mercoledì 26 febbraio 2014

Si spengono, lentamente, le luci...

I giorni che scorrono iniziano a spegnere, lentamente, una storia di straordinario valore dal punto di vista dell’arte, del costume, della società. Abbiamo attraversato gli anni del dopoguerra con tanti compagni di viaggio con particolare affetto per tutti coloro che, con la musica, hanno allietato le giornate di ciascuno di noi o, meglio, ne hanno reso più accettabili quelle meno allegre se non tristi. Nel corso dello scorso anno ed all’inizio di questo abbiamo salutato tanti uomini di spettacolo che, con modalità artistiche ed espressive differenti hanno portato gioia nel cuore di ciascuno. Così vogliamo salutare Little Tony, il “cuore matto” della canzone italiana così come l’immenso Enzo Jannacci per il quale mai nessuna parola esprimerà al meglio la sua grandezza. Poi Jimmy Fontana e Franco Califano. Il primo dalla voce impeccabile, il secondo con una capacità di scrittura davvero unica. Ritz Ortolani e Claudio Abbado rappresentano, invece, due differenti visioni della capacità di dare senso al suono. Ortolani inventando musiche da films ed Abbado dando corpo alla genialità degli artisti classici. Richie Havens e Lou Reed sono facce differenti della stessa medaglia. Voce possente il primo, capace di spaziare nel repertorio altrui con grande sagacia ed artista poliedrico e geniale il secondo che ha attraversato 50 anni di musica rock, e non solo, con la forza di un Caterpillar e la leggerezza di una farfalla. Anche per Malcom Mc Laren e Paco de Lucia possiamo parlare di facce diverse della stessa medaglia. Duro, facinoroso, furbo e scaltro il primo, inventore del punk inglese; delicato, virtuoso, caliente ma riflessivo, il secondo, morto proprio oggi. E poi, sabato scorso Francesco Di Giacomo, storica voce ed autore del Banco del Mutuo Soccorso, ci ha lasciati improvvisamente, in un incidente causato da un malore. Mi vengono in mente solo questi artisti, ma bel altri saranno stati coloro che sono andati a pascolare nelle praterie del cielo, come avrebbe detto Tex. E’ un tempo, il tempo della mia generazione che, lentamente, spegne le sue luci…    

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