mercoledì 23 marzo 2016

E' un testo molto lungo...5 anni...che non sono pochi...

Resoconto del lavoro istituzionale 2015-2016

Siamo arrivati all’epilogo…Quella con Giuliano Pisapia è stata una bella esperienza che mi ha personalmente fatto crescere, anche se la fatica non è stata di poco conto. L’ultimo anno di mandato ha certamente dato soddisfazioni alla città con la realizzazione di Expo che ha dato la possibilità a milioni di persone di accedere ad un mondo particolare quale quello dell’alimentazione su cui sarà necessario fare ampie riflessioni nel futuro. L’amministrazione è riuscita a portare a compimento la sua parte di lavoro con l’ottima gestione dei trasporti e della città, senza particolari disagi per i milanesi né per i turisti/ospiti. Il sistema non ha collassato, come alcuni temevano ed altri, magari, speravano. Per quanto riguarda le vie d’acqua è bene ricordare che il relativo progetto è stato bloccato a seguito di un ordine del giorno da me predisposto ed approvato dal Consiglio Comunale.
Sono proseguite le attività di riqualificazione delle scuole milanesi, in particolare quelle con amianto, e della Darsena, finalmente ritornata nella disponibilità dei milanesi che ne hanno fatto un punto di ritrovo virtuoso e frequentato. Si è giunti al compimento del sottopasso di Via Gattamelata, opera non decisa da questa amministrazione e costata molto più del previsto. Un’opera della cui necessità in molti si interrogano. E’ stata invece “sventata” l’ipotesi della costruzione del nuovo stadio del Milan nell’area della vecchia Fiera. Il Milan, che aveva vinto il bando di gara si è ritirato lasciando campo libero al secondo classificato e così facendo ha tolto all’amministrazione un grosso problema da gestire di fronte ai cittadini di quell’area. I cimiteri cittadini sono stati al centro di varie polemiche e, al fine di trovare una soluzione alla diversa visione degli interventi da intraprendere su questo tema, ho cercato di trovare una soluzione al problema cercando di fare avvicinare l’assessore alla partita ed i sindacati ad una congiunzione di interessi per il bene comune. Purtroppo non sono riuscito nell’intento e, per mia decisione insindacabile, mi sono dimesso dalla presidenza della commissione che presiedevo. La mia sostituzione a detta presidenza è giunta dopo ben otto mesi…L’affidamento a Metropolitana Milanese della gestione della case popolari di proprietà del Comune ha iniziato a dare i suoi frutti.
Il lavoro sarà molto lungo ma ci si augura che in tempi brevi si possano ottenere dei buoni risultati sia per la migliore manutenzione degli immobili che per la risoluzione dei vari problemi inerenti la morosità (colpevole ed incolpevole) e le occupazioni abusive, piaga di difficile soluzione anche se, al momento, da mesi vi è una inversione di tendenza anche grazie al protocollo di intesa firmato tra istituzioni e forze dell’ordine, Prefetto in testa….Sono state votate le delibere per cambiare lo Statuto del Comune di Milano istituendo, così, i Municipi cittadini. Manca all’appello il regolamento dei Municipi la cui discussione ci si augura, porti ad una decisione positiva entro il mese di Aprile. Più difficile sarà, invece, la discussione ed approvazione del bilancio portato in aula solamente nella settimana di Pasqua. Dati i tempi stretti non credo che si arriverà alla sua approvazione. Una grande delusione è stata la mancata approvazione della delibera sugli scali ferroviari su cui l’amministrazione si è spesa non poco in questi anni proseguendo un lavoro iniziato dalle giunte precedenti. L’intervento avrebbe riqualificato quasi due milioni di metri quadrati di territorio restituendo alla città parchi per circa mezzo milioni di metri quadrati, aprendo corridoi territoriali di grande rilevanza, collegando aree cittadine oggi divise, ipotizzando la costruzione di migliaia di appartamenti di varie tipologie, incluse quelli in housing sociale. Purtroppo l’opposizione ha lavorato per distruggere questa opera di miglioramento della città avendo come spalla una parte della maggioranza che, anche opportunisticamente, ha remato contro la decisione auspicata. E’ stato un “pasticciaccio brutto” che ha unito forze opposte con l’obbiettivo di impedire questa opera importante, a mio avviso, di risanamento della città. E’ opportuno anche dire che la parte di maggioranza che ha sostenuto questo progetto ha fatto molti errori di valutazione e di strategia che hanno portato ad una ingloriosa debacle. Ora sarà necessario riprendere tutto il lavoro e ricostruire il percorso interrotto con un nuovo accordo di programma tra Comune, Regione, Ferrovie con l’augurio che entro un anno si possa nuovamente deliberare. Un altro importante intervento di risanamento nella città sarà quello della riqualificazione del quadrilatero residenziale di proprietà ALER al Giambellino. L’intervento prevede un investimento di circa 80 milioni ed andrà ad intervenire sia sulla parte residenziale che sul verde, servizi, coesione sociale. Sarà un lavoro ovviamente molto lungo ma necessario ed, ormai, indifferibile. Tutto il lavoro sarà supportato da fondi europee, regionali e comunali. ALER, visto il pessimo lavoro eseguito per i contratti di quartiere non ancora terminati dopo circa 10 anni, sarà tenuta a margine di tutta la vicenda.
Per quanto riguarda la zona 7 è andato a compimento l’intervento edilizio di Via Prato e Via Mengoni portando in quartiere circa 800 famiglie. Ancora in itinere è l’intervento per l’area di Via Calchi Taeggi, che verrà ridisegnato in virtù delle vicende occorse per la questione della ex cava. Su questa vicenda per due volte si è espresso il Gip che ha respinto, perché il fatto non sussiste, le richieste della procura la quale è ora andata in Cassazione per chiedere l’ultima decisione. Se la Cassazione darà nuovamente ragione agli operatori significherà che si saranno spesi milioni di euro per niente, dieci anni altrettanto per niente con la bonifica della cava rimasta appesa al nulla…Come risultato finale sarebbe davvero un capolavoro…
Nel corso dell’anno, tra le varie questioni, mi sono occupato della riqualificazione dell’area destinata alla memoria del Generale Dalla Chiesa, in Piazza Diaz; ho continuato a seguire le attività di riqualificazione consolidamento della cascina Linterno; ho sollecitato interventi di sistemazione della pavimentazione della Galleria, parecchio danneggiata e la riqualificazione della sua facciata sul lato Via Marino e Via Foscolo. Mi sono occupato di varie problematiche del quartiere Via Prato/Via Mengoni e sto lavorando per portare il mezzo pubblico di trasporto al suo interno. Ho chiesto di intervenire con il massimo sforzo nell’area del parco delle cave (anche se devo dire, a malincuore, che questa amministrazione non è stata particolarmente attenta al parco…) per evitare degradi di varia natura (ambientale ed umano…). Ho operato per il ripristino della funzionalità della linea 72 che è a servizio del borgo di Figino e per il ripristino di alcune corse della linea 63 di cui era stato immaginato il solo tragitto fino al capolinea di Bisceglie. Sempre su Figino ho chiesto di immaginare il posizionamento di un mercato di soli banchi alimentari settimanali e la sistemazione del senso unico. Ho chiesto di mettere in opera almeno tre nuove rotonde a Baggio per mitigare i rischi della velocità e delle precedenze nonché di intervenire sulla viabilità e sui parcheggi selvaggi in Via Mar Nero. Ho seguito le opere di riqualificazione del manto stradale in pietra di via Delle Forze Armate, via Ceriani e Due Giugno nonchè ho chiesto di intervenire su alcuni tratti stradali ammalorati ed, anche, di porre in essere le strisce gialle a servizio di via Viterbo e Via Lucca. Ho chiesto, inoltre, di intervenire pesantemente sulla situazione delle residenze ERP di Via Saint Bon in quanto la situazione della qualità dell’abitare non è delle migliori…. Ho inoltre lavorato per la soluzione del problema degli orti di Via Barocco e di quelli di Via Bentivoglio su cui si stanno pensando di eseguire interventi migliorativi. Ho poi seguito tutta la vicenda della scuola San Giusto siano alla sua soluzione con la stessa che non verrà né chiusa né smembrata bensì trasferita allo Stato affinchè il lavoro portato avanti in questi anni possa infine proseguire. Per quanto riguarda il territorio di Muggiano sono stati eseguiti importanti sgomberi di campi nomadi abusivi trovando, poi, delle pessime condizioni ambientali dei terreni utilizzati per attività poco lecite tra cui incendi di cavi elettrici per recuperare il rame. Sempre nell’area di Muggiano insiste il vecchio borgo di Assiano per il quale ho chiesto ad ALER un incontro per valutare la possibilità di un importante investimento atto a riqualificare tutto il comparto edilizio presente e, certamente, non in buone condizioni, in particolare per ciò che riguarda la proprietà di ALER. E’ continuato, inoltre, il alvoro di attenzione per il miglioramento della qualità della vita in Via Quarti, luogo difficile ma in cui si potrebbe operare con qualità per riportare le persone ad essere fiduciose nella vita di relazione. inDulcis in fundo, oltre ad avere lavorato per iniziative socio-culturali in Baggio, ho promosso un’iniziativa in favore degli 80 anni del quartiere San Siro. Tale attività vedrà luce e compimento nella metà del mese di Maggio con la messa in campo di varie iniziative di vario genere.
Altro che dire…? Che le primarie hanno dichiarato vincitore Beppe Sala e che il centro sinistra, come sempre, cerca di essere autolesionista…Ma ora è necessario che si lavori tutti per portare avanti le politiche che questa amministrazione ha reso possibile per il bene della città. Non sono stati anni semplici né agevoli, con la crisi economica ancora presente, le migrazioni (vissute anche a Milano con il passaggio dei profughi siriani) e le guerre non distanti da noi. La città ha vissuto momenti difficili come l’omicidio del vigile Savarino e gli omicidi commessi dal folle Kabobo ma, nel complesso, la città ha vissuto tranquilla e tutti gli eventi criminali più evidenti si sono conclusi con l’arresto dei colpevoli. Persiste, certamente, la microcriminalità, lo spaccio ed il consumo di droga, lo stillicidio dei furti, il gioco d’azzardo patologico, il bullismo che è il prologo alla criminalità. Certamente una città complessa come Milano ha molti elementi di forza ma, anche, di debolezza su cui deve mantenere alta la guardia ma il percorso delineato dall’amministrazione Pisapia ha le gambe per proseguire e migliorare il lavoro iniziato, dopo venti anni di governo di destra. Non bisogna, però, essere litigiosi oppure portati al disfattismo, ad essere settari o incapaci di guardare oltre se stessi. Quello che si chiede, che la città chiede, è la coerenza nel perseguire un progetto di miglioramento della città e dei suoi cittadini…Impresa non facile, ma necessaria…
Resoconto del lavoro istituzionale 2014-2015
Sperando di non recare noia e parafrasando il grande vate di Pavàna, Francesco Guccini, possiamo legittimamente dire che un altro anno è andato. Un altro anno difficile che a Milano ha visto forti polemiche per la decisione di proseguire con le opere della M4 un’opera costosa ma comunque fondamentale per il trasporto urbano e per la limitazione dell’inquinamento atmosferico. Una decisione difficile anche per le questioni legate al taglio di centinaia di alberi ma alla fine si è deciso per andare avanti. I costi sono notevoli ma ci auguriamo che la città, come già avvenuto con le altre reti della metropolitana, alla fine ce la farà. E’ stato l’anno dell’apertura di Expo e della fine delle polemiche legate all’evento ed il risultato finale è stato positivo per la città, al di là delle proprie opinioni personali che, per quanto mi riguarda, rimangono critiche rispetto alla ricaduta di pensiero positivo sul tema che avevo esposto in una mozione denominata “In favore dell’Expo dei Popoli” votata ed approvata dal Consiglio Comunale. Mozione predisposta per dare alla manifestazione una visione dei popoli del mondo con l’augurio che i temi fossero costantemente focalizzati sulla sobrietà e sulla difesa della terra e non di altri interessi. Il timore che ho sempre avuto, oltre a quello degli interessi meramente economici, è che questa kermesse non diventasse un enorme baraccone i cui temi fondanti venissero nascosti da altri interessi. Così come alla fine si dovrà decidere per la sistemazione finale dell’area ad oggi ancora non chiara. Questa destinazione finale deve essere decisa in tempi brevi perchè l’area, ora fortemente infra strutturata, ha un importante valore economico ed il Comune di Milano deve mettere a reddito quanto di sua proprietà per rientrare nei costi sostenuti per acquistarli in favore della manifestazione. Un’impresa non semplice visti i tempi in cui siamo collocati. Per quanto riguarda sempre Expo segnalo che, grazie ad un mio ordine del giorno è stato bloccato il percorso delle vie d’acqua a sud evitando, quindi, che vi fosse l’attraversamento dei parchi cittadini. Nell’ordine del giorno, inoltre, ho richiesto che quanto risparmiato venga utilizzato per gli interventi pro Seveso, per le bonifiche in area Bonola e per interventi a favore del parco delle cave. L’amministrazione comunale, interpellata più volte a riguardo, ha confermato questo indirizzo nei confronti della società Expo. L’altro punto rovente dei mesi scorsi è stata certamente la questione delle piene del Seveso e del Lambro che tanto hanno messo in allarme la città ma, soprattutto, creato danni importanti a molte strade, a cittadini, a negozi. Finalmente, anche grazie alla spinta del Comune, si è definito, con Governo e Regione un piano di azione per la costruzione di alcune vasche di laminazione che a nord di Milano garantiranno l’assorbimento dell’acqua del Seveso in caso di esondazioni. Oltre a ciò è in corso un’azione di riqualificazione del percorso sotterraneo del fiume all’interno della città. Tra l’altro parlando di acque non si può non ricordare il grande lavoro svolto per la riqualificazione della Darsena e di Piazza XXIV Maggio così come la riqualificazione, finalmente, dell’area di piazza XXV Aprile. Ora la Darsena riqualificata è uno spazio di socializzazione importante per la città. L’altro aspetto “acquatico” è quello relativo alla richiesta di riaprire i Navigli. Un progetto affascinante che, però, si scontra con un costo previsto di circa 150 milioni di Euro (oltre che con questioni di ordine pratico legato allo stravolgimento della città). Questi denari, che non sono certamente pochi, li destinerei, invece, alla riqualificazione di quante più case comunali possibile vista la necessità enorme di abitazione da parte di coloro che ne sono in attesa (oltre 23 mila tra singoli e nuclei famigliari). Un numero di persone, queste, che non può più aspettare. Su questo fronte, tra l’altro, il Comune ha deciso (come a suo tempo suggerito anche dal sottoscritto) di trasferire la gestione delle proprie residenze pubbliche a Metropolitana Milanese che ha preso in carico circa 30 mila tra abitazioni, negozi e box per fare dimenticare la pessima gestione di ALER che oggi si ritrova in pieno disastro finanziario nonostante le parole rassicuranti di Maroni e dell’assessore regionale Sala. Milano ha visto lo scorso anno iniziare e terminare i lavori di riqualificazione della Galleria Vittorio Emanuele restituita alla città nel suo vestito originario. Un’impresa, questa, diventata fattibile anche grazie alla partnership con alcune case di moda là presenti.
Sempre nel corso dello scorso è partito il progetto di riqualificazione di venti scuole milanesi con la bonifica dall’amianto o il loro completo rifacimento. Un lavoro imponente per circa 220 milioni di euro ma che non poteva più essere differito in quanto alcune scuole, costruite per durare 20 anni erano operative da circa 40/50 anni. Un lavoro, quindi, evidentemente indifferibile in quanto rimasto nel cassetto delle precedenti giunte comunali per troppo tempo…Altro importante intervento è quello pensato e messo in opera per la riqualificazione del Teatro Lirico, gioiello dell’architetto Piermarini che, dopo varie vicissitudini dovute anche alla presenza imprevista di amianto è ora in fase di ripresa per poter essere condotto a compimento nel giro di due anni.
Facendo un rapido ritorno sui passi di Expo è bene ricordare che il giorno dell’inaugurazione dell’evento, Milano è stata attraversata da un corteo di facinorosi che hanno spaccato ed incendiato quanto hanno trovato davanti a sé. Un becero trionfo dell’irresponsabilità e non, certamente, di un presunto e rivendicato pensiero critico. La manifestazione del giorno seguente ha dimostrato quanto la città possa dire di possedere un grande senso civico a dispetto delle varie Cassandre sempre pronte a denigrarla. Al Sindaco, quel giorno, è stato chiesto di rimanere e di ricandidarsi per il prossimo impegno elettorale ma lui, è rimasto fermo sulle sue decisioni prese, certamente ragionate ma all’insaputa degli stessi componenti la Giunta. Un colpo molto duro che, ancora, non è stato metabolizzato viste le continue richieste di ripensarci ricevute anche dal capo del Governo.
Per quanto riguarda il Bilancio quest’anno non ci sono state barricate di particolare importanza da parte dell’opposizione anche perchè con i numeri finanziari risicati non era possibile fare grandi spostamenti di risorse tra i vari capitoli di spesa mentre con i circa 52 milioni di euro ricavati dalla vendita del 5% delle azioni di A2A si è ricevuta linfa vitale per la messa in opera di cantieri necessari alla città.
Ricordo, inoltre, che con la città metropolitana, ancora una grande sconosciuta per la maggioranza dei cittadini, si dovrà dare vita al reale decentramento cittadino. Un intervento, questo, di grande importanza per l’amministrazione dei quartieri cittadini. Un intervento atteso da decenni e, finalmente, in via di realizzazione. Attualmente si è dato il via alla modifica dello Statuto cittadino e poi si opererà per la redazione del regolamento del decentramento che diverrà municipalità. Le aspettative sono davvero molte ma il lavoro è iniziato e con questa consigliatura, come promesso, il decentramento cittadino diventerà realtà. Nell’ambito della città metropolitana con la prossima consigliatura si dovrà mettere mano a varie questioni inderogabili per il buon funzionamento del sistema di servizi ad essa legati. Viabilità, tema delle acque, scuole, tariffe, ambiente, anche sanità, dovranno diventare oggetto di lavoro importante per creare davvero una città che abbia Milano come suo fulcro ma che sia un reticolo forte di scelte condivise. Nel campo ambientale, tra l’altro, grande attenzione andrà riversata sul Parco Agricolo Sud Milano, di cui sono Vice Presidente. Un grande polmone verde ed ambientale ma, soprattutto, grande opportunità di sviluppo di economia agricola e turismo che deve essere sempre più difeso e sviluppato con risorse ad hoc e, soprattutto, senza velleità di conquista da parte della Regione.     
Per andare più vicino a quanto di pertinenza della mia zona, segnalo vari interventi che ho seguito direttamente (alcuni sono monitorati da vari anni) di cui si può avere una lista aggiornata sul link del mio blog) quali quello per salvaguardare la didattica della Scuola San Giusto, i lavori per la riqualificazione della cascina Linterno, la sicurezza all’interno del Parco delle cave, la sicurezza nei vari quartieri della zona 7, interventi sul tema dell’abitare e sulla riqualificazione di Via Quarti, la richiesta, nuovamente, di portare il teleriscaldamento a Figino, le varie sollecitazioni per riqualificare l’immobile dell’Istituto ex Marchiondi e quello delle ex scuderie De Montel, la salvaguardia dei trasporti pubblici a Baggio ed a Figino, la riqualificazione del centro giovani di via Lammennais oltre ad innumerevoli interventi di natura culturale e musicale in quel Baggio. Mi sono inoltre impegnato per una buona gestione dei cimiteri e dei forni di cremazione dei defunti in quel di  Lambrate. Ho inoltre continuato l’intervento per evitare che venisse costruita la bretella stradale da Malpensa fino a Muggiano così come ho chiesto, con una mozione, che il governo destini al trasporto pubblico locale milanese gli stessi soldi che sta investendo per i privati proprietari dell’autostrada BreBeMi, ulteriore monumento allo spreco di denaro, privato e pubblico. Ho inoltre chiesto che i negozi sfitti da tempo e posti ai piedi dei palazzi di proprietà comunali, vengano utilizzati da associazioni e quant’altri a canone di favore affinchè possano essere elemento  di rivitalizzazione di alcuni luoghi della città. Sono sicuro di dimenticarmi tanti altri interventi messi in campo ma sul link del blog è possibile recuperare “qualcosa”….        
Vado a chiudere proponendo una riflessione sul tema delle cosiddette “periferie”. Mi piace pensare che un giorno la parola “periferia” venga utilizzata solo in situazioni nei quali non vi siano contestualizzate anche persone. Già, perchè spesso a sentire parlare di periferie ci si cala immediatamente in un ambito di contesto “naturalmente” degradato.  Questo non è accettabile per la dignità ed il rispetto delle persone che abitano in luoghi lessicalmente maltrattati. Credo che sia venuto il momento di fare il punto su questo tema ed è necessario fare una distinzione su questo argomento e definire i termini di Identità e Quartieri cittadini. Io, che sono nato e risiedo a Baggio, ritengo di essere inserito nel miglior contesto possibile di questa città e, quindi, non mi sento di vivere in periferia. Meglio, non mi sento soggetto periferico. Perchè a forza di utilizzare la parola “periferia” non si fa altro che porre, a chi in questi ambiti vive, lavora, fa crescere i propri figli, lo stigma del “lontano” immettendo, quindi, una sorta di virus che porrebbe questi cittadini “malcapitati” in una sorta di minus valenza esistenziale rispetto a coloro che, invece, vivono nel centro cittadino. A parte che il centro cittadino è, da anni, sempre più disabitato dalla gente “normale” e “presieduto” da chi può permettersi affitti e/o proprietà di importante peso economico, il concetto di periferia deve essere abbandonato per portare alla sua giusta luce quello dell’identità dei quartieri cittadini.
Come noto dal 1923, con l’accorpamento dei quartieri limitrofi alla città (veri e propri paesi come, ad esempio, Baggio), si è creata la grande Milano in quanto la precedente città altro non era che un grosso paesone (così come oggi è rispetto ad altre grandi metropoli europee…basti pensare a Parigi, Berlino, Londra, Madrid…). Ma il regime fascista certamente non poteva accettare che la sua culla fosse una “piccola città”. Questi antichi borghi, però, hanno quasi tutti mantenuto una loro fisionomia, dei punti centrali, degli ambiti attrattivi, dei luoghi di aggregazione naturali e/o che, pur variando nel tempo, non si sono mai allontanati troppo dal proprio centro. Ed è proprio a questo centro che è necessario ritornare. Se, purtroppo, l’architettura e la pianificazione urbanistica dal dopoguerra fino ai primi anni ’90, ha confuso le tracce sul sentiero dell’identificazione dei centri e dei luoghi storico-simbolici di questi borghi, ora è giunto il momento, anche grazie alla potenzialità di trasformazione offerta dalla città metropolitana, ripensare la città cercando di costruire una mentalità residenziale che stimoli la presa di coscienza dei residenti dell’importanza del luogo in cui risiedono. Che li aiuti a “guardarsi attorno” cercando di scoprire quali sono, possono essere o diventare, i loro punti di riferimento per i propri quartieri. A questo proposito ricordo che molti vecchi baggesi ancora oggi dicono, quando si indirizzano verso il centro città che “vanno a Milano”, rendendo così manifesta la loro appartenenza ad un luogo che non è periferico ma è il loro “centro di gravità permanente” per citare il grande maestro Battiato (che proprio a Baggio, nel 1973, tenne un bellissimo concerto. Ma questa è un’altra storia…). Luoghi come Crescenzago, Gorla, Precotto, Lambrate, Quarto Cagnino, Quinto Romano, Ortica, Rogoredo, Muggiano, Isola, Bruzzano, Comasina, Lampugnano, QT8, Porta Genova, Porta Ticinese, Casoretto, Chiaravalle, Certosa, Musocco, Trenno, Stadera, Figino, Villapizzone, San Siro, e tanti altri…possiedono delle caratteristiche uniche ed inconfondibili e alcune di tali realtà urbanistiche non possono essere relegate ad una perifericità solo perché distanti dalla città ma devono sentirsi parte attiva di se stesse, capaci d’essere generatrici di proposte per i propri residenti, capaci di trasformare i luoghi della residenza negli spazi del vissuto.

