lunedì 28 aprile 2014

Città metropolitana: qualche proposta

Ormai ci siamo ed a breve sarà necessario rivedere lo sguardo sulla città. Infatti con il cosiddetto Decreto Delrio (approvato il 3 aprile) che, tra le altre cose, abolisce le Province, vengono istituite nove Città Metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria) che si aggiungono, ovviamente, alla capitale. Per rendere operativo il funzionamento di queste nuove realtà amministrative-istituzionali, entro il 30 settembre 2014 si dovranno svolgere le elezioni del consiglio metropolitano, indette dal sindaco del comune capoluogo e si insedieranno il consiglio metropolitano e la conferenza metropolitana.  Alla data del 1° gennaio 2015  le città metropolitane prenderanno in carico le funzioni delle province di riferimento.
Pertanto è evidente che si verrà ad aprire una partita molto importante per la continuità del funzionamento dei compiti attribuiti alle province (ad esempio la gestione delle acque, del territorio agreste, della viabilità extraurbana, dei plessi scolastici etc.). Una partita che è importante tenere nel debito conto organizzando, subito, una visione delle attività da prendere in carico, suddividendo le competenze, costruendo strategie, generando una visione complessiva dell’agire per il futuro non solo prossimo ma anche a media e lunga scadenza. Se non si riuscirà a intervenire con la giusta tempistica ed avendo le idee chiare sul “che cosa fare, come, in quanto tempo e con quali risorse” la gestione delle dinamiche e realtà coinvolte potrebbe diventare un ulteriore disastri tra i tanti che, quotidianamente, affliggono il nostro Paese. Per tale ragione e per “aprire il dibattito” ho ritenuto che potesse essere interessante iniziare a mettere sul tavolo da lavoro una serie di riflessioni inerenti gli argomenti sui quali è necessario mettere subito in atto interventi strutturali ed operativi al fine di non lasciare scoperti gangli importanti e/o fondamentali della futura macchina operativa della città metropolitana. In maniera schematica ritengo importante indirizzare gli sforzi per ottenere il migliore focus possibile verso una serie di obbiettivi che vado ad indicare.   
1.     Infrastrutture: rapporti tra aeroporti milanesi e aree limitrofe.
E’ importante operare in fretta su questo tema al fine di non rischiare ulteriori problemi al servizio di trasporto aereo anche in relazione alle condizioni di Alitalia e SEA Handling che vivono una situazione di grande difficoltà in attesa delle decisioni di Ethiad per Alitalia e della Commissione Europea per quanto riguarda SEA Handling.  . e nuova situazione societaria della prima azienda. E’ necessario costruire un rapporto forte tra le componenti istituzionali in causa (Governo e Regione) al fine di non disperdere ulteriormente il patrimonio e, soprattutto, il servizio.    
2.     Viabilità: ruolo della città metropolitana rispetto alle vecchie (Serravalle) e nuove realtà viarie (TEM, BreBeMi, Pedemontana)
Il tema in questione si pone in tutta la sua rilevanza anche in considerazione della gestione dei tratti viari e della loro manutenzione, inclusa le redditività e gli interventi di gestione ordinaria che può essere contemperata da una sorta di Authority che si occupi in maniera esclusiva e trasversale di tutto il tema viario intercomunale. Visto il proliferare delle nuove grandi arterie (TEM, BreBeMi, Pedemontana) si ritiene opportuna la moratoria per la progettazione e costruzione di ulteriori arterie stradali.
3.     Ciclo dell’acqua: governance, tema dei consumi e salvaguardia del bene pubblico in termini di gestione e salvaguardia dagli inquinanti.
Sarà opportuno considerare la nascita di un’Authority di gestione che sappia integrarsi con i servizi energetici essenziali. Sarà opportuno costruire una tariffa unica dell’acqua ed, anche, ricostruire tutto il ciclo dei percorsi delle acque operando per la loro massima tutela ed accelerando ogni possibile azione per l’utilizzo le aree agricole.   
4.    Ciclo dei rifiuti
Organizzare il processo e le modalità di raccolta, valorizzando quanto oggi fatto a Milano per la suddivisione dei rifiuti con separazione dell’umido. Necessaria anche l’integrazione operativa di AMSA con le realtà locali oltre che aumentare gli accordi tra AMSA ed i paesi limitrofi incrementando la politica della raccolta dell’umido, dell’uso del materiale biodegradabile prodotti, delle riciclerie e del riuso del materiale recuperato.  
