giovedì 9 gennaio 2014

La questione del CERBA

La questione che riguarda il CERBA ha spesso rischiato di diventare una questione di tifo e non, invece, come dovrebbe, un tema di profonda attenzione al territorio, alla corretta gestione delle sue risorse, allo sviluppo delle scienze mediche, alla considerazione e valorizzazione delle varie esigenze che ciascuno dei portatori di interesse in causa possiede.
Gli atti posti in essere dal Comune alla fine dello scorso anno di non prorogare l’accordo di programma ha fatto emergere pensieri ed opinioni, legittime, contrastanti questa decisione ma, come è evidente, la situazione complessiva è particolarmente complessa da prescindere da questa scelta. Bene ha fatto, quindi, l’amministrazione comunale a volere mettere in chiaro un tema delicato giocato, però, su un tavolo nel quale la presente Amministrazione non era presente. L’accordo di programma, del 2009, tra l’altro ha generato una variante urbanistica che ha reso edificabili aree precedentemente assegnate ad uso agricolo ed interamente in Parco Agricolo Sud Milano. L’area interessata al PII, dal punto di vista della ammissibile SLP, era di 310.000 mq. Dei quali 263.000 mq. Per le opere ospedaliere propriamente dette, 40.000 mq. per residenze e 7.000 mq. Per interventi di natura commerciale. Senza voler approfondire, in poche righe, la questione della sottoscrizione dell’accordo di programma tra Regione, Provincia e Comune, è opportuno ricordare che nello stesso accordo vi sono clausole che prevedono la decadenza urbanistica di quanto concordato. Stante le difficoltà di uno dei soggetti privati proprietario delle aree è evidente, come la stampa ha riportato ampiamente, che le condizioni dell’accordo di programma vengono ad essere disattese. Di fronte a tale condizione certamente il Comune non poteva fare altro che operare, essendo soggetto coinvolto, con la decadenza dell’accordo di programma. Questo, però, deve essere chiaro, non significa la cancellazione del progetto CERBA ma la necessità di riscriverne contenuti, progettualità territoriale, strumenti, soggetti operatori, valutazioni finanziarie differenti, obbiettivi e lungo termine. Solo partendo da basi non “inquinate” dalle precedenti vicende sarà possibile operare bene e senza equivoci di sorta affinchè questa benemerita realtà medica e di ricerca possa vedere luce. Magari in aree contigue a quelle precedentemente scelte ma non necessariamente quelle, non necessariamente in quella quantità, non necessariamente con quei volumi. Attendiamo, quindi, con fiducia, gli sviluppi della situazione consapevoli che, certamente, il CERBA sarà un lascito importante del prof. Veronesi alla città, al Paese, al mondo intero e che questa amministrazione lavorerà per favorire, in maniera opportuna, per coniugare interessi ed opportunità nella dinamica delle scelte migliori per il bene comune.

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