I problemi nei quartieri cittadini spesso nascono perché vi è una difficoltà da parte delle Istituzioni ad avere il pieno controllo delle situazioni difficili nel loro stato nascente (ed in futuro, se persisterà la situazione economica attuale il problema non potrà che continuare) ma anche perchè i residenti stessi fanno spesso fatica a dare senso ai luoghi di appartenenza ed alla loro storia lasciandosi afferrare da una sorta di disinteresse sociale salvo intervenire, in maniera spot, in caso di qualche particolare situazione (costruzione di manufatto, strada, evento non gradito etc.) ma non coltivando la cura dell’impegno e della passione della vita nel proprio quartiere. Baggio, come tanti altri quartieri cittadini, ha una sua identità ed è sulle relazioni che questa può mantenersi o modificarsi, in positivo, a favore dei suoi residenti. Baggio (come tanti altri quartieri cittadini), grazie alle sue parrocchie, agli oratori alle tante associazioni presenti e persone di buona volontà riesce, a mantenere viva la sua identità e questo è un valore per la città intera.
La città (intesa come amministrazioni), nel tempo, ha fatto di tutto per non riuscire a superare l’ansia da prestazione che doveva rendere il suo centro l’anima della città non rendendosi conto, per rimanere nel metafisico, che l’anima non può esistere senza il corpo e viceversa. Pertanto la città metropolitana avrà ancor di più un senso compiuto se saprà cogliere l’opportunità di dare ai suoi quartieri, storici o recenti, quella naturale libertà di autogestione amministrativa (leggi Municipi) che “obblighi i cittadini a prendersi cura dei luoghi in cui si vive in maniera fattiva, efficace, diretta senza mugugni e/o evitando di pietire interventi centrali(stici) a soluzione dei propri esclusivi problemi facendo in modo, quindi, che vi sia quasi una sorta di obbligo a guardarsi attorno, comprendere quali sono i problemi prioritari e, rimboccandosi le maniche, mettersi alla ricerca di motivazioni, soluzioni, risorse per risolverli ed imparando a fare politica nel modo migliore possibile e cioè non solo per la propria “parte” ma per la collettività. Certamente rispettando i ruoli e le impostazioni delle proprie “visioni” ma, al contempo, ricordando in maniera chiara e sincera a se stessi che i politici, le amministrazioni, i progetti, le ambizioni passano ma la città, nella sua essenza ed integrità rimane. E con essa la necessità di futuro. Anche per questo è necessario abbandonare il termine “periferia” e ritornare al vecchio e dignitoso termine “quartiere cittadino”. Più circoscritto, ma con un confine capace di comunicare e mai separare. La strada, di questi tempi, è certamente in salita, ma guai a non avere il coraggio di percorrerla. I tempi sono difficili ma è proprio nella difficoltà che si può scoprire il senso della sfida e della voglia di superarla. Importante è non rimanere vincolati in un “io” sterile e senza futuro ma immergendosi in un benefico bagno di comunità e di relazioni solidali di cui abbiamo disperato bisogno.


