martedì 25 febbraio 2020

La vita al tempo del coronavirus...

Quale riflessione per quanto sa accadendo? Innanzitutto la certezza che quando si fa il proprio dovere i guai si attenuano. E qui il pensiero va alla mala gestione iniziale da parte dell autorità cinesi che,come sempre accade nei regimi autoritari i problemi non esistono e i treni arrivano sempre in orario. Se si fosse dato ascolto al medico che per primo alzò la mano segnalando seri problemi sanitari nel suo ospedale probabilmente staremmo raccontando un altra storia. Ma nei regimi non si può disturbare il manovratore...

Ora il virus, dopo aver mietuto migliaia di vittime, si è spostato (e come pensare che non sarebbe avvenuto...?) con le differenti problematiche legate alle consuetudini dei vari Paesi. Sia sanitarie che di mentalità. Quello che stiamo vivendo, oltre che un problema sanitario, è anche un problema sociale ed economico. Ma, forse, anche di una differente consapevolezza rispetto alla difficoltà umana nel guidare, in maniera razionale e non emotiva, le situazioni di pericolo.

Lo sguardo alle immagini delle code nei supermercati e agli scaffali "depredati" pone il quesito della psicopatologia labile delle masse rispetto a pericoli o presunti tali di quarantene e penuria (ipotetica e non suffragata dalla realtà) di beni di prima necessità. Nasce una riflessione: e chi è anziano e solo e non può fare la spesa in quantità cosa farà? E agli "svaligiatori" nulla interessa degli altri che, magari, abitano a fianco? E' a società del consumo e dell'eccesso che non trova pace e si arrotola su se stessa rendendo le persone incapaci di sentirsi parte di una comunità dove, come accadeva un tempo, si era capaci di condividere pur nella difficoltà e povertà. Ma ora, non più. La società dell'abbondanza a travolto remore vergogne e quello che conta è accumulare. Anche se poi molto si butterà via. e vedere le decine i bottiglie d'acqua riempire i carrelli fa pensare...che qualcuno si sia accorto che in casa manca l'acqua, come ancora nei primi decenni del '900 nelle aree rurali..?

Il virus più pericoloso è dentro di noi..è quello che non ci fa comprendere la realtà, che ci ossessiona con la paura, che ci rende "lupi tra gli uomini". Il virus più pericoloso è quello che rende tutti nemici (basta osservare gli sguardi sui mezzi pubblici...), che rende alcuni sciacalli verso l persone anziane e deboli con tentativi di truffe, che alzano i prezzi in maniera immotivata se non il desiderio del guadagno. Anche il giorno dell'Apocalisse ci sarà chi continuerà a imbrogliare ritenendosi eterno ed immortale...

Milano, la grande città, la città dei record e dell'innovazione, sta vivendo un momento difficile. Un momento inatteso e estraneo. La peste l'ha vissuta secoli fa ed ancora nel Tempio di San Sebastiano ogni anno si celebra una Mesa in ricordo così come la presenza di vari cippi ricorda i luoghi delle processioni di intercessione. Milano ha già subito tanti momenti di "ansia" ma l'ha sempre salvata la capacità di mantenere l'unità di intenti tra "diversi" consapevoli che ci si salva insieme e non da soli. Si guarisce insieme a chi cura e non abbandona gli altri al proprio destino. Alcune critiche, alcune aspre altre sagge, sono piovute ai responsabili delle decisioni prese. Non so dare un'opinione che abbia valenza oggettiva. Vedremo alla fine di questa settimana come si è evoluta la situazione. Certo che pare una sorta di beffa (o di induzione alla riflessione) che la riduzione della vita sociale sia intervenuta proprio nella settimana "più allegra" dell'ano. Un caso oppure un segnale perchè si possa, tutti, avere miglior tempo per riflettere sul senso vero della vita....?

Per ora l'augurio che il vento passi rapido, che gli operatori sanitari siano aiutati a gestire al meglio le emergenze e che non li si lodi solo quando servono, che i virologi siano capaci di dare responsi quanto più unitari senza dividersi in maniera "evidente" disorientando l'opinione pubblica, che la politica sia capace di comprendere e decidere se si è in posizione di responsabilità e di criticare in maniera costruttiva e non "sciacallante" se si è all'opposizione...Perchè la ruota gira...E, soprattutto, ricordarsi che non si è eterni n onnipotenti e che un microscopico elemento può ricordarcelo in ogni istante della nostra vita...

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