare in America e, da lì, ascendere all’empireo della storia. E fra undici giorni uscirà il nuovo album di Springsteen. Non sarà storia, ma almeno rende meno amari questi tempi “agri”…

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