Resoconto del lavoro istituzionale 2013-2014

E’ trascorso un altro anno. Un anno difficile, un anno dove si è mostrata la crisi economica in tutte le sue sfaccettature, ovviamente negative perchè tutte le varie ipotesi di ripresa economica si spengono di fronte alla realtà delle cose. Alla vigilia di Natale del 2013 abbiamo votato l’assestamento di bilancio. Un bilancio che ci ha fatto soffrire, non solo per quanto concerne le notti passate in aula bensì dal fatto che le risorse erano e sono poche e queste devono essere indirizzate nel migliore dei modi. Inoltre non è secondario ricordare che, lo scorso anno, siamo arrivati a votare il bilancio solo a novembre in quanto le delibere inerenti gli introiti sono state soggette alle decisioni del Governo che si sono protratte nel tempo (quanto si paga, quando si paga l’IMU e così via). Sono state sedute molto tese ma, soprattutto, preoccupanti in quanto la città aveva ed ha assoluta necessità di interventi in favore della città. Una città che si sta aprendo sempre di più ad Expo con tutti i problemi che, come noto, hanno contraddistinto le situazioni del management della società. Fatte queste premesse proverò ad indicare alcune problematiche e/o questioni che mi hanno visto coinvolto nell’ambito istituzionale.
Innanzitutto vorrei segnalare che Expo è un’occasione importante, un’occasione che dovrebbe dare alla città un lustro di livello mondiale e che dovrebbe aiutare la riflessione sulla sostenibilità alimentare, quindi sullo stile dell’alimentazione e sulle modalità e gli interventi che possano essere elemento di salvezza del pianeta nella sua integrità. Su questo argomento ho sollecitato più volte la società Expo sia sul tema dello svolgimento delle opere che, in particolare, sul tema delle vie d’acqua. Un argomento, questo, che mi ha impegnato con particolare attenzione in quanto il percorso, nel progetto, attraverserebbe anche parchi di cintura dell’Ovest. Vi sono state polemiche e levate di scudi sul tema che, a mio avviso, non è stato colto nella sua più ampia e reale dimensione ridotto, all’inizio, ad una sorta di fissazione di ambientalisti o antagonisti No canal (e  no TAV, che pure se marginalmente hanno fatto la loro comparsa sull’argomento). Credo, però, che su questo argomento sia completamente mancata la capacità di analisi partendo dall’opera e non, invece, dalla necessità di studiare e ragionare sull’ambito idraulico della città, della Provincia, della Regione. Un intervento calato dall’alto senza spiegazioni non poteva che portare ad una situazione di conflitto e, infatti, così è stato. Da parte mia ho cercato di interloquire con Expo cercando di far capire loro le ragioni dei sostenitori del No e con coloro che avevano opinioni difformi sul percorso e/o sull’opera in toto, per comprendere meglio quali i punti critici ravvisati di un progetto di cui non se ne è capita fino in fondo la ratio. Al momento, come sappiamo, il progetto è fermo ma la società Maltauro, non inquisita per questo progetto, probabilmente continua ad incassare per la cantierizzazione che, al momento, non è stata sospesa. Per quanto riguarda Expo, inoltre, ho chiesto che si intervenga su tutti i cartelli che richiamano luoghi ed edifici storici affinché questi vengano segnalati in maniera appropriata e, quindi, sostituendo tutti quelli danneggiati con altri di qualità migliore e, possibilmente, duraturi.
Rispetto al tema dei parchi posso dire di avere lavorato per il buon mantenimento del Parco delle Cave, in particolare cercando di mantenere sempre attenta la Giunta su questo argomento. A questo riguardo oltre che tallonare gli assessori competenti a ricordare quanto questo parco sia importante per il quartiere di Baggio e per la città intera,il sabato e la domenica è stato ripreso il servizio di controllo del parco con postazioni fisse e mobili di Polizia Locale, Polizia di Stato e/o Carabinieri. Al momento la situazione è sotto monitorata ma, ovviamente, non è si può abbassare la guardia in quanto, come avviene in altri parchi cittadini, quando non si è presenti con le forze dell’ordine il caos prende il sopravvento.
Unitamente a questa attenzione si è ritenuto opportuno prendere in considerazione la riqualificazione della cava Ongari Cerutti che, da anni, è preclusa al pubblico. Questo significa che l’area è divenuta terra di nessuno ed, anche, luogo di degrado con presenze equivoche, sporcizia, spazzatura e quant’altro. Per rimettere in sesto l’area si è pensato di affidare ad Italia Nostra-CFU il progetto di riqualificazione di questo territorio e per tre anni farà opera progressiva di pulizia, controllo, sistemazione e messa in sicurezza propedeutiche ai successivi progetti di riqualificazione e fruizione pubblica. Una volta riqualificata questa vasta area sarà fruibile ai cittadini affinchè possa assorbire molte delle presenze che affollano il Parco delle cave da altri ingressi. Le risorse disponibili sono poche ma l’importante era ripartire per sistemare il possibile e dare un segnale forte per la ripresa di questo territorio all’uso pubblico. 
Per quanto riguarda il tema della Scuola San Giusto si è creato un percorso condiviso con gli insegnanti e con i genitori della stessa al fine di rendere possibile il passaggio della scuola stessa allo Stato. Questo al fine di non perdere l’esperienza della scuola alla luce dell’impossibilità dell’Amministrazione comunale di gestirla dal punto di vista economico. Questo è un tema davvero molto delicato in quanto molto sentito perchè questa della scuola San Giusto è una realtà che ha fatto pesare il suo peso educativo all’interno della realtà della zona di riferimento. Ho seguito e continuerò a seguire questo tema fino a quando non verrà data soluzione, a beneficio di tutti, a questa situazione. 
Per quanto riguarda la zona di Muggiano sono finalmente riuscito a ottenere di fare arrivare il gas presso la cascina Guasconcina. Era già stato fatto medesimo intervento per la cascina Guascona e, nonostante le mille difficoltà, siamo arrivati alla fine del percorso. Ora è importante riuscire, dopo tanti anni di tentativi, ad ampliare la via Guascona al fine di poter fare arrivare, in sicurezza, i cittadini fino alla cava dei cigni di Muggiano. Rimane immutato il tema della sicurezza nella zona di Muggiano dove insistono due campi nomadi: uno autorizzato ed un altro totalmente abusivo. Senza generalizzare, queste realtà sono state (e sono) ritenute causa di vari problemi legati alla sicurezza. Una volta di più questo argomento deve essere affrontato con attenzione e con rigore per evitare che le situazioni di degrado si incrementino a detrimento della sicurezza di un’area straordinaria dal punto di vista ambientale (interamente in Parco Sud).    
Per la Loggia dei Mercanti ho più volte chiesto attenzione alla Polizia Locale affinchè tenga sotto controllo e tutela questo luogo storico legato alla memoria della Resistenza. Troppe volte, infatti, questo sacrario è stato declassato ad orinatoio mancando di rispetto alla memoria dei caduti per la libertà contro il nazifascismo. I problemi si sono ridotti ma non eliminati e per questo non si può abbassare la guardia.  
Un altro grande tema che è stato affrontato è quello del CPI (Certificato di Prevenzione Incendi) che è previsto per una serie di immobili comunali quali scuole, centri sportivi, uffici comunali etc. Il costo per questo intervento è di circa 100 milioni di euro che verranno distribuiti in più mandati. Una cifra enorme per rendere possibile mettere in sicurezza, con interventi importanti, gli edifici pubblici e per tutti coloro che li frequentano come fruitori e come lavoratori.       
Per l’iniziativa di Book City ho fatto presente che sarebbe importante inserire le decine di piccole case editrici e librerie in un data base che contempli questi referenti. Credo sia un atto dovuto in favore ed in sostegno a tutti coloro che lavorano in favore della cultura. Per rimanere sul tema della cultura mi sono impegnato per fare proposte che coinvolgano varie biblioteche cittadine a lavorare su varie tematiche nonché a sensibilizzare l’Amministrazione per migliorare la proposta culturale della biblioteca di Baggio. Sempre in biblioteca, ma non solo, ho operato attività legate alla musica per rendere sempre più aggregante questo luogo di cultura.  Ho cercato anche di creare un collegamento tra varie Web Radio e l’Amministrazione. Abbiamo avuto anche parecchi incontri con gli operatori ma, alla fine, purtroppo, senza esito e quanto avevo progettato non si è potuto mettere in campo. Mi è spiaciuto molto…rifarò la proposta quando diventerò Sindaco….
Nel corso della malattia del grande Enzo Jannacci avevo chiesto di pensare ad una serie di eventi in omaggio alla figura del grande artista milanese. Purtroppo questo non si è avverato in tempi utili per dare il giusto riguardo a suo genio artistico ma, alla fine, il Comune ha ritenuto opportuno dedicare, comunque, dei momenti di attenzione alla sua memoria. Una bella serata al teatro Carcano con la presenza, tra gli altri, di Dario Fo; un pomeriggio di musica presso il dormitorio di Viale Ortles, intitolato proprio ad Enzo Jannacci; varie iniziative nella città; un concerto di Paolo Jannacci con l’orchestra Verdi, al Teatro Dal Verme, a suggellare il passaggio artistico e generazionale tra padre e figlio con la presenza di vari ospiti amici e colleghi del grande Enzo. Una serata davvero bella ed entusiasmante.    
L’Amministrazione comunale ha operato in maniera intelligente e redditizia sulla Galleria Vittorio Emanuele riuscendo ad affittare gli spazi ad importanti marchi di moda che oltre che pagare alti canoni, dare lustro alla Galleria stessa, si sono impegnati per la completa pulizia delle pareti della Galleria riportando alla luce il suo colore originario e sistemando i mosaici. Nel contempo ho segnalato la necessità di pulire, con continuità, i rosoni in vetro ed ottone della pavimentazione sempre colmi di sporco e di mozziconi di sigarette. Dopo tanto spingere alla fine il risultato è stato ottenuto. 
Per quanto riguarda le attività artistiche ho fatto molte proposte all’amministrazione comunale tra le quali la possibilità di utilizzare la Sala Alessi per iniziative musicali che siano altre rispetto a quelle di musica classica generalmente eseguite. Inoltre ho proposto l’iniziativa del busker festival (festival di musicisti di strada) e quella di stimolare il Comune affinchè possa operare, come avviene anche in Puglia, con l’iniziativa che ho denominato Lombardia Sound, al fine di fare diventare la Regione Lombardia un polo fondamentale per la musica sia come fruizione che per renderla strumento di creazione di lavoro per coloro che sono impegnati in questo settore.   
Nell’area milanese vi sono molte aree degradate, in particolare in quelle poste nel Parco Sud. In particolare ne ho individuate alcune molto degradate e quella maggiormente posta in una situazione di degrado è l’area di Via Selvanesco. Ci siamo impegnati a fare un monitoraggio su quest’area fino alla completa liberazione di alcuni campi nomadi ed alla bonifica dell’area con costi a carico delle proprietà che non hanno custodito le proprie aree in maniera corretta. In questi luoghi si è provocata una emergenza ambientale a carico dei residenti che hanno dovuto subire una serie di attacchi inquinanti a causa dei cavi elettrici rubati e bruciati per liberare il rame degli stessi. Al momento,la situazione è sotto controllo ma il lavoro non è finito e bisogna proseguire negli interventi nelle altre aree inquinate ed occupate abusivamente.  
Per la Cascina Linterno il Comune ha finalmente fatto partire il bando per la sua riqualificazione e l’appalto è stato assegnato a giugno. Al momento vi è un fermo lavori a causa di un ricorso al TAR da parte del secondo classificato. E’ comunque stato un importante risultato in quanto dopo vent’anni di lavoro la cascina ha ricevuto quel grande impulso che mancava, nonostante le intenzioni. Il lavoro del Vicesindaco e del Politecnico su questo tema è stato davvero straordinario ed ha reso possibile rendere concreta la visione di un sogno da tempo perseguita. Dopo questo intervento di riqualificazione sarà opportuna una progettazione dell’utilizzo degli spazi che si devono affidare a realtà che vivono nel contesto della zona di appartenenza affinchè le funzioni da prevedere siano coerenti con il contesto di riferimento. Altro grande intervento è stata la progettazione ed inizio dei lavori per la realizzazione del ParcoTicinello. Un parco importante per il contesto agricolo della zona in cui è inserito, nel sud Milano, al fine di concretizzare una speranza che viveva da molto tempo tra le realtà associative ed ambientali del territorio di riferimento.           
