domenica 25 marzo 2018

Eugenio, "Quando stai per cominciare"



A vent’’anni sembra molto strano non esser più bambino e quasi un uomo…” questo è l’incipit del brano “Quando stai per cominciare” con il violino ed il pianoforte ad accompagnare le liriche di Finardi. Tutto è molto lineare: a vent’anni, il periodo più bello della vita, viene interrotto dal servizio militare (nel 1975 quando uscì il suo primo album, il servizio militare era obbligatorio e la ripulsa dei coscritti era molto forte…). Se la prima parte del brano è accompagnato da una musica “soft” che si appoggia sul suono del violino e del pianoforte, il brano non tragga in inganno perché il suono della sezione ritmica è potente e pulsante ed il suono della chitarra elettrica prende il sopravvento con un poderoso assolo, essenziale per dare il senso della “durezza” del brano. Mai poi tutto  si pacifica ed il violino ed il pianoforte arrivano a mitigare il climax creatosi. 

Un brano che forse oggi si può ritenere “datato” ma il senso del brano non sta nel tema del servizio militare ma sulle imposizioni e sull’obbligo di rispondere ad una chiamata (quella alle armi) non compresa e, fondamentalmente, inutile. E’ uno sguardo sul potere e sulla sua forza di “persuasiva” coercizione. Tutto viene inserito in un contesto che rimanda alla mancanza di libertà perché, come recitano le liriche, se non sei “inquadrato”, se ti ribelli, se non sei adeguato al potere costituito, “…ci son sempre i carceri militari…”. Possiamo sostituire a questa chiosa altre parole ma il risultato finale è sempre lo stesso. L’innata visione alternativa della vita dell’artista Finardi si pone in maniera diretta ed efficace. Non sarà né la prima né l’ultima volta…  

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