mercoledì 19 agosto 2015

Gioco d’azzardo patologico: una riflessione…

La Dott.ssa Cristina Perilli, operatrice del settore dipendenze di ASL Milano e grande conoscitrice del tema gioco d’azzardo, è stata l’animatrice di una serata molto interessante tenuta presso l’oratorio di Sant’Apollinare ed organizzata da Rete Baggio lo scorso 17 aprile. La Dott.ssa Perilli, nell’occasione, ha presentato il suo nuovo libro sull’argomento dal titolo “Giocati dall’azzardo – mafie, illusioni e nuove povertà”, con una bella prefazione di Don Virginio Colmegna. Un libro ricco di informazioni, dati, riflessioni, chiarimenti. Un libro importante per comprendere questo nefasto “fenomeno” che falcidia l’economia e la vita di migliaia di persone nella totale indifferenza delle istituzioni che, a livello di entrate incamera circa 8 miliardi di euro all’anno (circa il doppio dell’IMU). I costi di questo introito, però, non sono messi purtroppo nella contabilità in detrazione. E non si tratta solo di conti economici ma, soprattutto, di costi umani perché la dipendenza da gioco d’azzardo è una vera “droga” che non lascia scampo o da cui ci si libera con grande fatica. Dall’anno 2000 fino ad arrivare al 2014 il balzo nelle giocate è stato enorme passando da 16 ad 85 miliardi di euro.

Un incremento che, come si potrà ben immaginare, ha lasciato molte vittime sul campo….questi numeri si affiancano a percentuali che lasciano davvero pensare alla deriva che sta prendendo la società italiane. Infatti nel giro di una decina d’anni la percentuale di uscite per il gioco incidente sul bilancio famigliare è passato dal 2,6 a 12% manifestando, quindi, un incremento preoccupante delle abitudini degli italiani rispetto al versante della gestione del proprio patrimonio. I numeri che abbiamo appena letto rappresentano un’evidente taglio dei consumi che va a danneggiare la produttività del sistema Paese (se spendo per il gioco non cambio l’auto, non vado in vacanza, non compro abiti etc.). per di più i mancati investimenti nei consumi tolgono la possibilità di impiegare una componente lavoro di circa 110 mila persone. Numeri che diventano importanti in momenti di difficoltà economica come quelli che stiamo vivendo. Dalle analisi della Dott.ssa Perilli, quindi, emerge un quadro davvero imponente del danno che la società subisce dall’uso sconsiderato del denaro. A margine di ciò, inoltre, è bene ricordare la più alta percentuale di giocatori è racchiusa nelle fasce più deboli della società, in particolare pensionati che, spesso, cercano di vincere la solitudine o di “arrotondare” la pensione rischiando al gioco. Un rischio statisticamente prudente nel 99,999999…..% dei casi….

Ma mentre aumentano le giocate paradossalmente diminuisce la percentuale delle entrate che dal 19 % sono passate al 9,65 % (dati 2013). Com’è possibile? Semplice: sono maggiormente colpiti fiscalmente i giochi meno remunerativi e di meno quelli invece più interessanti per i “biscazzieri”. Anche questo una sorta di mistero, poco buffo però, rispetto al fatto che si dovrebbe fare esattamente il contrario. Comunque, giusto per non farsi mancare nulla, lo Stato, ormai da anni, ha deciso di moltiplicare le giocate al lotto che da una volta alla settimana è passata a tre….certamente non un bel segnale per uno Stato che cerca risorse creando problemi. Se, dunque, è necessario trovare risorse ad ogni costo si potrebbe, allora e senza scandalo né remore morali ed etiche, dare il via alla legalizzazione della prostituzione, delle droghe e così via. Basterebbe tassare la prestazione ed il consumo e saremmo tutti felici e contenti allora…? Credo che questa non sia la strada giusta per ovviare ad un problema sempre più forte nella sua invasività che rovina letteralmente la vita delle persone. Anche le più “insospettabili”…Altra indicazione su cui riflettere è tutto il giro di criminalità, organizzata e no, che si muove attorno al gioco d’azzardo. Parliamo di riciclaggio, di macchine “manomesse” per non dare riscontri al fisco, di prestiti ad usura. 

Parliamo di paradisi fiscali nei quali hanno sede molte delle società che gestiscono questo mondo pieno di sogni che diventano incubi. Ma non finisce qui: perché il gioco d’azzardo è ormai on line ed è possibile, per chiunque, giocare, consumare, dilapidare patrimoni solo utilizzando una carta di credito. In completa solitudine. Il quadro che emerge è davvero tragico…che fare, quindi? Innanzitutto, come indica il libro della Perilli, è necessario informarsi, avere padronanza della materia, capire le ragioni che portano al gioco d’azzardo patologico. Comprendere , poi le conseguenze dell’attaccamento al gioco, capire chi ci guadagna, trasmettere le proprie conoscenze per non farsi “incastrare” in un processo che, alla fine, porta solo guai. Attraverso quanto ascoltato e dalla lettura del libro della Dott.ssa Perilli i contorni del problema sono chiari. Sta ora a tutti noi cercare di diffondere gli elementi per creare anticorpi e, soprattutto, buone pratiche educative per evitare di cadere nella rete di una patologia davvero infernale e difficile da superare… 















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