venerdì 18 dicembre 2015

Mozione approvata per l'Expo dei Popoli

Premesso che

L'assegnazione a Milano e all'Italia dell'Expo 2015 “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita” offre l'opportunità di condividere, in primo luogo con la comunità milanese, ma poi con tutti gli interlocutori che a livello globale accetteranno il confronto, idee e proposte su un tema strategico per il futuro dell'umanità. L'Expo 2015 sarà l'occasione, secondo quanto dichiarato, per condividere con i popoli del mondo intero esperienze, progetti e strategie per nutrire il pianeta e per garantire energia per la vita alle future generazioni.

Considerato che

l’Expo di Milano deve rappresentare un’occasione importante, non solo per indirizzare le risorse di quello specifico evento verso obiettivi di sostenibilità e compatibilità ambientale o di apertura all’impegno per la lotta contro la povertà e lo sviluppo sostenibile ma, soprattutto, per la capacità di far emergere (durante l’Expo) e diffondere (dopo l’Expo), con forza e coerenza, le condizioni culturali, sociali, tecnologiche e ambientali necessarie per essere cittadini di un mondo più sostenibile ed equo per tutti.

Valutato che


È opportuno condividere un senso di responsabilità nei confronti di chi ancora soffre a causa delle conseguenze e degli effetti del degrado ambientale, piuttosto che dell’estrema povertà. L’incapacità di garantire la sicurezza alimentare ed una vita decorosa a oltre un miliardo di persone riguarda tutti noi, cittadini e governi di un mondo ancora troppo ingiusto e squilibrato a favore di una minoranza apparentemente più fortunata. Nell’immediato futuro, non ci sono in gioco solo il rispetto di alcune promesse e degli impegni dei paesi più ricchi verso sviluppo sostenibile cui ci rifacciamo, ognuno con la propria cultura e con il proprio impegno di cittadini e di associazioni, partiti, organizzazioni, etc. 

Preso nota che

L’Expo 2015 non sarà ovviamente il traguardo finale, ma una tappa importante di un percorso che dovrà caratterizzare questa iniziativa come uno dei nodi essenziali della più ampia rete di relazioni internazionali finalizzate a ridefinire comportamenti e obiettivi di una globalizzazione che vorremmo finalmente virtuosa, in grado cioè di valorizzare, anziché appiattire, le differenti identità, le caratteristiche locali e degli ecosistemi, fonte di arricchimenti e di socio-diversità, culturali, economiche, politiche, che rappresentano la vera ricchezza del pianeta. La globalizzazione delle opportunità e della partecipazione, contro la globalizzazione dello sfruttamento e dell’esclusione. In questa sfida tutti devono sentirsi coinvolti anche nelle differenze identitarie al fine di cercare di raggiungere i medesimi obbiettivi di abbattimento delle disuguaglianze, in particolare nel contesto alimentare ed energetico. 

Osservato che 

Sul pianeta la popolazione urbana ha superato, per la prima volta, quella rurale, e la desertificazione e competizione sugli usi del suolo, ancora più incisivi a causa delle speculazioni, rischiano di rendere ancora più difficile per i poveri della Terra sfamarsi e dissetarsi e al contempo causano un’irrimediabile perdita di bio-diversità.

La crisi alimentare, aggravatasi in questi ultimi anni, pone problemi di governo, di distribuzione delle risorse e di autodeterminazione delle popolazioni. Il cibo, lungi dall'essere un diritto garantito universalmente, è considerato solo una merce da cui trarre più profitto possibile. La povertà diventa miseria e i miserabili sono ridotti a fantasmi: impresentabili e per questo invisibili. Inoltre si ravvisa l’aumento del fabbisogno energetico a fronte di risorse limitate, mentre il crescente ricorso a combustibili fossili è all'origine dei cambiamenti climatici e di tensioni internazionali che spesso sfociano in gravi conflitti armati. Anche per questa ragione oggi chiediamo che l’Expo che si andrà a condividere a Milano sia l’inizio di un percorso comune tra società civile, istituzioni e imprese, verso un pianeta in cui sia garantita una vita dignitosa per tutti gli esseri viventi, oltre che per il Pianeta stesso.

