giovedì 17 marzo 2016

Ricominciamo a scrivere


Linea 72: ci avviciniamo verso la soluzione del problema
La nuova “sistemazione” della linea 72 ha oggettivamente creato molti problemi ai residenti del borgo di Figino. Un borgo che si è praticamente raddoppiato nei suoi residenti con l’arrivo degli abitanti dell’iniziativa di housing sociale. Come noto lo scorso anno in tutta la città il Comune ed ATM sono intervenuti al fine di razionalizzare varie linee di superficie anche in ragione di un migliore equilibrio nel servizio in funzione dell’entrata in servizio di tutta la tratta di M5, in particolare per la fermata di San Siro che avvicina al servizio sotterraneo una grande parte della città. Però non tutto è filato come si immaginava e, complice la localizzazione di Figino, non tutto ha funzionato per il meglio ed i cittadini, grazie al lavoro del Comitato di Quartiere del borgo, si sono attivati, anche con il sostegno di vari soggetti istituzionali, per sollecitare il Comune ad operare per operare a superare le problematiche emerse e superare il disservizio evidente a tutti.
Il Comune, nella persona dell’Assessore alla Mobilità e dei tecnici del settore competente si sono attivati per migliorare la situazione ma il risultato non è stato all’altezza delle aspettative. Quindi il Comitato di Quartiere ha elaborato un paio di proposte per migliorare il servizio e che sono state illustrate all’Assessore Maran che ha dato mandato ai tecnici di verificare quale potrebbe essere la soluzione migliore per dare il migliore servizio ai cittadini anche con lo sguardo rivolto alla gestione dei costi che, certamente, non saranno pochi in quanto ogni variazione di percorso che aumenta i kilometri di percorrenza incide sul contratto di servizio che il Comune di Milano ha stipulato con ATM. Nel riconoscere l’esistenza del problema l’Assessore ha assicurato la massima attenzione per risolvere questo serio problema che riguarda un’area marginale della città ma che detiene tutti i diritti di qualunque altra zona della città. Attendiamo ora di conoscere la scelta che il Settore Mobilità metterà in campo per superare questo problema augurandoci che la stessa sia vincente e che lo sia in tempi brevi.       

Orti di Via Bentivoglio: alcune problematiche che vanno risolte
L’area di Via Bentivoglio per anni è stata relegata in una sorta di limbo dopo che il progetto del maneggio naufragò a causa i vari motivi, tra i quali quello della morte del soggetto che vinse il bando per la convenzione con il Settore Sport del Comune. Decaduta la convenzione varie furono le richieste di utilizzo dell’area ma nessuna venne portava avanti dai possibili soggetti proponenti. Con il nuovo PGT fu possibile immaginare che l’area potesse essere trasformata in una zona ortiva e già nel 2012 chi scrive avanzò una proposta al Comune affinchè si intervenisse per riqualificare l’area “utilizzando” le competenze di coloro che degli orti se ne occupano da tempo sia in termini di costruzione che di gestione. Così non è stato ma, comunque, il Settore verde, sollecitato anche dal Consiglio di zona, decise che l’area in questione potesse essere riqualificata e, tra l’altro, diventare un’area di costruzione di particelle ortive, vista la necessità espressa nei precedenti bandi zonali. L’intervento dell’amministrazione, come già scritto su questo mensile, ha ritenuto fattibile la messa in opera di circa 50 particelle ortive in parte già assegnate ed altre in corso di consegna ai legittimi assegnatari. Tutto bene allora…? Si e no…Si, perchè l’avere trasformato un’area incolta e passibile di occupazione abusiva da parte di carovane assortite è stato certamente un passo positivo ed un’azione importante. No, perchè vi sono condizioni che hanno provocato alcune lamentele. Una serie di lamentele è giunta da alcuni dei residenti di Via Viterbo che si affacciano sugli orti in quanto hanno segnalato il loro disappunto nel constatare che, nonostante quanto concordato con gli assegnatari, sono state rilevate, all’interno degli orti, suppellettili e strutture varie che non danno decoro al luogo. Questa situazione, così come la necessità di spostare il bagno installato al filo del marciapiedi di Via Viterbo, è stata segnalata al Settore di zona ed all’assessore competente affinchè si intervenga subito per superare il problema riportando decoro agli orti ed alla via. Sono state fatte altre osservazioni in merito al cassonetto in muratura nel quale dovrebbero essere posti gli attrezzi in quanto questo lascia passare l’acqua della pioggia ed, inoltre, è molto pesante e gli anziani faranno certamente fatica a sollevarlo per cui molti hanno chiesto che si ripensi a questa soluzione suggerendo la messa in opera di un casottino in legno, uguale per tutti, al fine di porre al suo interno gli attrezzi ed eventuali oggetti e indumenti. Altra situazione negativa riscontrata è la presenza di molte pietre e ciottoli presenti nella terra degli orti. Cosa che renderebbe molto faticosa ed ardua la lavorazione del terreno con una certa difficoltà nella coltivazione delle particelle ortive. Al fine di mascherare gli orti verso la via Viterbo potrebbe essere utile la messa in opera di una siepe che “nasconda” alla vista l’area ortiva anche se i risultati di tale siepe probabilmente si vedrebbe solo tra qualche anno. I messaggi sono giunti all’amministrazione che, senz’altro, ne terrà conto per un eventuale intervento di miglioramento di tutta l’area interessata.

