martedì 22 agosto 2017

Da Giuliano Pisapia a Beppe Sala. Milano continua nel cammino…




Il tempo scorre sempre troppo veloce e non sempre ce ne rendiamo conto. Era ieri quando, in piazza Duomo, sorse un arcobaleno ad accompagnare la vittoria di Giuliano Pisapia riportando il centrosinistra alla guida di Milano. E cinque anni sono volati via consentendo alla città, pur con tutti i problemi di cui nessuno nega l’esistenza, di ritrovare un fiato nuovo, una dinamica di crescita che non è legata solo al “mattone” ma alla sua crescita complessiva, in primis del vivere insieme considerando la città un bene di tutti. Milano ha promosso importanti investimenti (in particolare è bene ricordare quello per la costruzione delle linea 4 della Metropolitana) che rendono la città sempre più attrattiva ed invitante nell’accoglienza anche dei turisti che hanno reso Milano un punto obbligato di arrivo e permanenza da tutto il mondo. L’arrivo di Beppe Sala ha portato alla guida della città una persona abituata a perseguire obbiettivi e risultati in maniera maniacale. 

Il suo tratto da manager lo si riconosce soprattutto nelle domande che pone, per capire il tema su cui lavorare ed elaborare soluzioni, più che dalle opinioni che porta con sè. Questa dinamica è importante in quanto per decidere è necessario prima comprendere e poi operare di conseguenza. Senza questa dinamica si possono fare scelte all’apparenza affascinanti ed “allettanti” ma, nel tempo, potrebbero dimostrarsi sbagliate. Questa modalità di approccio credo sia necessaria per la nostra città che, ora, non deve perdere quella credibilità mondiale guadagnata grazie ad EXPO, pur con tutti i limiti e le osservazioni critiche possibili nei confronti di questo evento (e chi scrive ne ha poste molte…). L’anno trascorso ha segnato delle attività davvero importanti che, pur sintetizzate in poche righe, possono rendere l’idea delle intenzioni di questa amministrazione.

Innanzitutto si è votato l’accordo di programma sugli scali ferroviari: 1.250.000 metri quadrati di territorio che, in larga parte, sarà restituito alla città. Una porzione di città anche degradata, non utilizzata, che ha creato e crea moltissimi problemi a chi risiede nelle vicinanze degli scali. Di questa enorme superficie, 675 mila mq. saranno predisposti a verde pubblico, il 32% delle volumetrie saranno destinate alle funzioni non residenziali e 3.400 alloggi saranno previsti per utenze deboli. Inoltre verranno stanziati 97 milioni di euro per riqualificare la circle line,e le relative stazioni cittadine, che occuperà 200 mila mq. di superficie. Verrà predisposto uno studio di fattibilità per valutare la collocazione della nuova stazione ferroviaria di Via Stephenson e riqualificare le stazioni di San Cristoforo, Greco-Pirelli e Romolo. Questi i numeri, molto asciutti, di  quello che sarà uno dei più importanti piani di riqualificazione di un territorio cittadino in Europa per i prossimi 20 anni. Oltre ai 675mila mq. di verde ve ne saranno altri  200milalungo i binari ferroviari con accanto un percorso ciclopedonale lungo i binari verso Chiaravalle. Tutti gli scali dovranno avere almeno il 50% delle aree a verde e nell’area della scalo Farini verrà realizzato un parco unitario di oltre 300mila mq. Grazie, inoltre, ai 214 milioni di euro inerenti all’urbanizzazione delle aree interessate dagli interventi di riqualificazione, sarà possibile eseguire tutti i necessari interventi per rendere possibile l’accessibilità e la riconnessione delle aree degli scali ferroviari, al fine di ricucire i vuoti urbani tra centro e periferia, creando nuovi quartieri caratterizzati da un mix funzionale e abitativo, un’infrastruttura verde diffusa e un sistema di mobilità sostenibile capillare. 