Evidenziato che

il 2015, anno stabilito dalle Nazioni Unite per il perseguimento degli Obiettivi del Millennio (MDG, Millennium Development Goals) proprio in merito alle grandi emergenze globali, rappresenti il momento di verifica di un percorso che, mobilitando istituzioni e società civile mondiale, porti a definire obiettivi e strumenti per la vittoria sulla povertà e per la tutela dell’ambiente. In primis a partire dal proprio territorio, dal proprio Paese, per poi arrivare alla dimensione globale attraverso la capitalizzazione e la valorizzazione delle numerose esperienze concretamente realizzate, dal basso, giorno dopo giorno, per raggiungere i risultati sperati. Ciò nell’ottica del superamento della logica presente nella filosofia degli Obiettivi del Millennio stessi per assumere l’approccio della Sovranità Alimentare che, secondo la dichiarazione di Nyèlèni, definiamo come “il diritto dei popoli ad alimenti nutritivi e culturalmente adeguati, accessibili, prodotti in forma sostenibile ed ecologica, ed anche il diritto di potere decidere il proprio sistema alimentare e produttivo”.

Dato atto che

Vorremmo che l’Expo di Milano sia ricordato come un punto di svolta nell’impegno globale per garantire condizioni di produzione di cibo ed energia che siano nel contempo più efficienti e più giuste: tutto ciò sarà possibile solo con un forte sforzo congiunto delle istituzioni, della società civile e dei “produttori”, che porti la politica a stabilire regole condivise e lungimiranti.

Ritenuto che

tutti coloro che hanno responsabilità dirette e poteri decisionali sull’Expo 2015, dichiarino il loro impegno per la realizzazione di un’assemblea dei popoli, l’Expo dei popoli, che – in concomitanza o a ridosso dell’Assemblea delle Nazioni Unite (che dovrà valutare i risultati degli MDG e definire le successive strategie) possa discutere delle politiche di sviluppo e di lotta alla povertà e far giungere a tutti i governi riuniti alle Nazioni Unite le proposte della società civile e dei popoli del mondo. Per raggiungere questo obiettivo riteniamo necessario avviare, da qui al 2015, relazioni e adesioni da tutto il mondo, con il sostegno degli organizzatori. 

Sottolineato che 

Occorrerà costruire, da subito, attraverso un percorso di iniziative e di eventi dedicati, una nuova consapevolezza e sensibilità diffusa intorno a beni e valori comuni come: l'acqua, le risorse alimentari, il suolo, le fonti energetiche, i diritti umani, la pace, la dignità e il diritto a una vita dignitosa. Si tratta di beni fondamentali, limitati o non ancora alla portata di tutti; beni e valori fondamentali per sostenere lo sviluppo civile della nostra generazione e di quelle che verranno, secondo principi di equità. Beni e valori da preservare, secondo un principio di sostenibilità, per qualità e quantità. Beni che non possono e non devono sottostare alla pura logica del mercato, beni sulla cui gestione la politica e la società civile devono poter dire la loro.

Augurato che

Expo 2015 ribadisca con chiarezza che il diritto al Cibo è un Diritto Umano fondamentale, sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e da numerose altre Carte internazionali e che, di conseguenza, il tema del Diritto al Cibo si leghi ad una serie di problematiche complesse, che meritano un dibattito serio fra i diversi attori in campo e un continuo approfondimento quali, per esempio:

il fenomeno del land grabbing, vale a dire dell’accaparramento di terre in particolare nei paesi del Sud del mondo, con diversi scopi: produrre cibo per aree del pianeta che non possono o non potranno in prospettiva essere autosufficienti, produrre agro carburanti, scommettere sulla rendita del terreno come bene sempre più scarso e dunque con ottime possibilità di apprezzamento; 
la speculazione finanziaria sul cibo inteso come commodity e la necessità che vi sia corrispondenza tra i prezzi agricoli e i costi di produzione; 
l’impatto sul clima, sulla biodiversità e sulla sostenibilità in generale dell’agricoltura e dell’allevamento industriali/intensivi; 
il diritto dei piccoli agricoltori di produrre cibo e il riconoscimento dei diritti dei contadini e quello dei cittadini di decidere cosa e come consumare, di scegliere tra i diversi produttori; 
il diritto degli Stati o delle organizzazioni regionali, di tutelarsi da importazioni agricole e alimentari a basso prezzo (dumping); 
l’impiego di metodi di produzione sostenibili e controllo di produzione sui mercati interni per evitare surplus strutturali (supply management); 
la partecipazione delle popolazioni nella formazione delle politiche agricole, con una speciale attenzione al riconoscimento dei diritti delle donne coltivatrici, che giocano un ruolo essenziale nella produzione agricola in generale e in quella alimentare in particolare. 