5.     Bonifiche: strategie comuni, alla luce della legge 152, sul tema delle bonifiche e dei territori, in varia misura e natura, contaminati.
Operare per una mappatura completa e definitiva delle criticità ambientali presenti sul territorio della città metropolitana uniformando i criteri di priorità degli interventi in funzione delle reali opportunità di trasformazione dei territori interessati.   
6.    Incremento trasporto pubblico su ferro e gomma dalla Città Metropolitana da Milano verso l'esterno e opportuna valutazione, costi-benefici, dello sviluppo del progetto ATM/TreNord.
Necessità di uno produrre studio accurato sui flussi di traffico attuali e previsti sugli assi strategici verso Milano, e trasversali, in funzione degli insediamenti industriali, commerciali, di terzio pubblico e privato presenti sul territorio. Consolidamento del progetto MM4 e consolidamento del servizio treni suburbani con verifica della funzionalità degli orari e rapporto tariffario con TreNord e società di trasporto extraurbano.    
7.     Lavori pubblici: Pianificazione degli interventi in tema di opere sovracomunali.
La valutazione degli interventi di manutenzione delle strade e degli edifici pubblici renderà oltremodo necessaria la costituzione di una task force che monitori in maniera continua il territorio, individuando luoghi, situazioni, necessità e priorità attivando, con rapidità, progetti e finanziamenti corrispondenti agli interventi necessari. 
8.    Ambiente: gestione delle emergenze ambientali, in primis sul tema dell’inquinamento dell’area cittadina e, poi, di quella vasta. 
Elemento ineludibile questo, in quanto l’area che sarà città metropolitana è tra le più inquinate del paese, se non la più inquinata. Sarà necessario un confronto serrato con la Regione ed il Governo per la messa in campo di interventi/opere di mitigazione, prevenzione, eliminazione di tutto quanto concernente le realtà ambientali in situazione di criticità così come gli ambiti di inquinamento dell’aria. Valutare la necessità di mettere in campo una strategia che oltre alla parte ambientale si occupi anche di quella socio-sanitaria.   
9.    Aree abbandonate e degradate. Sviluppo di una strategia omogenea che recuperi rivitalizzi i territori penalizzati o quelli in cui il degrado, magari industriale, è di non ritorno.
Tutte le aree abbandonate, e/o degradate, dovrebbero essere considerate con la stessa metodologia espressa dal recente Regolamento Edilizio di Milano affinché non portino nocumento, nel tempo, al territorio ed ai cittadini giungendo, nei casi estremi all’abbattimento dei manufatti. Questo per evitare che gli stessi, in particolare negli ambiti limitrofi ad aree verdi e/o boscate, possano fungere da luogo di ritrovo di malintenzionati o che rendano possibile il proliferare di situazioni di pericolo. Nelle aree così trattate sarà necessario un confronto fitto e costante con i cittadini affinché il nuovo scenario territoriale sia consono ai bisogni espressi dai territori interessati.  
10. Agricoltura: Impostazione di politiche ampie di sostegno all’agricoltura con “canali” di sviluppo agro-alimentare.
Incrementare le colture locali al fine di rendere sempre più vicini ai consumatori queste realtà e per incentivare il km zero nei territori che saranno amministrati all’interno della nuova realtà metropolitana. Lo sviluppo delle politiche agricole deve misurarsi con lo snellimento della parte burocratica e con una visione comune/programmazione tra operatori, confederazioni, istituzioni agricole affinché le produzioni siano adeguate ai bisogni certamente del mercato ma, anche, dei territori in cui le produzioni si sviluppano, incluse quelle legate alla produzione casearia, di macelleria, salumaia. Sviluppare le esperienze sia dei DAM che dei DESR. 
11.  Ingressi in città: pianificazione degli assi stradali di ingresso in città con valutazione della regolazione dei flussi in maniera più aderente a quelle che saranno le possibili nuove esigenze della mobilità.
La città, che è quotidianamente inondata di automobili, deve integrarsi (ma non soccombere) con le esigenze viarie provenienti dagli ambiti esterni. Sarà, quindi, opportuna la creazione di una visione del trasporto veicolare che sia attenta al bisogno dei lavoratori e del commercio ma che sia in grado, anche, di spostare quanto più viaggiatori su un’efficiente e funzionante rete di trasporto pubblico.   
12.  Cultura: reazione di un polo della cultura metropolitano con catalogazione di tutte le risorse presenti ed individuazione di aree sensibili ed attrezzate nelle quali sviluppare temi a soggetto (alimentare, popolare, teatrale, musicale, letterario, pittorico, etc).
