lunedì 15 maggio 2017

Dal CAM Olmi e Spazio Teatro 89 allo Stadioa Meazza…grandi artisti crescono…





Nel 2002 era stato tra i musicisti presenti al CAM degli Olmi, nella kermesse musicale organizzata dalla rivista “L’isola che non c’era” (tra i tanti musicisti anche il cameo di Enzo Jannacci con una struggente versione di “Lettera da lontano”). Poi nel 2015 era tornato dalle nostre latitudini in una serata/intervista a Spazio Teatro 89 dove, con chi scrive, si era inoltrato in una sorta di suono/parola in stile di coscienza alla Joice. Parliamo del bravo Davide Bernasconi, in arte Davide Van De Sfroos, che da oltre un ventennio canta in dialetto “laghèe” (il dialetto dell’area che si affaccia sul lago di Como) storie altrimenti impossibili da ascoltare, storie fatte di vento e tuoni, streghe che volano, improbabili contrabbandieri, persone umili e semplici, corriere che trasportano una varia umanità, balere colme di personaggi eclettici, una personalissima versione della storia di Adamo ed Eva…

Ne parliamo perché il 9 Giugno Davide Van De Sfroos terrà un concerto allo stadio Meazza. Un concerto coraggioso, indubbiamente, perché lui è un artista che non ha dietro di sé la potenza di fuoco di case discografiche mondiali, non ha i mezzi di comunicazione che possiedono, con tutto il rispetto, artisti del calibro di Vasco, di Zucchero,di Zero, del Liga…. Lui è un onesto, sincero ed originale artigiano del suono e della parola che, da anni, calca i palchi di Italia saltando da un teatro ad una parrocchia, da un concerto a pagamento ad una iniziativa benefica dove si presenta e suono gratuitamente. E’ certamente un artista originale perché ha fatto di una debolezza (il cantare in dialetto), una forza perché solo da certi passaggi lessicali, da determinate parole scandite “solo in quel modo lì”, è possibile leggere la storia dei suoi personaggi ed immedesimarsi in essi. Quello che ci preme sottolineare, in queste righe è che con il suo concerto al Meazza, luogo di concerti leggendari quali sono rimasti nella memoria quello di Bob Marley nel 1980 oppure il primo di Springsteen nel 1985 o quello della prima volta di Dylan a Milano, nel 1984 (tutti avvenuti nel mese di Giugno), è il concerto di Davide (appunto) contro il Golia dei grandi eventi che brucia, con una campagna a volte asfissiante, la poesia degli eventi musicali. 

Credo che questa scelta, questa piccola/grande “follia” dell’artista monzese, sia dettata dalla necessità di svegliare il pubblico dei concerti rispetto ad un mondo, quello della musica italiana che è composto da artisti capaci e di grande talento che non devono essere “annichiliti” dalle grandi star ma che necessitano di avere le adeguate platee che possano ascoltarli ed apprezzarli per quello che valgono e meritano. Per questo artisti come Davide Van De Sfroos ci piacciono: perché, oltre al talento indubitabile, sanno mettersi in gioco rischiando non poco in termini di carriera e, di conseguenza, economici ma, al contempo, cercando di trasmettere l’entusiasmo per la musica che si propone, per fare emergere la bellezza di quel tanto che esiste ma, spesso, non si conosce per oggettiva mancanza si spazi in cui proporsi “ai grandi numeri”. A noi fa piacere che, anni fa, l’aver potuto assistere ad una sua esibizione abbia potuto rappresentare una sorta di condizione bene augurante (e magari, anche, la soddisfazione di averci visto giusto rispetto ad un artista allora emergente che ha calcato anche il palco di Sanremo nel 2010…). 

La sua carriera è costellata da una grande scommessa artistica nella quale ha dimostrato, utilizzando un dialetto poco noto e marginale, di poter raccontare storie mai ascoltate prima e di averne positivi riscontri. E poi questo suo tentare “di dare l’assalto al cielo” in quel del catino del Meazza, ce lo rende ancora più simpatico perché a noi piace stare dalla parte di chi osa, dalla parte di chi non ha paura di rischiare mettendoci la faccia (e le canzoni, ovviamente…) in una impresa certamente non semplice. Ma pensiamo che il 9 Giugno questa scommessa Davide Van De Sfroos la scommessa la vincerà. E chissà che prima del 9 Giugno non lo si possa vedere a Baggio 
per un’anteprima…

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