Queste le premesse di un accordo e di un lavoro che hanno avuto un iter molto lungo ed anche burrascoso ma che, ci auguriamo, possa esprimere tutta la sua positività nel corso dei prossimi dieci anni confermando che la scelta attuata riporti nei sette scali, oggi poco “attrattivi” (per usare un eufemismo) il piacere di trovare servizi, verde, abitazioni, scali riqualificati che aumentino la qualità della vita in città.

Altro importante nodo che è stato sviscerato e deliberato in questo anno di lavoro è quello del PUMS, che significa Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. Un documento importante e fondamentale per la città perché è quello che definisce lo sviluppo, la strategia, il futuro del trasporto pubblico nella città almeno per i prossimi trent’anni. Un piano molto articolato ed importante che cerca, in particolare, di operare per rendere quanto più possibile attrattivo l’uso del mezzo pubblico stimolando, così, la limitazione nell’uso delle auto e, di conseguenza, rendendo la città meno inquinata. Nel PUMPS sono stati introdotti vari nuovi percorsi metropolitani tra i quali segnalo quelli per i quali ho sollecitato l’amministrazione e cioè l’allungamento del percorso della metro M1 verso Baggio con tre fermate al momenti immaginate come posizionate in via Parri, Via Gozzoli, via degli Ulivi. Queste tre fermate potranno convogliare migliaia di persone verso il centro cittadino, soprattutto nelle ore lavorative, evitando l’uso dell’automobile. Altro intervento importante per quanto riguarda la zona Ovest della città sarà il proseguimento della linea M5 verso Settimo Milanese, attraversando Quarto Cagnino e Quinto Romano. Un altro segnale importante di attenzione alle periferie da parte dell’amministrazione comunale. Oltre a questo importante passaggio istituzionale vi è anche il continuo impegno di investimenti da parte di ATM che dopo i trenta treni delle line metropolitane acquistati per EXPO (e per il suo post) si è impegnata per l’acquisto di tram e bus di nuova generazione al fine di rinnovare una flotta di mezzi comunque ancora di buona qualità ed operatività. Ciò a riprova delle capacità manageriali presenti nell’azienda e del buon lavoro di sinergia con il suo azionista di riferimento, il Comune di Milano. 

Per quanto riguarda la cura della città è bene segnalare la delibera per la “gestione” della Darsena, oggi divenuta una dei luoghi più attrattivi della città anche se, spesso, quest’area non viene trattata con la dovuta accuratezza dai suoi fruitori. Con questa delibera, comunque, si sono messi in chiaro una serie di passaggi, attività, responsabilità per rendere questo luogo sempre meglio gestito e governato da chi lo frequenta, abitualmente oppure occasionalmente. La Delibera ha anche sancito che i barconi presenti sull’Alzaia Naviglio Pavese dovranno essere eliminati, così come indicato anche dai vari gradi di giudizio del tribunale amministrativo e dal Consiglio di Stato. 

L’argomento della Darsena porta anche una riflessione a situazioni difficili, come quella di Via Gola, perché si è ben consapevoli del fatto che in città vi sono delle zone ritenute, erroneamente, franche alla legge. In questa via, appunto, esistono situazioni che paiono come paradigmatiche rispetto ad alcune modalità di vita che alcune realtà criminali, organizzate o meno che siano, cercano di imporre. Si parla dello spaccio di stupefacenti e quello delle occupazioni abusive che ammontano a circa 5 mila unità in città, tra appartamenti di proprietà ALER e del Comune. Negli ultimi mesi le occupazioni abusive sono calate drasticamente grazie ad una maggiore attenzione da parte di tutti gli attori in causa (proprietà, forze dell’ordine, prefettura, etc.) ma il problema è ancora molto denso e tanto deve essere ancora fatto per risolvere la situazione. Dopo tale indicazione, non secondario è il tema della morosità (circa il 40%) molta di cui incolpevole (anziani, persone con malattie, persone con perdita del lavoro, separazione di coniugi, etc.). su queste situazioni non è pensabile di contribuire in negativo aumentando le relative problematiche, mentre sui professionisti del mancato pagamento l’unico intervento possibile è quello dello sfratto immediato o della messa in regola. Molti di questi mancati pagatori, infatti, hanno un reddito ed anche proprietà, magari non in Lombardia ma nella regione di origine, e non pagano per disprezzo alle regole di civiltà creando problemi sia alle proprietà ma anche agli altri inquilini che si vedono costretti ad accettare che nei propri stabili non si eseguano interventi di riqualificazione a causa della mancanza di risorse. 