Deve essere considerata la nascita di una Authority della cultura che sappia gestire, al meglio, le risorse museali, l’attrattiva dell’arte, la musica e la letteratura, le biblioteche con la creazione di veri e propri poli dell’arte non necessariamente incentrati su Milano ma con uno sguardo (e responsabilità) verso tutti i luoghi che, per tradizione, sono già in grado di costruire incubatori di idee e proposte. Deve essere sviluppato il rapporto con la Regione al fine di evitare “doppioni” e per essere originali e creativi nello sviluppo di nuove modalità nel considerare la cultura in questo nuovo secolo.     
13.  Turismo: centralizzazione “flessibile” di una realtà operativa che diventi fulcro per lo sviluppo del turismo di tutti i luoghi sensibili facenti parte della futura Città Metropolitana.
Costruzione di un rapporto virtuoso tra i vari Comuni della città metropolitana affinché possano portare il meglio delle loro qualità. Ad esempio si potrebbe pensare a “centralizzare”, ma in maniera diffusa, il polo turistico in ambiti di pregio storico ed ambientale (Castello Sforzesco, Villa Reale di Monza…), caratterizzando la parte “localistica” con visione aperta, però, all'esterno per una sana "contaminazione" tra luoghi centrali a luoghi esterni, tra ambiti noti ad altri che necessitano di una opportuna scoperta. Costruzione di percorsi tematici e sviluppo di tutto il tema dell’alimentazione e delle specificità culinarie e vinicole da trasformare in reale rendita di posizione turistica.
14. Commercio.
Organizzazione di una struttura che, in coordinamento con la Regione e Camera di Commercio, definisca le migliori possibilità ed opportunità per la pianificazione del commercio locale cercando di incrementare il commercio di prossimità sempre più penalizzato dai grandi  poli di vendita perseguendo il blocco della messa in opera di nuovi centri commerciali sul territorio giunti ormai ad un alto livello di saturazione commerciale.
15.  Artigianato.
Conoscenza, localizzazione sviluppo, in maniera intensiva, di tutte quelle attività artigianali ritenute desuete o in via di dismissione che potrebbero, invece, con adeguate politiche di supporto, essere elemento di lavoro giovanile. Valorizzazione dei centri professionali e di indirizzo al lavoro verso ambiti produttivi a carattere artigianale.  

16. Parchi: conferimento del Parco Agricolo Sud Milano all’interno delle competenze della Città Metropolitana ed interventi di sviluppo del polo agro-alimentare e storico-turistico. Questione connessioni dei grandi Parchi.

Il Parco Agricolo Sud Milano è uno dei poli, forse sottovalutati, del consolidamento dell’agricoltura tradizionale e della nuova agricoltura che Milano può proporre alla Regione tutta. E’ necessario consolidare la presenza di Milano e della futura Città Metropolitana in questo ambito ed area integrando, in una sorta di polo ambientale, tutti gli altri parchi, intra od extra città al fine di avere politiche comuni e condivise su questo tema con particolare attenzione, però, all’incremento della produzione agricola, casearia, bovina etc. I parchi devono diventare elemento di sviluppo della crescita ambientale dei cittadini ed elemento di fruizione naturalistica nel rispetto delle biodiversità e con il consolidamento di politiche di salvaguardia rispetto all’edificato, anche quando ciò rappresenti servizi collettivi.  
17.  Centralità del tema dell’abitare.
Pianificare gli ambiti urbani ed extraurbani laddove è ravvisata una necessità di residenza; applicare in maniera profonda il concetto del consumo di suolo valutando, luogo per luogo, nel rispetto dei rispettivi PGT (che, presumo, rimarranno autonomi rispetto alla visione complessiva della città metropolitana ma dovranno condividere molti tra i criteri fondanti sul tema delle regole e dei servizi); considerare interventi di abbattimento e ricostruzioni di edifici fatiscenti. Verificare il rapporto legge 12/2005 con i criteri generali del PGT di Milano che possa essere da trama per criteri comuni ai vari PGT locali. Intervenire in maniera radicale sul problema degli alloggi sfitti e di quelli occupati in maniera abusiva, sviluppando politiche di recupero morosità ed investendo in riqualificazioni e nuove costruzioni laddove fattibile anche da punto di vista finanziario. 