Confermato che 

il percorso verso EXPO 2015 dovrebbe portare alla luce e fare circolare buone pratiche (caratterizzate da alta resa dei terreni, alta sostenibilità e garanzia di giustizia sociale nell’accesso al cibo) a livello locale e globale, ormai entrate a far parte della letteratura sul tema e sostenute da dati e risultati ampiamente documentati, come meglio dettagliato a seguito

L’approccio agro-ecologico, recentemente descritto con dovizia di prove e fonti dallo Special Rapporteur sul Diritto al Cibo delle Nazioni Unite, Olivier De Schutter; 
Le soluzioni locali messe in campo da cittadini, piccoli produttori, società civile, università e grande distribuzione in questi anni in Italia, quali, ad esempio: 
Mercati contadini, ristorazione a chilometro zero e last minute market 
Agricoltura biologica e bio-sociale 
Gruppi di Acquisto Solidali e Distretti di Economia Solidale 
Commercio equo e biologico di prodotti italiani (cooperative carcerarie, terreni sottratti alle mafie, cooperative sociali… ) 
Realizzazione di orti comunitari, domestici e scolastici 
Progetti e percorsi educativi sul diritto al cibo svolti con scuole, amministrazioni locali, università, società civile e settore privato 
Salvaguardia della biodiversità tramite difesa e diffusione di specie tradizionali (sia vegetali che animali), che hanno già dimostrato una maggiore adattabilità ai diversi territori e che mostrano minori necessità di risorse per crescere e per difendersi da malattie e variazioni climatiche 
Campagne per la riduzione del packaging e degli scarti. 

Dato per consolidato che

Milano, città europea, deve fare del percorso verso Expo una straordinaria occasione per rilanciare e consolidare la coesione attorno agli obiettivi descritti, da perseguire con un fattivo investimento nella promozione dell’autosufficienza e in tecnologie dell'efficienza e produzione energetica da fonti rinnovabili, ma anche con politiche di trasferimento tecnologico e di cooperazione, affinché il progresso dei Paesi del Sud del Mondo avvenga in modo svincolato dalla dipendenza dalle fonti fossili e in un contesto ove l’accesso al cibo e all’energia sia equo e sostenibile.

Ed inoltre che 

L’ambizioso obiettivo di rappresentare in Expo 2015 come si possa ‘Nutrire il pianeta’ richiede anche un’attenzione specifica a come questo tema venga declinato tanto a livello mondiale, quanto a livello locale, nei territori circostanti la sede della Fiera (in particolare nel Parco Agricolo Sud Milano e più diffusamente in Lombardia). Per queste ragioni riteniamo importante che nell'ambito del percorso espositivo di Expo 2015 siano valorizzate le esperienze virtuose realizzate localmente in una prospettiva di sovranità alimentare, a beneficio della sicurezza alimentare della popolazione di Milano e della regione.

Si impegnano il Sindaco e la Giunta

- Ad operare, nel tempo disponibile prima dell’apertura di Expo 2015, per la presentazione di una nuova, fattiva e documentata prospettiva di equilibrio tra urbanizzazione e agricoltura, capace di garantire la produzione equilibrata di cibo nel rispetto della natura. Una prospettiva frutto di saperi secolari e tradizionali, quanto di nuove culture di governo del territorio, o di uno sviluppo tecnologico adeguato e sostenibile. 

- Ad indicare, a Milano ed al nostro Paese, le modalità per diventare protagonisti consapevoli di un “ruolo guida” nel cambiamento degli stili di vita e di produzione, di consumo e di mobilità, a partire dall'analisi e valutazione dei bisogni del territorio circostante, promuovendo il progresso civile, riducendo squilibri, conflitti e povertà

- A valorizzare il ruolo della cooperazione tra popoli, della tutela dell’ambiente, ma anche dell'educazione, della cultura, dello sport e della promozione sociale, spesso troppo trascurati come agenti di sviluppo e fattori di coesione.

- A sostenere il percorso del Comitato Expo dei Popoli e la realizzazione dell'assemblea Expo dei Popoli che – in concomitanza o a ridosso dell’Assemblea delle Nazioni Unite che dovrà valutare i risultati della Campagna del Millennio e definire le successive strategie – si svolgerà a Milano nel 2015 con l'obiettivo di discutere le politiche di sviluppo e di lotta alla povertà e far giungere a tutti i governi riuniti alle Nazioni Unite le proposte della società civile e dei popoli del mondo.


25.10.2011

Rosario Pantaleo

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