Unito al tema di un luogo come via Gola vi è lo spaccio e la criminalità ad esso collegata. Questa è materia delle forze dell’ordine quale Polizia di Stato e Carabinieri in particolare ma, anche, della Polizia Locale che ora, grazie alla modifica delle modalità operative con le quali sono inquadrati i Vigili di Quartiere, potrà ancora di più, in alcuni quartieri della città, quelli considerati a maggiore rischio socio-criminale, essere elemento di osservazione, confronto con i cittadini, controllo del territorio al fine di avere sempre chiare le dinamiche di malavita presenti nei nostri quartieri. In piazza Selinunte ed a Rogoredo, ad esempio, è stata disposta la presenza di una stazione mobile della Polizia Locale al fine di presidiare le piazze dei quartieri ed essere punto di riferimento per qualunque problematica.

Importante, per la riqualificazione completa dei quartieri, l’occupazione virtuosa di quegli spazi uso negozi vuoti da tempo, che non danno reddito alle proprietà pubbliche e che creano disturbo sociale. Ho più volte proposto di affidare questi spazi in comodato d’uso ad associazioni che operano nei quartieri affinchè il loro compito possa essere più efficace e continuo nel tempo. Dalle ultime azioni dell’amministrazione comunale ho potuto verificare che questa intenzione e possibilità è in attivazione e così parrebbe anche da parte di ALER. Se ciò diventasse realtà sarebbe possibile riaccendere la vita su tanti marciapiedi della nostra città. 

Sul tema delle periferie molto è stato detto ed anche eseguito: ad esempio sono stati investiti circa 30 milioni di euro per la riqualificazione di decine di appartamenti sfitti di proprietà comunale. Altri interventi verranno eseguiti nel corso del mandato per arrivare all’obbiettivo di non avere nessun appartamento sfitto eliminando, così, sia il degrado di alcuni immobili, sia la possibilità che gli appartamenti vuoti siano occupati abusivamente. E’ una vera e costante lotta quella contro gli occupanti abusivi che sono ben controllati da racket di varia natura ed etnia, come quello presente nel quartiere San Siro. Questi interventi si inseriscono in quello complessivo di  riqualificazione delle periferie che vedranno, in particolare, un grande intervento a favore del quartiere Giambellino con l’investimento di circa 90 milioni di euro tra fondi europei, regionali e comunali che saranno usati per riqualificare vari immobili pubblici (ALER), la biblioteca di via Odazio (che sarà ampliata), il verde pubblico che sarà migliorato, l’abbattimento di edifici vetusti con la sostituzione di analoghi. Il tema delle periferie non si esaurisce con questi interventi ma con la messa in opera di attività nei quartieri che possano rendere sempre più diffusa la coesione sociale nei territori creando buone relazioni anche con il grande mondo dell’emigrazione con i quali, comunque, dobbiamo fare i conti. Un mondo con il quale è necessario relazionarsi in maniera matura ed efficace cercando la massima integrazione ma, comunque, spingendo per io rispetto delle regole che, molto spesso, sono bellamente ignorate. 