Quella delle sale giochi è una piaga che si sta sempre più impadronendo della mente delle persone. La ludopatia, come noto, è stata riconosciuta come una vera e propria patologia che necessita di interventi radicali per il recupero delle persone alla vita reale, superando l’ambito di dipendenza acquisito. Dato che negli ultimi anni le stesse sono aumentate in maniera smisurata, all’inizio del mandato avevo presentato una mozione per sensibilizzare l’amministrazione al tema. La questione è poi esplosa in maniera esponenziale con l’apertura di molte sale gioco. Per contrastare questo deleterio fenomeno, quindi, si è lavorato per inserire nel regolamento edilizio una serie di norme che rendessero quanto più difficile la possibilità di installare macchinette VLT nei bar e negli esercizi commerciali, nonché impedisse la creazione di nuovi luoghi di gioco. Unitamente a questo intervento, il Consiglio Comunale ha approvato una mozione (di cui sono tra i primi firmatari) per rendere possibili interventi di educazione al fine di non contrarre il vizio del gioco nonché per rendere sempre più difficile l’apertura di nuove sale gioco.     
Abbiamo due grandi ferite nella “mia” zona che si chiamano Istituto Marchiondi e scuderie De Montel.  Sono due luoghi differenti tra loro ma, insieme, importanti per la loro storia, per l’attuale situazione, per il loro futuro (?). L’Istituto Marchiondi era una scuola nella quale erano ospitati ragazzi caratteriali. Il genio architettonico di Vittoriano Viganò la concepì in maniera innovativa, senza mura di cinta, con l’idea che gli ospiti tali dovevano essere considerati e non sorta di detenuti in un luogo che, certamente, non voleva essere collegio di correzione, come si diceva un tempo.  Nel tempo il luogo si è svuotato della sua funzione e la struttura è stata ceduta al Comune (A.D. 1985…), che non l’ha saputa valorizzare nelle sue varie amministrazioni. Un’idea era giunta quasi a termine, però: quella di rendere questo luogo (10.000 mq. di superficie e 12.000 mq. di verde) una sorta di campus per il Politecnico con adiacenti funzioni di socialità. Il costo dell’operazione, inizialmente indicato in 18 milioni di euro è poi balzato a circa 25 milioni facendo sì che il Politecnico lasciasse il campo e, quindi, abortendo il progetto. Anni di lavoro (ed un finanziamento governativo) bruciati dal fatto che questo luogo per troppi anni è stato occupato abusivamente da centinaia di disperati che lo hanno completamente deteriorato tanto da dovere investire cifre oggi improponibili ed introvabili per una sua riqualificazione. Per quanto riguarda le scuderie De Montel, invece, il previsto impianto termale si è arenato in quanto l’operatore non è riuscito a reperire i fondi necessari facendo sì che il Comune ritornasse in possesso dell’immobile, con richiesta di incassare la garanzia di 1 milione di euro e, nel contempo, purtroppo, rendendo evidente il continuo sfacelo di questo bell’esempio di architettura Liberty.                
Abbiamo un grande impegno davanti a noi e questo si chiama Piazza d’Armi di Baggio. Quest’area, che un tempo era usata per le esercitazioni delle Forze Armate da anni non è più utilizzata e ci si aspetta che il Demanio Militare decida che cosa farne. In tempi di maggiore ricchezza su quelle aree sarebbe partita immediatamente una lottizzazione edilizia. Ora i tempi sono cambiati e gli investitori del mattone fanno fatica a portare a compimento interventi anche di media natura. Quell’area, a mio avviso, sarebbe stata perfetta per l’edificazione della città della salute che, invece, ha prevalso l’opzione Sesto San Giovanni. L’area in questione, di circa 750 mila mq., è uno spazio sul quale sarà necessario che l’Amministrazione comunale ponga serie riflessioni per cercare di declinare al meglio un percorso per decidere, insieme ai cittadini, quale sarà il futuro di quest’area. L’importante è non perdere mai di vista il rapporto con il Demanio Militare affinchè si possa coordinarsi con questa Istituzione per evitare di creare mostri urbanistici all’interno di un’area già impegnata da importati realtà urbanistiche.       
Un capitolo particolare del mio lavoro istituzionale l’ho dedicato alla richiesta di intitolazioni di vie, piazza, giardini a persone che, a mio avviso, hanno rappresentato la città nel mondo della cultura, arte, sport, sociale, politica. Voglio ricordare le richieste di intitolazione a Eugenio Curiel, Roberto Leydi, Beppe Viola, Helenio Herrera, Nereo Rocco ed altri. Personaggi differenti che hanno dato lustro alla città con il loro lavoro, con il sacrificio della vita, con la loro competenza, con la loro veggenza, con la gioia donata ai tifosi. Ad oggi, purtroppo, nonostante i molti attestati di interesse…non è accaduto nulla. Ma vicino alla mai abitazione hanno aperto una anonima Via Prato…Però…Ma non desistiamo, prima o poi…   
La città corre e corre ma, alla fine, si ritrova…nei cimiteri cittadini…E’ questo un ambito molto delicato nel quale spesso sorgono condizioni di conflitto. Negli scorsi anni sono riuscito a ottenere di sistemare il cimitero di Baggio ed a riqualificare l’esterno di quello di Muggiano. Ma la situazione complessiva è difficile in quanto necessitano importanti investimenti economici e razionalizzazione del servizio per recuperare importanti somme (il servizio è in rosso di circa 8 milioni di euro) ed acquistare un nuovo forno di cremazione dal costo di un milione di euro. E’ anche necessario considerare di fare investimenti nel settore del personale che deve essere incrementato, in particolare, nel settore delle estumulazioni. Una situazione difficile che irrita le rappresentanze sindacali che, a volte, ritengono di non essere adeguatamente prese in considerazione. Su questo tema abbiamo fatto varie commissioni dall’esito spesso contraddittorio. Ma dobbiamo continuare a lavorare per trovare il giusto equilibrio tra necessità di coloro che soffrono un lutto, i lavoratori, l’amministrazione. Esercizio non facile ma indispensabile…
Importantissimo elemento di riflessione, in questi anni, è stato il tema del Parco Sud. Un tema che riveste una grande importanza per la vita della Città metropolitana prossima futura. Il Parco Sud è un polmone verde ed agricolo di una ricchezza immensa e, spesso, misconosciuta. Colture, acque, cascine, reperti storici, abbazie, lavoro umano ed ingegno…tante componenti concorrono a rendere questo ambito territoriale un’area vasta che deve essere scoperta e resa fruibile a tutti i cittadini. Anche per questo motivo avevo chiesto di inserire questo territorio all’interno del grande progetto di Expo. Purtroppo la mia proposta non ha avuto riscontro. Il Parco Sud deve diventare un elemento di traino per tutto il verde in città, sull’agricoltura periurbana come elemento di sostentamento della città, come luogo reale della filiera corta dell’agricoltura. Ma con la chiusura della Provincia è necessario che il Parco non finisca nel calderone dei parchi regionali perché la sua è una vocazione unica ed insostituibile. Il Parco Sud non è un luogo della fruizione del tempo libero (anche) ma, soprattutto, il luogo in cui matura la ricostruzione di un tessuto ambientale che si trasforma in attenzione alla terra, alle radici culturali, all’economia che cerca nuovi sbocchi lavorativi. Per ultimo sarà necessaria una battaglia profonda per rendere al Parco Sud quelle risorse indispensabili alla sua esistenza. I due milioni odierni, quindi, dovranno trasformarsi in almeno 10 altrimenti il rischio è di mantenere in vita una realtà che, però, non avrebbe possibilità di operare per il meglio ed, inoltre, le risorse non dovranno essere solo di natura economica ma, anche, professionali per fare sì che il Parco cresca e che possa diventare luogo trainante di un nuovo modo di vedere la cultura dell’ambiente. A questo proposito ho predisposto un documento nel quale sono riportate le mie considerazioni rispetto al futuro del Parco Sud. Sempre ricordando il parco Sud non è da dimenticare il tema del CERBA, ridimensionato nelle sue volumetrie, che abbiamo cercato di governare dopo il fallimento di Ligresti. La situazione è oggi interlocutoria e si attendono i riscontri dagli operatori e dalle banche per capire se è possibile proseguire in questo importante progetto che, comunque, non deve andare a detrimento della realtà del Parco Sud.       
Nel corso delle varie attività sono intervenuto su varie aree della città, richiamando la necessità di operare per una riqualificazione e/o sistemazione dei problemi in corso e, tra le varie, segnalo la riqualificazione delle case di Via San Bernardo, a Chiaravalle; la messa in opera dell’illuminazione nella piazzetta detta “del Murunasc”, a Baggio; della sistemazione e riqualificazione della cartellonistica degli immobili storici della città; della riqualificazione del centro sociale di Via Lamennais, a Quarto Cagnino; della segnalazione di alloggi sfitti e pronti da essere consegnati a chi ne ha necessità, della sistemazione di Piazza San Fedele e di Via Pienza, della sistemazione di Via Silva; della riqualificazione del manto stradale di Via Campari e tante altre situazioni di varia natura. Alcune andate a buon fine con soluzione del problema altre in itinere con la speranza di arrivare ad una soluzione positiva. 
Un altro grande tema di cui mi sono occupato è quello dell’abitare a Milano con tutto quanto ne consegue in termini di situazioni del buon vivere da cittadini. Innanzitutto abbiamo situazioni in cui le abitazioni sono degradate e non sono stati fatti interventi di riqualificazione adeguata. I cinque contratti di quartiere, che dovevano dare una scossa positiva laddove in essere, non sono riusciti a raggiungere gli obiettivi prefissi ed, addirittura, non sono ancora terminati. Sono aumentate le morosità, gli sfitti non assegnati, le occupazioni abusive. Il tutto a causa di una pessima gestione da parte di ALER che non è riuscita ad ottemperare ai suoi compiti di gestione e di proprietà creando una serie infinita di problemi ai residenti delle abitazioni pubbliche e peggiorando la qualità dell’abitare in città. Per le occupazioni abusive ci sono dei racket che operano in città ma, anche, vi è la disattenzione del gestore che dovrebbe vegliare, in particolare quando riceve dettagliate informazioni in merito alle abitazioni in fase di occupazione. Su questi temi ho scritto e sollecitato a più riprese il prefetto, la dirigenza ALER, il sindaco, il presidente Maroni, gli assessori competenti, le forze dell’ordine. Ho continuato ad intervenire laddove necessario e laddove richiesto sollecitando interventi di riqualificazione, edile, impiantistica, umana…e chiedendo anche al prefetto la requisizione di tutti gli alloggi sfitti affinché possano essere messi subito a disposizione degli aventi diritto sotto la sua autorità. Ho anche chiesto di ridurre gli affitti a coloro che affittano negozi e che dimostrino di non essere nelle condizioni di poter corrispondere in maniera adeguata gli affitti dovuti. Ho inoltre chiesto di costituire una sorta di società di scopo che gestisca un numero di residenze pubbliche, vicine agli ospedali cittadini, per metterle a disposizione, a reddito, dei parenti di coloro che vengono in città per cure mediche e ricoveri che necessitino di vari giorni di ricovero. Sempre rispetto agli spazi pubblici ho chiesto che si provveda ad un censimento degli spazi vuoti a piedi dei palazzi per utilizzarli, in concerto con ASL, come piccoli ambulatori di quartiere per monitoraggio della salute degli anziani evitando loro viaggi per andare a fare i controlli negli ospedali. 
Sul tema moschee (o luoghi di culto in genere) credo che ciascuno abbia ben chiara la situazione. Il Comune, come da PGT, ha assegnato delle aree per la costruzione di luoghi di culto extra cattolici, con costi a carico di coloro che vorranno fare gli interventi di costruzione delle strutture. Pertanto le varie religioni interessate devono valutare quanto messo a disposizione e decidere il da farsi. Della costruzione di una moschea si parla da anni e, spesso, in maniera strumentale. Il numero dei residenti di religione musulmana è certamente aumentato e la richiesta di un luogo di culto adeguato è sotto gli occhi di tuti. Il problema è che le comunità musulmane sono molte e divise (pensiamo solo alle differenze tra sciti e sunniti) e quindi, per loro è difficile trovare un punto di accordo. Ci auguriamo che lo facciano in fretta e si impegnino seriamente per potare a compimento questa legittima aspirazione che, però, non può essere di competenza né a carico del Comune.     
