martedì 15 settembre 2020

Nuovo stadio a San Siro? Parliamone fra qualche anno…

 

La lenta ripresa a cui stiamo assistendo e partecipando rende evidente che alcune situazioni troveranno soluzione, con molta cautela e salvo dolorosi imprevisti, non in tempi brevi. Tra questi certamente non si possono non annoverare le attività sportive di massa e, in particolare, il calcio che ha visto azzerarsi i tifosi sugli spalti (con nulli incassi e probabili rimborsi ai tifosi abbonati che non hanno potuto accedere agli stadi) e che ancora non è in grado di riaverli. Questa condizione, unita alle evidenti difficoltà delle squadre di affrontare la campagna acquisti dei calciatori, evidenziano l’estrema fragilità del sistema calcio. Se a questo uniamo il fatto che il Governo Cinese ha imposto limitazioni agli investimenti non strategici alle grandi società e che il Fondo Elliott deve generare ricavi e dividenti rapidi e non perdite si evidenzia la difficoltà delle squadre di calcio cittadine nel sostenere gli investimenti per il nuovo stadio di calcio a Milano, nell’area del quartiere di San Siro, considerando che l’investimento immobiliare a supporto prevede Hotel e uffici attualmente non certo in fase espansiva e un centro commerciale della cui presenza nell’area non se ne sente la mancanza considerando la vicinanza con quelli presenti a City Life e al Portello. Il buon senso direbbe che sia opportuno rimandare il progetto a momenti migliori e ponderarlo con molta attenzione e considerare che la riqualificazione dello Stadio Meazza sarebbe la soluzione migliore dal punto di vista economico, ambientale, e per la continuità storica di un manufatto riqualificato per i Mondiali del 1990 e che ha ricevuto dalla UEFA la certificazione massima per poter ospitare una finale di Champions, nel 2016.

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