Il cosiddetto ”buonismo” purtroppo esiste e va a svantaggio dei soggetti più deboli della popolazione. In molti quartieri è evidente che lo stato di degrado è incoraggiato da comportamenti illeciti quali lo spaccio di droga, le occupazioni abusive, i furti, l’ubriachezza molesta (in particolare nei fine settimana) e via dicendo. Queste situazioni, se non interrotte in maniera decisa e decisiva, saranno gli elementi che sempre più alzeranno un muro di diffidenza, razzismo ed intolleranza nei confronti degli stranieri in genere. Fingere di non vedere la realtà non farà che acuire la situazione che, di questi tempi, si può considerare particolarmente critica.

Sul tema delle periferie va fatta la segnalazione inerente gli interventi che si svilupperanno in alcune aree quali quelle di Porto di Mare, della Piazza d’Armi di Baggio, dell’ippodromo del Trotto a San Siro, sull’area denominata “la goccia” in Bovisa (oltre agli scali ferroviari). Su queste aree si giocheranno partite importanti di riqualificazione dei territori e non si potrà sbagliare. Così come si giocheranno partite importanti sull’area di Città Studi e su quella di Expo. Nel primo caso vi saranno dei trasferimenti di sedi universitarie verso Expo e l’arrivo di altrettante realtà universitarie disperse sul territorio. Si tratterà di un grande intervento di omogeneizzazione delle strutture didattiche, insieme a vari laboratori, che verranno inserite in un grande intervento di riqualificazione complessiva delle esigenze dei territori della città. Per quanto riguarda l’area di Expo verrà edificata la nuova struttura dell’Ospedale Galeazzi e quella del centro scientifico Human Technopole. Queste due realtà saranno le prime ad occupare le aree di Expo sempre considerando, comunque, che oltre il 50% del territorio sarà a verde pubblico.

Agganciandoci al tema sanitario è ormai nota l’intenzione della Regione di costruire un nuovo Ospedale nell’area milanese di sud ovest, al confine con Buccinasco. In quest’area, dove verrebbe aggiunta una fermata della M4, l’intenzione è quella di erigere un nuovo ospedale che accorpi le funzioni sanitarie degli Ospedali San Carlo e San Paolo oltre che inserire un polo universitario per circa 2000 studenti. Intenzione molto interessante e costosa (stima di 400 milioni di euro) ma che penalizzerebbe il comparto sanitario dell’ovest e dei quartieri che afferiscono all’ospedale San Carlo (Baggio, Quarto Cagnino, Quinto Romano, San Siro, etc.). personalmente ritengo che sarebbe opportuno riqualificare i due ospedali costruendo la sola struttura universitaria al fine di mantenere i presidi sanitari inalterati migliorandone, però, la qualità delle strutture (e, anche, del personale medico e paramedico). Inoltre la costruzione di un nuovo mega ospedale porrebbe il problema della conversione o dell’abbattimento dei due ospedali oggi operanti e che, in fondo, non sono così vetusti (50 anni il San Carlo e 40 anni il San Paolo). Considerando l’età del Policlinico o dell’Ospedale Maggiore sono nuovissimi…Quindi, prima di operare favorevolmente (come pare il Comune voglia fare dando il benestare all’utilizzo dell’area prescelta, di proprietà comunale) credo opportuna una profonda riflessione sul tema costi/benefici.

A questa trasformazione si aggiunga anche quella della cosiddetta riapertura dei Navigli. Una sfida certamente esaltante e carica di significati anche di natura emotiva. Ma il gioco vale la candela? Siamo sicuri che questa opera sia necessaria per la città? Ed il progetto individuato è quello più completo…? Senza entrare nel merito dei dettagli tecnici (nel caso si volesse “studiarlo” sul sito del Comune si trova il progetto con le trasformazioni immaginate) viene da pensare al costo di un’opera di questo tipo (si parla di circa 450 milioni di euro ed anni di lavori con immaginabili problemi viabilistici). Forse sarebbe opportuno pensare ad un intervento di natura limitati con il ripristino di ambiti fluviali simbolici in particolare nel centro cittadino. Questo comporterebbe costi limitati, opere rapide, condizioni di “ripristino” storico, utilizzo dei fondi previsti per la riqualificazione, quella indispensabile, dei quartieri cittadini.