Andrà a breve in discussione nuovamente il Regolamento Edilizio per la sua approvazione, dopo l’adozione avvenuta in primavera. E’ un tema molto importante che discende dal PGT e dal lavoro di ricucitura della città fatto con quel documento programmatorio. Ora è la volta di chiudere il regolamento al fine di dare attuazione concreta a quanto indicato nel PGT per quanto concerne la parte operativa. In un momento di crisi come questa, dal punto di vista edilizio, sembrerebbe quasi inutile porre in essere questo regolamento, invece proprio ora è importante operare per avere chiarezza sui criteri, sulle regole, sulle modalità di uso della città per poter operare, in seguito, in maniera opportuna e senza possibilità di creare situazioni di conflitti e di confusione evitando, quindi, di mettere in crisi gli operatori oppure di essere messi in crisi da quegli operatori che sguazzano nel torbido delle regole poco chiare oppure create ad arte non certamente per il bene comune. Un'altra sfida da affrontare e, dopo lo studio delle osservazioni, da superare.
Altri temi su cui si è operato sono stati quelli della bonifica delle scuole dall’amianto. Un lavoro lasciatoci in eredità dalla precedente amministrazione che ci vede operare su oltre 20 scuole in termini di bonifiche importanti e di abbattimenti di edifici in quanto le opere di bonifica sarebbero troppo onerose. Si tratta di scuole costruite negli anni ’60 e che avrebbero dovuto essere abbattute e ricostruite da anni ma non essendo stato fatto nulla di ciò questa amministrazione ha reso prioritario l’intervento. Si tratta di un lavoro epocale sia per l’entità del lavoro che per i costi (circa 200 milioni di euro). Ma questo è un lavoro inderogabile ed andrà eseguito. Altro impegno importante è quello della ristrutturazione del Teatro Lirico che, alla fine dei lavori, dovrebbe impegnare circa 6 milioni di euro. E’ un’opera che la città attendeva da decenni perché vedere il secondo teatro più importante di Milano nello stato in cui era ridotto, faceva pena. Ora speriamo in bene nel mantenimento dei tempi, nel contenimento dei costi e nella sua futura gestione. Vigileremo…
Dei problemi di SEA immagino saprete tutto. Speriamo che si riesca ad evitare il fallimento della società ed il licenziamento dei dipendenti a causa della multa che l’Europa vuole appiopparci per gli aiuti non dovuti fatte dalle precedenti amministrazioni di centrodestra. Resta in me l’amarezza che se mi avessero ascoltato al tempo della vendita del 30% della società avessimo venduto tutto, ora avremmo 700 milioni di euro in più ed un enorme problema in meno…Evidentemente non sono stato particolarmente convincente nelle mie argomentazioni. 
Per il “mio” quartiere, Baggio, ho cercato di mantenere alta l’attenzione sui temi della sicurezza, occupazioni abusive e sgomberi, lavori stradali, coesione sociale ed animazione, cultura, gestione operosa e custodia del Parco delle Cave e tante altre attività, tutte documentate, per rendere migliore, laddove possibile, il buon abitare e la buona coesione tra i cittadini e tra questi e le Istituzioni. Sempre per rimanere nella zona di riferimento segnalo l’intervento per incrementare gli orti urbani, per ridurre il costo dell’affitto degli stessi, per sanare i problemi sorti negli orti dei senza titolo. Un lavoro “nascosto” che, però, ha cercato di sanare una serie di problemi sorti a seguito del nuovo bando di assegnazione degli orti comunali. Altro tema in attesa di essere chiuso è quello dell’area di Via Calchi Taeggi il cui intervento residenziale è bloccato dal 2010. In precedenza il GUP aveva respinto il giudizio di rinvio iscrizione del GIP perché a suo avviso il reato di inquinamento delle acque, prospettato dall’esposto di un comitato locale, non sussisteva. Il GIP, però, ricorrendo alla procura ha ottenuto quanto richiesto. Ora, dunque, si andrà a dibattimento ed il tempo di soluzione si allunga a dismisura. Speriamo in bene…Rimanendo nell’area di Baggio rimane irrisolto il tema della riqualificazione della cosiddetta Area 7, posta nell’area retrostante la parrocchia di Sant’Anselmo. Da anni vi è un progetto di riqualificazione di quest’area ma le risorse sono sempre carenti ed ancora non si vede la possibilità di una progettazione definitiva e che dia il via alle opere. Si continuerà comunque a bussare alla porta dell’Amministrazione fino al raggiungimento, si spera, dell’obiettivo. Ho proposto inoltre, extra attività istituzionale, vari interventi di natura musicale e culturale (grazie anche al supporto di tanti musicisti che si sono offerti gratuitamente alle iniziative) ed altre ne verranno messe in campo per l’anno a venire. Tra le varie la messa in campo di una Città della pace (qualora il Sindaco e l’Amministrazione ne prendesse in considerazione l’idea).      
Per quanto concerne i trasporti segnalo che attendo da ATM il riscontro a due mie interrogazioni sui danni economici rappresentato da coloro che non pagano il biglietto ed, anche, per la verifica della rumorosità nelle linee metropolitane il cui effetto sonoro è spesso devastante. Ancora, come sospettavo, nessuna risposta. A breve arriveranno, per le relative prove di funzionamento, i primi nuovi convogli della metropolitana linea 1. E’ il primo gruppo dei trenta treni acquistati da ATM per il rinnovo della flotta e per farci trovare da Expo con una buona funzionalità dal punto di vista dell’operatività delle linee della metropolitana. Tra l’altro è bene ricordare che entro il prossimo anno avremo tutta la linea 5 funzionante e questo sarà un grande risultato per il trasporto pubblico cittadino. Sempre sul tema trasporti segnalo d’avere più volte sollecitato il progetto per il raggiungimento con la MM1 del nuovo insediamento di Via Parri ma la risposta dell’assessorato competente è stata…”non abbiamo risorse sufficienti…”.
Da segnalare alcuni punti critici inerenti alcune delibere che non si sono ancora concretizzate in quanto bloccate dall’aula. Si tratta delle nuove tariffe degli impianti sportivi, delle feste di via e del regolamento del commercio. Si tratta di situazioni complesse perché riguardano ambiti delicati in termini di gestione della vita della città. L’opposizione ha fatto molto ostruzionismo su questi temi, in particolare per quanto riguarda le feste di via (oggi monopolizzate da alcune famiglie e questo monopolio va abbattuto) ed il commercio laddove si interviene su orari etc. con tutto ciò che si ribalta sulla questione della movida. Per le tariffe dello sport è evidente che non si gestiscono gli spazi sportivi pubblici con le tariffe di 12 anni fa. Se non si cambia registro, in fretta, il prossimo passaggio potrebbe essere il fallimento di Milano Sport.   
Sul tema della Città metropolitana, come saprete, il percorso è avviato e a fine del mese di settembre vi saranno le elezioni del Consiglio metropolitano che verrà eletto tra consiglieri e sindaci dei comuni che ve ne faranno parte. Questo Consiglio resterà in carica fino alla scadenza della consigliatura di Milano e dovrà operare per la predisposizione dello Statuto della Città Metropolitana. Per quanto mi riguarda ho redatto un documento che illustra le mie idee in merito a questa nuova realtà istituzionale. Per il tema del decentramento si sta operando per la concreta cessione di deleghe alle future, speriamo municipalità. E’ un percorso di non facile attuazione ma ci si augura di riuscire a portarlo a compimento entro la consigliatura utilizzando anche l’architettura della città metropolitana. Molte sono certamente le aspettative che dalle zone ci si attende vengano esaudite ma bisogna essere consapevoli che il percorso non sarà facile che le zone dovranno essere “rivisitate” nella modifica di qualche confine ed, anche, nel numero dei consiglieri. Comunque il lavoro è in corso e ci auguriamo di giungere ad un buon finale…
Qualche considerazione finale. Nelle ultime settimane il tema Seveso ha, è il caso di dire, “inondato” le pagine dei giornali. E’ bene confermare che i danni sono sotto gli occhi di tutti ma, insieme, ricordare che il centrodestra ha governato Milano per quasi vent’anni, con maggiori risorse, ma che non ha mai messo mano alla soluzione del problema. Questo è opportuno ricordarlo a tutti coloro che, oggi, sparano sulla nostra Amministrazione. Ora, dietro anche pressanti richieste del Sindaco, il Governo ha compreso la gravità del problema e sosterrà parte della spesa che, da quanto sappiamo, si aggira sui 110 milioni di euro. Ma l’intervento è da farsi, senza se e senza ma. Abbiamo il tema degli spazi pubblici in disuso di cui la questione del Leoncavallo è quella che ha maggiore risonanza sulla stampa. Il tema è relativo a quegli spazi pubblici che non vengono utilizzati e che, invece, potrebbero essere riqualificati per assegnazione a realtà associative che siano in grado di interpretare i nuovi tempi, le nuove tensioni sociali oggi presenti nella città. Macao, Zam, etc. ne sono un esempio. Ovviamente, però, è necessario coniugare il giusto rapporto tra esperienze, bisogni, legalità, correttezza nell’operare. La delibera per la permuta di stabili tra il Comune e la famiglia Cabassi può essere un elemento importante per cominciare una nuova modalità di rapporti tra realtà istituzionali e realtà informali che, se fondati sul rispetto delle regole, potrebbero essere elementi preziosi nell’ambito della scoperta di nuove modalità di fare cultura in città. Bisogna rimettersi ad occuparsi, con attenzione, di Sogemi in quanto trattasi di un settore molto delicato sia dal punto di vista commerciale che dell’illegalità. Molto presente in precedenza e decisamente ridimensionata oggi. Ma il tema è sempre caldo ed è necessario riprenderlo quanto prima. Molto bisogna fare nel campo della Multiculturalità e per rendere efficace l’integrazione nella città delle realtà straniere. E’ una sfida importante e vitale ma, nel contempo, deve essere seria ed onesta evidenziando anche i cattivi comportamenti da parte di molti ospiti della città. Mi riferisco agli occupanti abusivi, agli spacciatori, alle gang latine, ai racket dei posti letto negli alloggi pubblici e privati, ai ricettatori, a color che fingono indigenza pur avendo attività commerciali, a chi continua ad operare in nero, a chi stampa uno scontrino fiscale ogni tot coperti, a chi non paga il biglietto ATM, a chi occupa i parchi rendendoli delle discariche…Insomma, non viviamo nel mondo del Sacro Cuore e, pertanto, è fondamentale, per il rispetto dei più deboli e della città tutta, intervenire per stroncare ogni prepotenza e per far sì che chi viene in questa città sappia che le regole si rispettano perché servono a farla crescere per il bene comune. La “lagna” dei diritti facendo finta che i doveri siano solo a carico altrui se mai c’è stata deve finire. Soprattutto in questi tempi grami.
Per ultimo una riflessione sul Consiglio. Devo dire che, tutto sommato il clima tra i colleghi anche se vi sono molti che hanno lecite ambizioni di carriera politica futura che non sempre è in accordo con la visione di molti altri consiglieri. Rimanendo alla maggioranza devo dire che su 29 consiglieri  (includo anche il Presidente Rizzo) 6 sono liberi professionisti, 9 lavoratori (alcuni hanno lavori di mezza giornata), 5 sono pensionati, 9 sono non occupati (per differenti ragioni). Questo per significare che lavorare e fare il consigliere comunale (se lo si vuole fare bene) è davvero stressante, in particolare da quando hanno cancellato la possibilità della giornata di permesso nel giorno di consiglio. Cosa di cui non avevo mai fatto uso nella precedente consigliatura ma che, in certi casi, sarebbe stata di aiuto. Comunque, a parte qualche “scazzo fisiologico”, i rapporti sono alquanto buoni. Lo stesso avviene con la Giunta anche se, ovviamente, ci sono assessori con cui si è maggiormente in sintonia ed altri un po’ meno. Ma questo, salvo mala fede, è appunto fisiologico. Per quanto concerne il Sindaco che dire: è una persona seria e leale che opera per il bene di Milano. Con i “necessari” limiti umani e politici di chiunque ma, certamente, Giuliano Pisapia non è un Sindaco che scalda il banco. E di questi tempi.…
Dimenticavo: nella prima settimana di settembre si approverà il bilancio 2014. E poi…EXPO….