18. Attività ed impiantistica sportiva.
Pianificare, in maniera puntuale e nel rispetto dei territori, della loro storia e consuetudini, l’attività sportiva verificando sia la qualità degli impianti sportivi in essere che intervenendo per l’eliminazione di eventuali doppioni impiantistici dovuti, spesso, a motivi campanilistici. Sviluppare politiche di crescita sportiva a basso tasso agonistico sostenendo la non competitività come elemento di crescita formativa creando, così, una mentalità di rigore e lealtà sportiva che sappia trasformarsi in momento di condivisione non prestazionale a tutti i costi.
19. Sicurezza
Valutare la pianificazione delle attività delle varie Polizie Locali presenti sul territorio della Città Metropolitana, costituendo un nucleo di coordinamento che sia centralizzato e possa essere elemento di “motore” organizzativo della sicurezza, decentrando laddove e come possibile, le attività sul territorio vasto, in maniera da soddisfare le esigenze degli ambiti territoriali maggiormente più a rischio in particolare per quanto concerne le infiltrazioni mafiose facendo interagire, in maniera coordinata le forze dell’ordine (PS, CC, GF) con la Polizia Locale. 
20.Statuto della città metropolitana
Intervenire, subito, sul tema dello Statuto,a cui tutti i componenti la Città Metropolitana dovranno attenersi. La revisione dovrà essere rispettosa delle reciproche esigenze contemperando la visione di inclusività nel rapporto della città cardine, Milano, con le altre realtà del territorio.
21.  Situazioni proprietarie 
Considerare ed affrontare il tema delle proprietà in capo ai vari Comuni e quale l’interagire delle stesse unitamente ai mezzi finanziari, alla gestione delle tasse locali, del loro utilizzo, degli strumenti finanziari utilizzabili, della situazione dei bilanci, delle situazioni pregresse, etc.
22. Decentramento
Il decentramento dovrà essere rivisto in funzione di quali saranno le modalità della vita istituzionale della città metropolitana. Si dovrà valutare se sarà opportuno istituire delle municipalità oppure se il decentramento così come oggi potrà essere mantenuto ed esteso in termini di deleghe e di risorse. Si dovrà inoltre valutare la riduzione del numero dei consiglieri, dimezzandoli, e razionalizzare le zone considerando come punto di partenza i raggruppamenti dei NIL presenti nel PGT.
23. Università
Milano dovrà rimanere punto di riferimento del polo universitario regionale. A tal proposito sarà importante che le sue Università possano operare sempre più in coordinamento fra loro sia per quanto riguarda la didattica che per l’orientamento verso lo sviluppo futuro delle scelte di studio. Inoltre dovrebbero essere in  grado di costituire poli di studio anche a ridosso della città. Unitamente a ciò sarebbe interessante che i paesi di prima fascia intorno a Milano possano intraprendere un percorso per case per studenti a costo sostenibile per le famiglie. 
24. Partecipate
Le società partecipate dovranno operare in simbiosi e non più come elementi staccati dall’organizzazione produttiva dei servizi per la città metropolitana. Queste realtà operative dovranno essere coordinate da una Authority che dovrà gestire il presente ma, anche e soprattutto, programmare il futuro per le attività nelle quali sono coinvolte a servizio dei cittadini.
25. Tariffe
Rimodulazione delle tariffe dei servizi alla luce di un bilancio “comunitario” che tenga conto delle differenti esigenze dei vari territori ma, anche, della necessità pianificatoria da porre in atto per la corretta gestione di una realtà complessa come quella che si verrà a creare. 
26. Sanità
La Città Metropolitana, fatte salve le prerogative di programmazione gestione da parte della Regione, dovrà operare come soggetto di controllo degli interventi sul tema sanitario verificando la buona gestione delle realtà ospedaliere, di cura, di prevenzione, di accoglienza per gli anziani. Pensare ad un serio piano per le case/appartamenti di accoglienza per malati provenienti da fuori Milano e relativi accompagnatori.  
27.  Welfare
La Città Metropolitana dovrà prevedere un indirizzo omogeneo sul tema del welfare centrando la sua attenzione sulle fasce deboli, ovviamente, e riproducendo lo schema dei piani di zona su area vasta con la necessaria rimodulazione delle priorità e della spesa in funzione di ciò che i differenti territori esprimono in termini di necessità ricalibrando i criteri di spesa ed organizzando una dovuta collaborazione con le realtà istituzionali (ASL in primis) e le realtà del terzo settore.  

Questi alcuni spunti sui quali portare l’attenzione. Ora, però, non si può perdere tempo ed è necessario lavorare con grande continuità, decisione e competenza sui temi interessati perché La data del 1° gennaio è davvero troppo vicina e con l’Expo che incombe…

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