Per i prossimi anni si prevede di proseguire nelle attività di riqualificazione delle scuole sia per la bonifica dall’amianto che per le opere di riqualificazione delle scuole più vetuste. Inoltre è in corso un piano di aggiornamento di tutti gli edifici pubblici per quanto riguarda le opere di prevenzione incendi. Il costo complessivo di tali interventi è stimato in circa 50 milioni di euro e ogni anno verranno investiti 5 milioni di euro per tali interventi. Un intervento importante e necessario che per anni è stato lasciato da parte dalle precedenti amministrazioni di centrodestra ma che oggi non si può più disattendere. Altra importante partita è quella dei mercati generali e di Sogemi. Anche in questo caso è necessario un intervento di riqualificazione importante e decisivo per rendere possibile la rinascita qualitativa di questo mercato all’ingrosso definito quale il più grande in Europa ma che da anni sconta il peso della decadenza delle sue strutture e della presenza di situazioni inquietanti e, talvolta, criminali. Per questa iniziativa di riqualificazione sono stati stanziati circa 80 milioni di euro e l’intervento sarà importante anche per “il movimento” degli immobili che verranno riqualificati e per quelli che saranno venduti per acquisire altre risorse.

Per il welfare il discorso sarebbe davvero molto lungo ed articolato. Milano è sempre stata una città nella quale il tema dell’accoglienza e della vicinanza ai più deboli e svantaggiati è stato un punto di orgoglio quasi naturale. Nella trascorsa consigliatura forte è stato l’impatto della presenza in città di migliaia di profughi siriani che sono transitati, via stazione centrale, in città. Grande è stata la solidarietà dei milanesi che hanno reso possibile una permanenza “umana e solidale” a queste sfortunate persone travolte da una guerra fratricida. Ma ovviamente non è solo l’emergenza la dimensione del welfare cittadino in quanto la rete di sostegno ai più deboli funziona e, pur nella difficoltà finanziaria dei fondi pubblici, da tempo evidente, riesce a mantenere una sua dimensione di qualità e quantità anche se, ovviamente, le esigenze sono sempre eccedenti le possibilità. Grande attenzione, inoltre, sarà dato al tema della digitalizzazione che diventerà un elemento distintivo nella vita del Comune. Per avere maggiori ragguagli su questo tema, così come sul resto, suggerisco di cercare sul sito del Comune il Documento di programmazione programmatica nel quale sono indicate tutte le future attività in capo al Comune, suddivise per argomento.   

Tutto bene quindi…? In politica, spesso, si è tifosi e si parla sempre bene della propria squadra del cuore. Ma la realtà è un'altra cosa e, certamente, a fronte di grandi sforzi innegabili vi sono anche tante situazioni sulle quali è necessario intervenire, almeno per quanto riguarda le competenze del Comune. La città è cresciuta in maniera importante nell’ultimo quinquennio anche grazie all’esposizione mondiale avuta con Expo che, pure, ha avuto i suoi problemi ma, anche, ha reso possibile mostrare al mondo le potenzialità e le capacità di una città che oggi vive il positivo afflusso di turisti che ha apprezzato la città e che ritorna volentieri. Ma per rendere la città sempre più vivibile, attrattiva, amabile è necessario tenere alta la guardia utilizzando al meglio le risorse ed operando su vari fronti con una città sempre più pulita, in particolare in periferia; sempre più sicura, con la presenza capillare delle forze dell’ordine (pur con le loro penurie di uomini e mezzi) in particolare da parte della Polizia Locale nei quartieri della città e, perché no, anche sui mezzi pubblico dove spesso vi è una sorta di anarchia sia nei comportamenti che nel mancato pagamento del biglietto (vedi il salto al tornello che irritata chi, invece, il biglietto lo paga).