Resoconto del lavoro istituzionale 2012-2013

Parafrasandro il grande Francesco Guccini mi permetto di disturbarvi per trasmettervi qualche nota rispetto al lavoro svolto dal consiglio comunale e dal sottoscritto. Questa nota vuole essere un piccolo riassunto del lavoro che è stato portato avanti in quest’anno molto gravoso per la città. Ed anche, mi permetto, per chi vi scrive che, lavorando, cerca di trovare il tempo per svolgere il suo mandato in tutti gli orari possibili, insieme ai notturni e feste comandate. D’altra parte ho potuto constatare che proprio chi lavora non è messo nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro con la giusta serenità in quanto da parte dei datori di lavoro l’incarico istituzionale è visto come una sorta di perdita di tempo (pur incamerando l’importo dato dal tempo trascorso fuori dall’ufficio in orario lavorativo moltiplicato la paga oraria del dipendente che, invece, ha davvero poco tempo per prepararsi agli impegni se non, appunto, nelle ore più impensate). Questa purtroppo è la realtà ben diversa da tutti gli altri organi istituzionali. Probabilmente si ritiene che l’incarico di amministratore comunale valga poco o niente. E, probabilmente, questo giudizio è accolto anche dai nostri parlamentari che, dopo il pasticcio di Calderoli sul tema, non si sono certo spesi per rivedere questa situazione. Vabbè…, 

Comunque l’anno è trascorso con parecchi patemi d’animo, con l’opposizione che è stata, spesso e volentieri, aggressiva ma poco propositiva. Lo scorso anno si era ci si era fermati con il ricorso al TAR da parte di un parcheggio che aveva messo in dubbio la legittimità di Area C. Il TAR ha poi dato ragione al Comune facendo in modo che il dispositivo di Giunta proseguisse senza ulteriori intoppi visto che, inoltre, ha dato un buon riscontro per quanto concerne la riduzione dell’inquinamento. Questo è stato un elemento propositivo e propulsivo per quanto concerne il lavoro della Giunta e del Consiglio anche se, a onor del vero, è opportuno ricordare che come delibere di Consiglio non è che ne siano arrivate molte in aula e questo, certamente, non è un buon segno. Questo significa, tra le altre cose, che le delibere di urbanistica sono ferme in quanto la crisi del settore è davvero molto seria. Come sempre accade nel nostro paese ci sono momenti in cui si costruisce a rotta di collo e poi, come oggi, non si costruisce più nulla. Certamente in passato c’è stato chi ha abbondato in quanto riceveva finanziamenti che dovevano consentire un costruito che entrava a bilancio ma alla fine il giochino si è rotto e come dimostra la vicenda Ligresti i nodi sono arrivati al pettine. Se prima c’era eccesso di costruzioni ora invece assistiamo alla perdita del lavoro da parte di migliaia di operatori del settore, lavoratori ed imprenditori. E’ sempre la solita storia: non c’è programmazione, tutto è in mano al mito del mercato ed alla fine come sempre i deboli e chi rispetta le regole soccombe.

Abbiamo avuto una buona notizia dal fatto che ATM ha fatto partire e poi assegnato la gara per 30 nuovi convogli della metropolitana che, ci auguriamo, rispettino la consegna e giungano in tempo per Expo. Expo è la parola che da ora in avanti sarà pronunciata sempre di più. I lavori proseguono giorno e notte ed il sito pare ben presidiato. Recentemente è stato assegnato il bando di gara per le vie d’acqua per le quali, premetto, ero contrario all’epoca Moratti e lo sono tutt’ora perché, al di là delle affermazioni della presidenza di Expo che afferma che tale opera servirà per fare in modo che il canale Villoresi serva le aree agricole, ritengo l’opera così come dimensionata inutile. Considerando però che l’opera non si poteva “evitare” ho ritenuto opportuno segnalare e sensibilizzare l’amministrazione comunale rispetto al fatto che esisteva una proposta alternativa elaborata da Italia Nostra che osservava che utilizzando il lato a est del percorso era possibile riutilizzare vecchi percorsi e reticoli d’acqua non più attivi prestando così maggiore attenzione alla realizzazione di paesaggio urbano di qualità. A differenza, invece, del nuovo canale che si sovrappone all’esistente. Quello di Expo è un tema molto particolare e controverso. A me personalmente non è mai piaciuta l’idea che il sito espositivo fosse nell’area Rho-Pero e che abbia utilizzato, acquistandole, aree della Fiera. Credo che ci fossero arre pubbliche, anche in città, che avrebbero potuto essere valorizzate al meglio. Ma, certamente, gli interessi in gioco erano troppo importanti e ghiotti perché si perdesse l’occasione, per qualcuno, di fare ottima cassa. E così è stato. Se, invece, si fosse dato corso al progetto originario di Boeri, probabilmente i costi sarebbero stati inferiori ed oggi il Comune non si troverebbe a dover sborsare tutti i milioni di euro che servono per l’impresa. Per ora, invece, è sicuro che l’affare l’ha fatto l’Ente Fiera ed i Cabassi. E questa “elargizione” certamente non era una delle finalità della nostra amministrazione che, purtroppo si è trovata il piatto avvelenato preparato e cotto per essere trangugiato. Rimane, in positivo, la convinzione che con questa amministrazione non ci saranno abbuffate tra gli amici degli amici…Comunque vigileremo affinchè tutto si svolga nella maniera più corretta possibile. 

Per chiudere con il tema Expo segnalo di essere riuscito a fare passare la mozione per valorizzare l’esperienza dell’Expo dei Popoli che rappresenta uno sguardo alternativo sul mondo dell’alimentazione dalla parte di chi ha problemi nell’alimentazione quotidiana e di chi vuole salvaguardare la terra. Nei prossimi mesi si faranno specifiche iniziative per pubblicizzare questo mondo un po’ messo in ombra dal mondo mediatico. Sarà che non si tratta di una lobby…? 
Due considerazioni che, pure veloci, è opportuno fare. Le elezioni hanno fatto candidare alcuni consiglieri comunali ed assessori, con differenti situazioni finali e di esito. Premetto che sono contrario al fatto che chi è stato eletto per un servizio amministrativo si possa candidare per un'altra istituzione: a mio avviso questo significa non avere rispetto per i propri elettori, per coloro che ti hanno votato ed eletto per andare ad operare in una specifica istituzione. Credo che la serietà di una promessa elettorale si manifesti anche attraverso queste modalità d’essere e chi è stato eletto, chi ha avuto questo onore, debba continuare fino alla fine del mandato e non usare le istituzioni come un trampolino. Questo non è serio né dimostra affetto per il proprio lavoro e per i propri amministrati. Abbiamo perso tre assessori (uno era anche vice sindaco). L’assessore al Bilancio, Tabacci, è andato in Parlamento, Castellano, assessore alla casa e lavori pubblici, è andata in Regione, Guida, assessore all’educazione e vice sindaco, non è stata eletta ed è tornata al suo lavoro alla casa delle carità. Dell’assessore Boeri sapete cosa sia successo…o meglio, fino in fondo non l’hanno capito molti di noi consiglieri comunali. Considerando la serietà del Sindaco è certo che qualcosa di importante deve essere accaduto però noi ci fermiamo ad un certo punto della storia. Speriamo che, prima o poi, le vere ragioni vengano a galla e tutto sia più chiaro…vedremo che cosa farà in futuro Boeri che, ritengo, proseguirà nel suo lavoro politico all’interno del PD cittadino che è opportuno si rimetta in pista ad elaborare una linea politica che non sia solo legata a qualche maggiorente del partito che, una tantum, si ricorda della città (a parte quando ci solo le elezioni e bisogna fare massa critica oppure forza elettorale…).

Abbiamo un altro grande problema che è quello delle case popolari (oggi si dice residenze ERP, Edilizia Residenziale Pubblica) ereditato dalle precedenti amministrazioni. Da parte mia sono anni che mi sforzo di lanciere messaggi e quant’altro ma pare proprio che non mi si ascolti, salvo che poi, quando i giornali lanciano campagne di stampa sul tema si sveglia il sistema e tutti dietro a correre verso la notizia per dimostrare ‘essere sul pezzo ma, in quel momento, si capisce che i buoi sono scappati da tempo…Nonostante le continue richieste non si riesce a costruire una strategia per la riqualificazione degli appartamenti non in buona condizione, ad assegnare gli appartamenti vuoti, da anni!!! E poi ci lamenta se qualcuno li occupa. Questa amministrazione deve fare il possibile per fare in modo che tutte le case sfitte vengano utilizzate da chi ne ha diritto e titolo perché nella nostra città le preoccupazioni più grandi sono proprio quelle legate all’alloggio ed al lavoro. Due elementi funzionali alla dignità della persona che, certamente, non possiamo dimenticare nel nostro sforzarsi di fare politica. Se non daremo una svolta a questa questione, unitamente ad una pulizia completa e totale nel mondo ALER altrimenti sarà opportuna una seria riflessione circa l’assegnazione di un nuovo contratto di gestione delle case comunali in favore di questo ente. Su questo tema è bene ricordare la questione delle torri di Via Tofano che devono essere abbattute e ricostruite, da tempo, ma ancora non si vedono i fondi per il necessario finanziamento delle opere (28 milioni di euro).