Viabilità in Via Cusago e Via Mar Nero
La viabilità è spesso un argomento che mette in seria difficoltà le amministrazioni in quanto di situazioni di pericolo ve ne sono tante. Alcune gestibili mentre altre possono considerarsi di dubbia fattibilità. Però è anche giusto non lasciar perdere e continuare a sollecitare l’amministrazione affinchè tenga in considerazione il fatto che la necessità di garantire la sicurezza dei cittadini viene prima di ogni altra considerazione. Per questo, nel corso del tempo, è stato chiesto che venissero messe in campo progetti per la mitigazione dei rischi dovuti alla viabilità in Via delle Forze Armate, angolo Via Fratelli Zoia, oppure in via Cusago dove è stato chiesto di mettere in opera un dissuasore di velocità o un autovelox. Altri interventi richiesti sono stati quelli di rendere la Via Mar Nero Area 30, gestendo la situazione di pericolo per parcheggio in doppia fila sulla curva antistante la parrocchia. Altre richieste riguardano la messa in opera di una rotonda nel trivio Via Gozzoli/Via Valle Isorno/Via Cabella, così come in Via degli Ippocastani. Le risposte sulle rotonde sono state positive ma, ovviamente, devono attendere che le progettazioni così come le opere possano essere finanziate in tempi brevi. Cosa non particolarmente semplice. Ovviamente si può intervenire come meglio possibile ma la vera sicurezza è sempre lasciata al buon senso degli automobilisti. Citiamo solo il fatto che a Figino è stato da poco il tanto agognato senso unico che, spesso, non viene deliberatamente rispettato. Senza il rispetto delle regole, come ben sappiamo, non ci sono strutture e rotonde che tengano…
        
Parco delle cave

Il Parco delle cave, frutto di un lavoro molto lungo e partecipato da parte dei cittadini della zona ovest della città,  rappresenta uno dei maggiori ambiti di qualità ambientale della città e deve essere continuamente difeso e migliorato nella sua gestione e cura per la migliore fruizione pubblica. Nel corso degli anni si sono succedute differenti modalità di visione per la continuazione del rapporto tra le amministrazioni, i fruitori e gli operatori gestionali del parco delle cave. Negli ultimi anni il processo di costruzione del parco delle cave si è cristallizzato (tranne per quanto riguarda la riqualificazione della cava Ongari Cerutti) e, pur consci delle difficoltà finanziarie dell’Amministrazione (come avviene, ahimè, per tutte le amministrazioni del nostro Paese…) pare  non sia scaturita, dal lavoro di questi anni, una visione per il futuro sia questo a breve che a lungo termine. Pertanto, alla luce di una disamina di quanto avvenuto in questi anni, pare non emerga, a parere di chi scrive, un chiaro modello di lavoro per il completamento e sviluppo della totalità del parco, che vada oltre la normale manutenzione e gestione, alla realizzazione del quale è opportuno scegliere i migliori attori operativi ricorrendo a procedure di gara ad evidenza pubblica. Al fine pertanto di comprendere quale potrà essere il futuro di questa importante area ambientale pubblica, si è ritenuto opportuno porre alcuni quesiti all’Amministrazione al fine di avere riscontro su alcuni temi tra i quali segnaliamo la spesa occorsa tra il 2011 ed oggi per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria in Global Service e per ogni altra attività di manutenzione e quanto sono costati, nello stesso periodo, gli interventi di pulizia delle aree. Unitamente a quanto detto, si è richiesto quanto è stata la spesa occorsa, sempre tra il 2011 ed oggi, per i contratti di collaborazione con ATI – Agriparco e a fronte di quali attività svolte. Inoltre è stato chiesto se siano state previste (ed attuate) politiche di sostegno alla riconversione produttiva delle imprese agricole, come per esempio di riconversione biologica e/o agrobiodiversità ed a quanto sono ammontate le spese e quali gli interventi diretti dell’Amministrazione Comunale inerenti quanto non contrattualizzato con Global Service ed Agriparco, (non ultimi i recenti interventi di messa in sicurezza del sistema idrico). Altra questione posta in campo riguarda quali interventi di altri operatori siano stati effettuati, comprese le opere di compensazione EXPO – ERSAF, con i relativi costi, compreso la realizzazione delle nuove sedi associative e se sia stato fatto ricorso a contributi, p. es. bandi della Fondazione Cariplo, e per quali opere, per es. realizzazione di corridoi ecologici, ecc., a sostegno delle necessità del parco delle cave. Importante, poi, è conoscere quali interventi sono stati pianificati per il futuro sviluppo del parco e quali interventi verranno eseguiti sulle aree degli ex orti Barocco al fine di rendere lo spazio fruibile alla cittadinanza con adeguata apertura dall’ingresso di Via Barocco. Per gli orti Barocco, tra l’altro, si è chiesto qual è stata l’entità della spesa per gli interventi di rimozione delle masserizie accumulate dagli ortisti degli orti Barocco (AMSA ed altri operatori/costi). E’ poi necessario risolvere il problema della vasca d’acqua davanti al parco (Via Cancano) e, pertanto, si è domandato come si intende intervenire per riqualificare questo manufatto da anni oggetto di varie situazioni negative. E ‘ poi necessario conoscere quali ulteriori interventi si intendono pianificare con l’ausilio di Italia Nostra-CFU per il processo di riqualificazione della cava Ongari Cerutti e se non sia opportuno valutare la possibilità di predisporre un bando, a livello internazionale, per la gestione completa del Parco delle cave, sia per le attività oggi in opera che per la migliore attività di progettazione, pianificazione, incremento, valorizzazione dei luoghi e delle relative attività ad esso referenti. Le richieste sono certamente molte ma, ritengo, opportune, per conoscere la situazione del parco ed il relativo “pensiero” sul suo futuro.

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