Il costante miglioramento del servizio di trasporto pubblico (comunque di aclarata qualità rispetto al resto del Paese); con la reale integrazione con la città metropolitana che, al momento, rimane una incompiuta; con la reale e rapida riqualificazione dei quartieri popolari, l’assegnazione degli appartamenti sfitti, il ripristino del vivere civile e della legalità in questi luoghi; il ritorno delle condizioni di sicurezza nelle vie a maggiore rischio come, ad esempio, l’asse di via Padova: il rispetto delle regole di civile convivenza nei parchi cittadini con l’intervento contro chi abusa nell’utilizzo di alcol in pubblico; l’attenzione all’uso della città anche in funzione dello svuotamento di importanti palazzi uso ufficio a causa dell’apertura operativa delle due torri di City Life; l’attenzione alle condizioni degli impianti sportivi affinchè possano essere sempre più luoghi della pratica sportiva vista come elemento di coesione sociale e di educazione alle regole; l’attenzione alle povertà ed alla dignità delle persone ed alle azioni per limitare il consumo di stupefacenti e di alcool in particolare tra i giovani; operare nei luoghi della movida perché questi siano luoghi di svago e relazioni evitando che diventino luoghi di spaccio e di motivazione a comportamenti violenti e pericolosi; aumentare i luoghi della cultura, in particolare nelle periferie, sostenendo tutte quelle realtà che hanno dimostrato di sapere creare valore aggiunto sociale e relazionale alle loro proposte artistiche e culturali; salvaguardare le aree verdi, incrementandole laddove necessario e curandole in maniera costante (il cambio di gestore nella cura del verde pubblico non è stato particolarmente efficace); risolvere il tema delle cascine milanesi cercando di darle in affidamento a soggetti che dimostrino di essere motivati alla gestione e che abbiamo un piano economico sostenibile concedendo tempi di gestione quanto più lunghi possibile; operare per riqualificare (o abbattere) quei manufatti comunali che non trovano né acquirenti né hanno possibilità di riqualificazione in tempi rapidi; essere sempre di più un polo culturale di riferimento del Paese e proseguire nella iniziativa di food policy sottoscritta con decine e decine di Paesi nel corso di Expo 2015.

E’ necessario sostenere il Parco Agricolo Sud Milano nella sua opera di salvaguardia dei luoghi e delle realtà agricole locali; riuscire a portare a Milano l’Agenzia del farmaco europea al fine di creare, oltre che attenzione internazionale, anche un flusso di opportunità lavorative di forte impatto sulla città; stabilire rapporti continui con le realtà cittadine della città metropolitana, in particolare con quelle che sono ai confini con Milano, onde procedere alla verifica di interventi comuni nelle materie che si riterrà opportuno “unificare” come, ad esempio, la gestione della sicurezza e dei campi nomadi abusivi; operare sempre di più a supporto delle realtà del terzo Settore e di quelle che operano contro le organizzazioni criminali con l’affidamento puntuale e progettuale dei beni confiscati…Insomma, non credo che mancherà il lavoro per i prossimi anni a questa Amministrazione Comunale ma il percorso è chiaro a tutti i vari assessori e pur nelle differenze di ruoli appare evidente un buon amalgama tra il precedente mandato e l’attuale. 

Ci vorrebbero più risorse, certamente, anche per dare un migliore risultato economico ai dipendenti del Comune che per quanto riguarda molti ruoli ricevono stipendi davvero di basso importo e, questo, certamente, non aiuta a sentirsi partecipi di un percorso comune…Mi rendo conto che lo scritto è troppo breve per contenere un anno di lavoro e che certamente sono state tralasciate tante attività che, nel bene e nel male, hanno attraversato quest’anno, ma ad eventuali domande potrò cercare di dare eventuali risposte qualora fossi in grado di farlo…

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