Per mesi abbiamo avuto dei problemi di gestione del tema della scuola San Giusto. Una scuola media connotata da una differente metodologia di studio che ha avuto un buon riscontro da parte delle famiglie e del corpo docente. Purtroppo le ragioni di bilancio hanno pesato ed inficiato sul mantenimento di questa esperienza in capo al Comune. Si sono cercate delle soluzioni che, all’inizio, l’amministrazione non ha valutato come percorribili. Ora, invece, pare che l’originaria proposta (che ho personalmente “sposato” e cioè lo spostamento alla Stato della gestione scolastica come già avvenuto con il cosiddetto “accordo di Firenze”) potrebbe avere un riscontro positivo. L’assessore competente attende ora il riscontro ufficiale da parte del Ministero all’istruzione. Attendiamo speranzosi… però, forse, dovevamo essere più protagonisti e meno conservativi.
Abbiamo introdotto la TARES, ma era un atto dovuto a livello Statale mentre abbiamo rivisto tutto il tema della tariffazione della sosta cittadina con differenziazioni in più ed in meno a seconda dei luoghi e delle tipologie di vetture. Per esempio è stata data la gratuità del parcheggio alle auto elettriche e saranno apposte le strisce blu nei parcheggi accanto alle fermate delle metropolitane con gratuità per i residenti per evitare che coloro che arrivano da fuori Milano occupino spazi dei residenti che, giustamente, si arrabbiano.

Ora a settembre dovremo affrontare varie questioni: l’aumento delle tariffe ATM, l’aumento dell’addizionale, il bilancio. La situazione sul bilancio è ancora piena di indecisioni (e come Milano anche tutti gli altri Comuni sono nella stessa condizione) per la questione dell’IMU ancora irrisolta. Staremo a vedere anche se il timore di passare qualche notte in consiglio comunale è alto. Cosa che potrebbe andare bene per i pensionati. Un po’ meno per chi poi va a lavorare…

Nel parapiglia delle necessità economiche abbiamo il grosso vulnus delle scuole ed edifici vari presenti nelle proprietà comunali che necessitano di bonifiche per quanto riguarda la presenza dell’amiantoche è davvero molto esteso. Scuole, case popolari, uffici del Comune hanno, in differenti gradi di presenza, composizione e consistenza, varia presenza di questo materiale tanto utile, a suo tempo, tanto dannoso ora che se ne conoscono gli effetti nefasti sulla salute. Bisogna bonificare e bisogna farlo bene, con tutti i problemi del caso (spostamento di persone, di lavoratori, di alunni, esborsi di denaro, garanzie del lavoro eseguito, etc.) che certamente danno disagi a chi utilizza le strutture in questione. Ma non abbiamo scelta. Ci sono eredità che sono arrivate a questa amministrazione e dobbiamo intervenire con le risorse disponibili. Un po’ alla volta ma si farà tutto ciò che è necessario. Così come si sistemeranno alcune strade dissestate e da troppo tempo. Mi consola che molte di quelle che ho segnalato (vedi anche per Quarto Cagnino) sono state già oggetto, o lo saranno, di interventi di riqualificazione. E mi consola anche che molti dei parcheggi previsti con il piano Albertini non si faranno in quanto ritenuti né strategici né utili per le aree per i quali si erano in origine pensati. Questa decisione va a sanare alcune situazioni che avevano sollevato questioni importanti (e per le quali mi ero speso) quali il parcheggio di Via Gavirate e quello di Via Buonarotti.   

Sulla sicurezza credo che dovremmo fare il “tagliando” al progetto del Vigile di Quartiere perché per molti milanesi pare che questo servizio sia ancora una sorta di buco nero e, quindi, sarà opportuno capire che cosa funziona e che cosa invece no…Questo è importante anche in funzione della strumentalità che il centrodestra mette in questo tema. Credo che la storia di Kabobo, quel pazzo che ha ucciso tre persone a Milano sia eloquente viste le accuse che il Sindaco, incolpevolmente, si è dovuto sorbire. C’è anche il tema nomadi che non può essere eluso. Buoni gli interventi di coesione sociale proposti ma bisogna anche vivere con i piedi per terra e rendersi conto che tra i gagè, come loro ci chiamano, e loro, vi è un grande mare da attraversare. Massimo rispetto per le persone ma dobbiamo renderci conto che abbiamo a che fare con persone che vivono una realtà totalmente altra rispetto alla nostra. Per fare una adeguata valutazione è opportuna una riflessione, libera da pregiudizi, circa le modalità con le quali vengono vissute le infanzie dei bambini e minori oppure il rispetto, spesso inesistente, per le donne. Il rispetto deve essere sempre essenziale ma senza buonismi che verrebbero derisi proprio da loro. Gli esempi su questo tema sono eloquenti e numerosi. 

Insieme a questo argomento è opportuno ricordare il rapporto con il mondo dell’immigrazione e che è differente a seconda delle etnie e conseguenti culture con le quali dobbiamo confrontarci. Anche in questo caso massimo rispetto ma anche massima severità quando non si rispettano le regole, si ruba il rame ai cimiteri, alla metropolitane, ai treni, negli ascensori. Oppure quando non si paga il biglietto e poi si sibila, dopo avere fatto finta di non capire le parole del controllore “Italiani di merda”. Perché una cosa è l’accoglienza, altro invece è approfittarsi di una buona predisposizione e tolleranza da parte dei milanesi. Si dà e si riceve. A seconda delle possibilità, ovviamente, ma nel rispetto, reciproco, dei luoghi, delle culture, delle persone. Il buonismo porta solo guai perché viene scambiato per debolezza ed arrendevolezza. Cosa che non possiamo permetterci proprio per difendere i più deboli che, in città, sono sempre di più....

Per quanto riguarda l’area metropolitana se ne parla sempre molto però, al momento, le bocce sono ancora ferme in quanto non è chiara né definita, in maniera precisa, quali saranno le competenze della futura Authority che dovrà prendere il posto della Provincia avendo come punto di riferimento la città di Milano. Vedremo che cosa accadrà…Poi si valuteranno i passaggi e come gestire le varie partite comuni quali, ad esempio, trasporti, acqua, priorità, impianti, debiti, risorse, pianificazione del verde, ambiente etc. per ora le parole sono molte ma i fatti ancora un po’ pochini. Vedremo che cosa accadrà allo scadere del tempo ad ora concesso alle Provincie e poi si dovrà lavorare sodo per recuperare il tempo perduto. Al momento, purtroppo, che ne patisce le conseguenze sono le zone che vivono in uno strano limbo istituzionale non avendo, per altro, una adeguata copertura finanziaria per le relative necessità.

Un buon lavoro è stato fatto con la costruzione del Piano di Zona del welfare anche se le risorse sono davvero poche rispetto ai bisogni sempre più impellenti. Le persone che perdono il lavoro speso non riescono a pagare le bollette, gli affitti e, anche, a fare la spesa. Non possiamo nasconderci la complessità della situazione ma, al contempo, è necessario che l’ambito dei servizi sociali vengano presidiati in maniera importante e, possibilmente, incrementati. Sarà opportuna, inoltre, una adeguata visione sul tema delle tossicodipendenze vista la grande presenza di cocaina e, al contempo, nel risorgere dell’uso di eroina, inalata, fumata ma, ahimè, anche iniettata.    

Personalmente ho lavorato su vari fronti cercando di spingere all’azione laddove necessario sia nelle cose molto “grosse” (per esempio sul tema della casa o del recupero degli immobili abbandonati sui quali l’amministrazione ha preso posizione in maniera ferma o, come per la messa a disposizione di appartamenti per le persone che vengono a Milano ad assistere i propri parenti in ospedale per poco o lungo tempo che sia) o più semplici come, ad esempio, la pulizia dei rosoni posti sul pavimento dellaGalleria che sono lerci e pieni di mozziconi di sigarette e sporco forse trentennale. Un pessimo biglietto da visita proprio nel salotto buono di Milano. Ho lavorato molto sul tema della cultura, delle biblioteche e facendo proposte a livello artistico ma, purtroppo, ad oggi, a parte due concerti alla palazzina Liberty, non ho visto “ritornare” nessuna positiva risposta. Sul tema dei palazzi sfitti ho detto ed, inoltre, ho continuato a “sollecitare ed incalzare” l’amministrazione sul tema dell’Istituto Marchiondi e delle vecchie scuderie De Montel con, anche in questo caso, poche risposte concrete al di là delle buone intenzioni. Continuo a curare da vicino il percorso di riqualificazione e recupero della cascina Linternosulla quale il Politecnico sta facendo un buon lavoro. Luogo nel quale, finalmente, l’associazione Amici Cascina Linterno è potuta rientra insieme ad un contratto di collaborazione con il Comune.  Altri interventi sono stati eseguiti per la salvaguardia di Loggia dei Mercanti che rappresenta il sacrario della Resistenza milanese e che, invece, spesso rappresenta un luogo da pic nic o, peggio, una latrina a cielo aperto. Vergogna da cancellare… Ho continuato, e continuo ad occuparmi della salvaguardia del parco delle cave, con la presenza fissa di presidi delle forze dell’ordine nei fine settimana e, al contempo, sensibilizzando l’amministrazione ad un migliore approccio con il verde pubblico, naturalistico e non. Ed il parco delle cave, essendo un gioiello di naturalità e fruizione pubblica va preservato. Accanto a questo tema è da sostenere la riqualificazione della cava Ongari Cerutti che andrebbe, una volta riqualificata, a chiudere le disponibilità di specchi d’acqua presenti all’interno delle aree predisposte ed assegnate per il parco delle cave. Così come vanno bonificate e preservate tutte le aree di congiunzione città – campagna che, speso, come avviene in Via Selvanesco, sono oggetto di occupazioni abusive, di roghi notturni per bruciare la plastica dei cavi di rame, abbandoni di materiali pericolosi, inquinamento del terreno, attività illecite. Una storia che deve avere la giusta fine…Sempre sul tema del verde pubblico ho lavorato, per anni, alla soluzione dell’area di Via Bentivoglio che si voleva, recentemente, trasformare in un centro sportivo, l’ennesimo! In zona. Alla fine ho “convinto” chi ne aveva potestà che quello era un progetto non opportuno e si è passati alla sistemazione di primo livello del verde per la futura fruizione pubblica come da sempre proposto. Ad oggi la questione non si è sviluppata secondo quanto avevo proposto all’assessore competente (che su questo tema non ha mai risposto a mie varie sollecitazioni al riguardo) ma meglio un’area verde che continui lo sviluppo di quanto presente che un centro sportivo attrattore di traffico. Altra questione che ha trovato soluzione era l’area abbandonata (un tempo utilizzata dal 2° reparto strade) tra via Quinto Romano e la scuola elementare di Via Anselmo da Baggio. L’area è stata acquisita dalla scuola che ne ha fatto in parte uno spazio giochi per i bambini e dall’altra ha ampliato lo spazio di manovra per i mezzi di Milano Ristorazione che portano i pasti alla refezione scolastica.

Mi sono impegnato anche sul tema delle sale gioco e, purtroppo, non siamo riusciti a discutere ed approvare, una mozione proprio su questo tema che, a Milano, sta diventando sempre più dirompente rovinando persone e famiglie ed alimentando “giri” poco puliti.
Ulteriori interventi li ho fatti sul tema della movida che deve diventare un ambito in cui gli interessi di diversi soggetti devono combaciare: giusto spazio al divertimento ma anche al rispetto delle regole. Non mi piace l’idea che ci siano locali che guadagnano “paccate” di euro ogni sera e, nel contempo, fingano di non conoscere le regole della civile convivenza così come, spesso, non le conoscono gli avventori. La libertà di divertimento è sacra ma credo che il rispetto delle regole sia ancor di più un segno di civiltà e senso di comunità. Chiudo ricordando che come vice presidente del parco sud mi occupo di varie tematiche relative alla salvaguardia dell’ambiente che ci è più prossimo e che merita di essere valorizzato. Mi rammarica, al momento, il fatto che pur avendo fatto una proposta a mio avviso importante sull’utilizzo del parco sud in Expo il Comune non mi abbia mai risposto nonostante i solleciti e che ora veda questa proposta fatta propria da privati che andranno a chiedere denari ad Expo. Questo mi dà davvero molto fastidio perché mi fa chiedere a che cosa serva il ruolo assegnatomi se poi, in fase di proposta, non si ascoltano i suggerimenti o, comunque, non vi sia un pronunciamento, anche negativo…mhà…
scopriremo magari in seguito il perché…? 

Sempre nell’ottica del servizio al parco sud ho chiesto che si chiuda in fretta la questione CERBA qualora le banche creditrici ripropongano di utilizzare parte dello spazio ad oggi definito per questo centro medico come area destinata a centro commerciale. Inoltre viste le sorti di Citylife in cui vi era la mano di Ligresti forse quei 600 mila metri quadrati di spazi agricoli è meglio che rimangano tali ed un CERBA più limitato nelle dimensioni possa essere edificato altrove…Ultima riflessione sul tema della salute: ho chiesto a più riprese di porre attenzione alle sorti dell’Ospedale San Carlo ed al comparto sanitario nella sua interezza, inclusi Pio Albergo Trivulzio e quant’altro. Perché se anche è vero che questa partita è di competenza della Regione noi dobbiamo garantire il diritto alla salute ed alla buona cura ai cittadini milanesi di oggi e di domani ed il Comune deve essere più presente in questo tema facendo, se necessario, la voce grossa. In quel mondo c’è da fare molta, molta pulizia per meglio servire i malati e le persone in difficoltà.     

Non voglio più abusare della vostra pazienza. Ci sarebbero molte altre cose da segnalare che lascio alle vostre eventuali considerazioni. Nel contempo allego la lista dei temi su cui ho lavorato. Non ci sono tutti perché qualcuno l’ho trattato solo a mezzo mail mentre nella lista sono indicati temi che ho sviluppato in forma cartacea con l’amministrazione. Ma se vi viene voglia di fare qualche domande, dare suggerimenti, fare segnalazioni, “a disposizione”…

P.S.
Qualche amico mi ha detto che non farò carriera politica perché non vado mai in televisione. Vorrei dire che non ho mai avuto intenzione di fare carriera politica ma di servire la città, nei limiti delle mie capacità e possibilità. Inoltre ritengo che chi viene eletto a ruoli di responsabilità istituzionale ed amministrativa in televisione ci debba andare il meno possibile, se non mai,. Primo perché si è eletti per lavorare e non per perdere tempo in TV. Inoltre non mi pare che le sfilate dei politici in TV abbiano mai risolto un problema che sia uno e poi de “maitres a pensèr de noartri” ne abbiamo fin troppi… 

Resoconto del lavoro istituzionale 2011-2012

E’ passato ormai oltre un anno da quando il nuovo Consiglio Comunale si è insediato e questa esperienza è per me molto interessante anche in virtù del fatto che essere parte della maggioranza impone maggiori responsabilità in quanto ogni azione, parola, intenzione, desiderio, difficoltà, problema, necessità, deve essere valutato con occhi attenti e responsabili. Perchè fare opposizione aiuta a crescere politicamente rispetto alla capacità di comprendere i bisogni della città e delle persone “dall'interno” ma essere maggioranza è impegno costante e quotidiano per dare risposte concrete ai cittadini, alla città di oggi ed a quella di domani.
Giusto per dare un segnale sui temi che ho seguito segnalo che sono parte delle Commissioni Urbanistica, Sicurezza, Expo, Antimafia, Casa, Ambiente e presidente di quella Decentramento.

Sono state già molte le situazioni delicate in cui mi sono imbattuto, in particolare ricordo la vicenda della vendita delle azioni SEA. Un’operazione, questa, necessaria e sofferta per riuscire a recuperare quelle somme indispensabili per non sforare il patto di stabilità (Torino, proprio ieri, è stata multata di 38 milioni di euro dal Governo) ed, al contempo, per intervenire sulle necessità inderogabili della città. Necessità spesso emergenziali dopo il quinquennio morattiano....

Dopo questo importante “scoglio” abbiamo incontrato il tema della nuova tariffazione della Cosap, l'imposta per l'occupazione del suolo e per la valorizzazione degli spazi cittadini. Una delibera che ha avuto una serie di criticità sulle quali l'Assessore sta verificando, in funzione dell’andamento delle attività, la possibilità di modifiche in fase attuativa. Non vi nascondo, però, le tante criticità che questo provvedimento possiede e che, anche per ragioni di lavoro incontro con critiche molto aspre all’Amministrazione alle quali, spesso, è difficile dare torto. Altro importante tema trattato è stato quello inerente il rilancio di SOGEMI, i mercati generali più grandi d'Europa che, a causa di precedenti cattive gestioni e frequentazioni clientelari e mafiose, si ritrova, oggi, in pessime condizioni: ambientali, logistiche, economiche. Anche in questo caso l'Amministrazione Comunale ha voluto scommettere, in positivo, sul rilancio di questo importante polo economico della città e, notizie recenti, si prevede a breve la messa in atto di un piano di rilancio in partnership con operatori/investitori privati che, con il Comune, costituirebbero una società mista. L’investimento extra sarebbe di oltre 130 milioni di euro. Non pochi per i tempi che corrono ma coperti da privati. Vedremo nei prossimi mesi sviluppi ed eventuali fasi attuative e deliberative.

Il lavoro per la verifica delle osservazioni del PGT per giungere alla sua successiva approvazione e pubblicazione è stato davvero intenso ma su questa partita abbiamo la fortuna di avere un grande, capace, caparbio e carismatico Assessore che ha lavorato tanto e bene per riprendere le fila di un tema complesso, delicato e pasticciato. Alla fine, come saprete, il 45% delle osservazioni presentate al PGT è stato approvato contro il precedente 5%. Non era una partita facile da vincere ma devo dire che il lavoro del gruppo consigliare di maggioranza è stato valido e senza eccessivi personalismi. Ora c’è da lavorare sodo per dare un senso ed un futuro al piano in particolare per quanto concerne il tema dell’housing sociale e delle linee di trasporto pubblico. Inoltre è importante ricordare che il nuovo PGT ha cancellato il concetto di perequazione ed ha messo in salvaguardia il Parco Agricolo Sud Milano.

Questo nuova versione del piano migliorerà la città e la sua vita che, però, dal punto di vista ambientale è sempre sotto la spada di Damocle di polveri sottili e sostanze tossiche assortite e, per questo, bene ha fatto la Giunta, nonostante le polemiche dei primi giorni, nel predisporre l'Area C che, seppure ad oggi non ha portato gli attesi benefici alla salute pubblica (ma è presto dopo anni di inquinamento forzoso…) ma certamente ha ridotto in maniera consistente il traffico (- 37%) rendendolo più scorrevole in centro e dando maggiore velocità di percorrenza al mezzo pubblico. Ora abbiamo la “topica” dell’ordinanza del Consiglio di Stato che ha bloccato il provvedimento. Sono fiducioso che per settembre il TAR darà nuovamente ragione al Comune e che, comunque, si procederà ad una modifica della delibera che ha istituito ‘Area C per metterla in sicurezza rispetto ad ulteriori ricorsi. Altro tema vitale, insieme al PGT, è stata la discussione e l’approvazione dell’incremento dell’aliquota addizionale IRPEF, della Tarsu, dell’IMU, del Bilancio. Quest’ultimo, gravemente deficitario, ha dato modo di mostrare le abilità dell'Assessore Tabacci e della giunta tutta per riuscire a trovare le risorse necessarie a dare alla città tutti i servizi di cui ha necessità. Una sola osservazione su tutte. Servono 300 milioni di euro per comperare trenta treni per la metropolitana della linea 1 e 2, con vetture che hanno anche 50 anni di esercizio...ATM ha emesso il bando di gara ma di risorse certe non se ne vedono all’orizzonte.

E' comunque importante ricordare che a settembre venne introdotta l'addizionale IRPEF per riuscire a fare quadrate i conti del Comune. Non ci ha fatto piacere perchè non è simpatico tassare i cittadini in momenti di vacche magre ma non avevamo scelta e questo strumento è stato istituito pur con un limite verso il basso di tutela a chi ha un reddito inferiore ai 33.500 euro.  
Un appunto è però necessario farlo in quanto ci siamo ritrovati a discutere, valutare ed approvare le varie delibere finanziarie in un lasso di tempo troppo stretto. Questo ha provocato tensioni e contrasti molto forti in aula ed anche nella maggioranza alcuni momenti non sono stati leggeri. in particolare quando è stato chiesto a noi della maggioranza di ritirare i nostri emendamenti (me ne ero tenuti 12 di scorta...) per non rischiare di allungare la discussione già pesante ed estenuante. Alla fine abbiamo approvato il bilancio allo scadere del 20 giugno, prendendo il premio di 30 milioni di euro dal Governo ma ciò è accaduto solo perchè il PDL ha evitato di rimanere in aula a fare ostruzionismo. Se ciò fosse accaduto oggi saremmo ancora in aula, la città avrebbe perso 30 milioni di euro ed il PDL avrebbe dovuto spiegare ai milanesi la ragione del proprio comportamento. Poi ha prevalso il gioco della parti che ha fatto uscire dall'aula, nelle fasi finali della discussione, tutti i componenti del PDL. Al di là di ciò resta il fatto che passare ore ed ore in aula senza potere nè intervenire nè costruire è una grande perdita di tempo e fatica psicologica non indifferente. 

Due parole vanno spese per le Zone e per la futura Area metropolitana. Credo sia evidente la difficoltà di questo primo anno di lavoro. Tante buone intenzioni ma, ancora, poca concretezza. Ottima l'idea di fare lavorare le zone sul Piano di Zona dei servizi ma non mi è stata chiara la logica dell'approvazione del documento sulle unioni civili in quanto, poi, lo stesso è stato fortemente emendato in aula consiliare. Quindi ciò che è stato approvato nelle zone è altra cosa da quello approvato in Consiglio Comunale. Certo, le zone hanno espresso un indirizzo ma, in sostanza, il deliberato finale è differente. Altro tema è osservare che le zone, come oggi costituite, non possono esistere nella dimensione della città metropolitana in quanto la Milano che conosciamo andrebbe ad essere altro dalla giurisdizione attuale. E' pertanto importante e fondamentale, uno studio approfondito su come si andrà a sviluppare il decentramento amministrativo nelle nuove macroaree che costituiranno la città metropolitana. Tema, quindi, da sviluppare nel prossimo anno con attenzione e profondità e che sarà opportuno valutare con opportuna saggezza, senza lasciarsi prendere da fretta o da ricerca di facile consenso per operare, in maniera seria e profonda, alla stesura di un progetto che contempli la massima capacità di osservare la realtà non solo contingente ma, anche, quella a lungo termine. Altra importante segnalazione da fare è che, finalmente, è stata istituita la commissione consiliare antimafia. Una commissione necessaria anche in vista delle opere destinate ad Expo 2015. Un evento che, come è noto, ha scatenato le ghiotte aspettative di chi, con i subappalti, ha dimostrato di essere capace di essere presente nelle commesse più importanti del Paese.

Tanti i temi su cui siamo chiamati a  lavorare. Temi tralasciati dal centro destra o non bene amministrati che hanno creato problemi di difficile risoluzione, basti pensare al problema della casa che assilla decine di migliaia di persone e delle residenze pubbliche che, spesso, versano in condizioni fatiscenti. Con il PGT ci auguriamo di potere mettere in campo, nel breve periodo, almeno 4 mila appartamenti a canone variabile grazie al supporto dell'Housing Sociale. Termino con un richiamo personale ed ai compiti che mi sono stati assegnati. Sono stato nominato, infatti, Vice Presidente del Parco Sud. Un incarico, questo, per me molto importante ed interessante che contempera attenzione all'ambiente ed alla vita agreste che si incunea nella città ( o che fugge da essa). Anche grazie a questo incarico sono riuscito a lavorare affinchè fosse possibile l’abbattimento del noto ecomostro di Monluè sulla cui area ora è in corso un’ipotesi di riqualificazione. Su questo tema spero di continuare a dare il mio apporto, spero positivo, così come il percorso che in questi anni ho fatto, imparando molto da chi ha molta più competenza della mia, mi ha insegnato. Spero di utilizzare, perciò, il mio ruolo nel parco Sud per lavorare in maniera profonda sui temi del verde e dell’ambiente in città così come le esperienze che abbiamo in casa (Bosco in città e Parco delle cave) mi hanno insegnato.

Chiudo segnalando un po’ di rammarico per il fatto che delle 27 mozioni che ho presentato se ne siano discusse solo due (quelle per evitare l’acquisto degli aerei F35 e per dotare gli spazi sosta delle ambulanze di palina erogatrice di energia elettrica), poi approvate e due ordini del giorno, entrambi approvati. Inoltre ho presentato 23 interrogazioni alla quale, però, mi viene data risposta abbastanza rapida.

Bene, siccome i temi “sul tavolo” sono davvero tanti ho pensato di preparare una tabella riassuntiva, che vi allego, in cui ho cercato di riassumere alcuni dei temi/interventi seguiti quest’anno. Anche se credo di essermene dimenticato qualcuno. Se avete domande, dubbi, critiche e quant’altro, sono a disposizione…   






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